PIERE, CLAPS
claps e modons…
e son lis peraulis di un toc che al si cjate in tal CD dei Strepitz.
Al si trate di un grup cal fas musiche tradizionâl furlane cun un voli
ai sonôrs che e son ormai taponàs dal businâ de vite di vuê.
Usgnot, la de librarie Feltrinelli , al è l’incuintri cun i STREPITZ par pandi
il gnûf libri e il cd: ” la nature dei sunôrs”.
L’apontament al è par lis 18.30 tal plan parsore de librarie.
I Strepitz a saran ancje a:
07.12.2007 UDINE Palamostre ( jentrade libere )
09.12.2007 Eboli al Circolo Arci ( vicino alla stazione )
10.12.2007 Salerno
11.12.2007 Mestre Centro Culturale Candiani
15.12.2007 Merano Alps Festival
Mandi
dicembre 6th, 2007 at 10:05 pm
Il grup dai Strepitz al è formât da:
Giovanni Floreani cornamuse, cister, voce
Pierre Favre batteria
Giuliano Michelini chitarre, computer
Ermes Ghirardini percussioni
Lorenzo Marcolina sax, clarinetto basso
Paolo Viezzi basso elettrico
Erica Miconi voce
La filosofia del gruppo ovvero lo Strepitz_concept :
ANTICHE MELODIE E SUONI MODERNI
“Natura è la radice originaria da cui si declinano tutte le culture. Ma poiché tutti gli uomini non possono fare a meno di nascere e di vivere dentro una cultura già in atto, la natura a cui possono attingere è sempre quella già a priori declinata dalla loro cultura.
Natura può essere per noi, allora, solo ciò che una volta è stato cultura, ma che, assorbito nella consuetudine, è diventato automatico ed irriflesso. Ogni ripresa culturale di questa natura seconda è di per sé un tradimento e genera un dissidio con essa.”
Le variegate esperienze di un musicista che introduce sempre più insistentemente, la concettualità nelle proprie esperienze e produzioni artistiche si intersecano con le incursioni di un intellettuale che, partendo dagli antichi saperi per arrivare alla filosofia contemporanea, azzarda una collocazione ed una connessione della Natura con i Suoni. Ciò che, infine, sembra essere un punto, imprecisato, d’arrivo, è il desiderio di liberare il Suono dalla sua Cultura e restituirlo alla Natura, ovvero creare il Suono senza tempo.
Fin dalla prima collaborazione, nel 2003, con il filosofo Alberto Madricardo, abbiamo dato vita ad un progress concept che si ritrova in tutte le esperienze ed i progetti realizzati; da Suns naturai (suoni naturali) emerse il quesito su cosa possa essere definito naturale e quanto la naturalità possa essere connessa alla tradizione. Strepitz, la band che ho creato nel 1999, esprime, attraverso le sue produzioni discografiche, i concetti che in questo libro è possibile leggere e sui quali il lettore è chiamato a riflettere.
Non a caso, allegato a questa pubblicazione, vi è un CD che è il frutto della registrazione live di due importanti concerti che il gruppo ha effettuato nel 2005 e nel 2006.
Viviamo un’epoca di profonde contraddizioni e di grandi incertezze; anche nella musica vi è chi pensa ad una inviolata reiterazione della tradizione e chi invece esorta alla contaminazione a tutti i costi. In realtà né l’una né l’altra operazione sono giustificabili e nemmeno praticabili.
Madricardo conclude il suo pensiero dicendo “proprio nell’effetto imprevisto e dissidente della ripetizione oggi del tradizionale, del rituale, del sacrale, Strepitz ricerca l’arcaico, che non è passato: si produce ora.”
Strepitz, fin dalla sua nascita, ha privilegiato, nelle proprie produzioni, il tema, anteponendolo alla rigidità delle formazioni, dello stile musicale, dell’obiettivo commerciale. Nel caso de La Natura dei Suoni, assieme a me, Giuliano Michelini, Evaristo Casonato ed il quartetto di canto spontaneo di Givigliana (Carnia) compaiono due musicisti di grande spessore: Pierre Favre alla batteria e Yang Jing alla pipa cinese.
Antiche melodie e moderni suoni artificiali convivono, spesso competono e a volte creano curiose complicità; il suono, quello apparentemente naturale acquisisce ritocchi tecnologici e subisce l’intenzionalità umana, epoche e luoghi diversi si ritrovano in un percorso comune che non ha né un inizio né una fine.