Fuarce Friûl

SUL PONTE SVENTOLA BANDIERA GIALLA/BLU !

la patrie dal friul

Un buon proposito per il nuovo anno è far chiarezza sulla nostra identità di friulani, ad incominciare dal nome della nostra Regione. Un nome è come una carta d’identità, è come guardarsi allo specchio e vederci riflesso quello che siamo. E quando noi friulani ci guardiamo allo specchio vediamo il nostro Friuli. Tutto quello che è di più è di troppo! La dicitura Venezia -Giulia non riusciamo a capire cosa abbia a che fare con la nostra Regione. I Dogi di Venezia se ne sono andati da un pezzo e l’unico segno del loro passaggio dovrebbero, ormai, essere solo gli edifici architettonici. Per quanto riguarda la Giulia non c’è traccia di questo nome nelle carte geografiche precedenti.
Ma questo non è l’unico proposito per il 2010.
C’è n’è un altro che URGE !
Si tratta del TGR, ovvero il telegiornale regionale della RAI, e il GRR, ovvero il giornale radio regionale. Anche in questo caso l’identità dei friulani è messa sotto i piedi. A condurre i TGR e i GRR sono quasi esclusivamente, se si escludono i corrispondenti, giornalisti non-friulani. Allora mi chiedo non sarebbe meglio che almeno una parte dei giornalisti fosse in grado di parlare e scrivere in friulano per realizzare una parte dei servizi in friulano? Questo senz’altro sarebbe una cosa importantissima perchè, + di ogni legge di tutela, permetterebbe alla nostra lingua di essere viva e a noi friulani di sentirci una nazione. In questo modo forse i friulani, vedendo che il friulano è utilizzato nei mass-media, troverebbero il coraggio per vincere l’atavica vergona di parlare la propria lingua!

Fuarce Friûl !

«O ai cirût di volêi ben ae mê tiere furlane, part dal mont, e servintle jê o ai intindût di servî il mont intîr»
Pre Antoni Beline (1941-2007), testament spirituâl, 1992

BON FINIMENT E BON PRINCIPI A DUCJ !

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UNO SGUARDO VERSO

IL CIELO

Look at... Pantanella movie Siamo alla fine d’anno ed è tempo di bilanci anche per webandana; iniziamo con i numeri che le statistiche di Google ci forniscono:
le visite sono state 20.617
i visitatori unici 15.044
le pagine visualizzate 141.459 con punte di circa 850 pagine viste in un giorno;
coloro che utilizzano il browser IE si attestano al 52%, mentre Firefox è al 33%;
oltre un migliaio sono stati i climbers che hanno provato a fare il Test nella sezione training del sito.
Ma volgendo lo sguardo oltre i numeri, possiamo ricordare che questo è stato l’anno in cui ci hanno lasciato grandi alpinisti e climbers come John Bachar, Riccardo Cassin, e Tomaž Humar. A tutti un affettuoso “Mandi !”. E’ stato l’anno in cui a Cervignano hanno organizzato delle iniziative per ricordare il fortissimo alpinista friulano Giusto Gervasutti. E’ stato l’anno che ha visto Jenny Lavarda portare a termine sulla Cima Senza Nome delle Vette feltrine la via Solo per vecchi guerrieri ( 8c+ / 9a ). Luca Zardini aka Canon ha liberato nei sassi di Campo in quel di Cortina d’Ampezzo Welcome to the club ( 9a ). E l’inoxidabile Manolo ha liberato Eternit ( 9a ), una placca nella falesia del Baule nelle Dolomiti Feltrine. La giovane climber austriaca Johanna Ernst ha realizzato In Memo Reini ( 8c ) a Niedenthal in Austria.
Per quanto riguarda il sito sono stati realizzati due video di arrampicata: lo scudo e climbing @Duino crag.
Nella sezione climbing news all’interno di webandana è possibile essere aggiornati sulle nuove realizzazioni dei top climbers intorno al mondo. E’ stata aggiunta la pagina Libri, un bookstore dove sono elencate non solo le guide per l’arrampicata e a cui tutti posssono contribuire inviando le proprie segnalazioni.
Adesso la mailing-list climbingFriuli ha raggiunto quasi i 150 iscritti, ormai siamo veramente in tanti e possiamo cominciare a pensare di organizzarci per qualche uscita insieme.
Nella nuova pagina climbers on twitter , invece, è possibile restare in contatto con i climbers di tutto il mondo.
Nel blog abbiamo iniziato a pubblicare le vignette di Mìrok, lo spaventapasseri, e Gina, l’allodola.
Con il proposito di essere sempre di + a praticare questo sport bellisssimo vorrei fare di cuore un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno dato consigli per migliorare il sito, hanno commentato le vie, o lo hanno visitato!

MANDI A DUCJ !
Sempre per nuove emozioni !

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SPECCHIO DELLE MIE BRAME

chi è il più artista del reale?

Nell’ambito della rassegna itinerante d’arte “Specchio delle mie brame chi è il più artista del reale?“, curata dalla “.neo Associazione Culturale” di Udine, si colloca l’esposizione a Palazzo Locatelli di Cormòns di tre artisti: Manuela Sedmach di Trieste, Carlo Andreasi di Legnago, e Anna Pontel di Gorizia. Gli artisti presentano le loro opere in forma di video, pittura, oggetto, istallazione, grafica, fotografia, scultura e costruiscono relazioni con il sito storico-artistico che le ospitano, e con il pubblico presente, alla scoperta del fatto che nulla è più indispensabile del superfluo.
Cliccando sull’immagine sottostante potete vedere il video della mostra.

Look at... the video about Specchio delle mie brame - cormons

LA CHIESETTA DEI SS. PIETRO E BIAGIO

Borgo Brossana

In piazzetta S. Biagio a Cividale del Friuli si trova la bella chiesetta dei SS. Pietro e Biagio. L’associazione “Borgo Brossana – Gruppo storico Formentini” ne ha curato lo studio storico e artistico.
La chiesa così com’è risale alla fine del XV sec. ( 1480 – 1492 ).
Nel filmato si possono vedere la navata centrale dove sulla destra si trovano lacerti di affreschi duecenteschi e trecenteschi. Il trittico con “L’ncredulità di S. Tommaso e S. Nicolò” ed un S. Martino. Un secondo trittico con una Madonna in trono fra due santi. Un terzo trittico con Tre Santi ed il frammento di una figura gigantesca, forse un S. Cristoforo. Sulla parete di destra si possono vedere due figure di Santi in abito benedettino.
Sul lato sinistro si trova la cappella di S. Giacomo che presenta una volta a costoloni intrecciati tipici del gotico nordico. L’altare è in stile barocco.
Sul lato destro della chiesa si trova la cappella di S.Biagio di architettura trecentesca e ricoperta interamente da affreschi eseguiti da almeno tre diversi pittori. Lo zoccolo presenta il motivo dei Mesi dell’anno, illustrati da soggetti tratti dalla vita nei campi o da scene di caccia. Sopra la finestra si trova Il Cristo della Mandorla adorato da due angeli. Nei sottarchi è dipinta la vita di S. Biagio. Mentre il dipinto di S. Biagio in Trono appartiene forse ad un artista della scuola tolmezzina. La cupola ha forma irregolare e poggia su 4 peducci a triangolo sferico con i simboli dei 4 evangelisti. Due cerchi concentrici di figurazioni raccontano la vita del Santo in due giorni: il primo cerchio più interno è diviso in 4 settori mentre quello + esterno è diviso in 8 parti. Si racconta la sua storia come veniva trasmessa nell’antico martirologo.
S. Biagio celebre medico di Sebaste in Armenia, viene per le sue virtù e per la sua scienza eletto vescovo della sua città natale. Quando Licinio ( 307 – 313 ) inizia la persecuzione dei cristiani, S. Biagio si rifugia sui monti vivendo in caverne. Nella solitudine dei monti vive in meditazione e preghiera e il nutrimento gli viene fornito da un angelo. Gli animali del bosco si avvicinavano alla sua spelonca per essere guariti. Scoperto dai soldati e accusato di empietà e magia verrà imprigionato e torturato. Sarà sottoposto alla scarnificazione del corpo con il pettine di ferro. Condannato a morte, mentre viene portato sul luogo dell’esecuzione della pena, compirà un miracolo salvando un giovane che stava per morire soffocato da una lisca di pesce. S. Biagio viene così buttato nel fiume con una pietra al collo ma lo si vede galleggiare come un fuscello di paglia mentre i suoi carnefici vengono travolti dai vortici delle acque.
Uscendo dalla chiesa si può notare il bel portale gotico fiorito e gli affreschi della facciata risalenti alll’inizio del XVI sec.
Piazzetta S. Biagio è uno dei luoghi più caratteristici e belli di Cividale, con l’accesso al Tempietto Longobardo, il belvedere sul Natisone e la chiesetta di S. Biagio. L’unico rammarico è il parcheggio che produce un via vai di auto veramente insopportabile e fuori luogo per un posto così antico ed evocativo.

Look at... S.Biagio church at Cividale del Friuli

L’ORCOLAT

AL BUSE ALE PUARTE DAL INVIER !

No je stade une biele sveiarine che di vuê buinore cuant tor lis 6.37 CET o vin sintût sdrondenà lis nestris cjasis. Cun nô a si son sveàs i ricuarts di tant timp fa cuant o vin scugnût scjampà di buride fûr di cjase. Che volte a jere sere e par fortune si steve lant viers l’istât. Cumò in plen invier a sarès une vere tragjedie. Che Diu nus mandi ben !

I dati in tempo reale del terremoto in Friuli

Scjaraçule Maraçule

QUANDO LA MUSICA E’ MAGICA

Scjaraçule Maraçule
la lusigne la cracule
la piçule si niçule
di polvar a sì tacule

O scjaraçule maraçule
cu la rucule e la cocule
la fantate e je une trapule
il fantat un trapolon

Una bella serata di musica e danza al Castello di Udine nel salone del Parlamento dove si sono esibiti lo scorso settembre l’Ensemble Musica Historica di Budapest, l’Ensemble Dramsam del Friuli e il Gruppo di danza antica della accademia J. Rudel.
E’ stato presentato un itinerario tra musica e danza nell’Europa del ‘500 attraverso le musiche del musico e abate Giorgio Mainerio e del compositore Martino da Como.
Nel video si può vedere e ascoltare “Schiarazula Marazula” di G. Mainerio un brano popolare friulano tra i + belli.

Look at… the video

Look at... the video Schiarazula

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Piccolo Festival dell’Animazione

MAGIC MOMENTS

Ieri sera si è concluso il “Piccolo Festival dell’Animazione” al Visionario di Udine. Sono stati dei momenti magici condivisi insieme ad un pubblico attento che ha apprezzato molto i films proiettati. La serata è iniziata con una produzione bulgara “Three sisters and Andrey” di Boris Despedov e Andrey Paounov. Il film, realizzato con la tecnica molto complessa del rotoscope, si svolge all’ interno di una casa dove tutto è automatizzato . Un gioco di ombre e di luci mosse sui personaggi in azione crea un effetto d’inquietudine accresciuto dalla presenza fastidiosa di una zanzara. E mentre le tre sorelle sedute attorno ad un tavolino sono impegnate in diverse attività, Andrey cerca di prendere la zanzara in un crescendo di vani tentativi fino a quando, spazientito, prende una pistola e comincia a sparare distruggendo poco a poco tutta la casa. Alla fine la zanzara si posa sulla tempia di Andrey e lui prontamente la intrappola nella canna della pistola che però adesso e puntata contro di lui. Che fare? Se spara metterebbe fine a quel ronzio fastidioso ma finirebbe anche la sua vita…
Tišina/Silence di Borivoj Dovniković Bordo è una produzione Croata basata su un disegno tipo quello di un fumetto. E’ una storia simpatica che racconta come in fondo nel caos assordante delle nostre città essere sordi forse è un vantaggio.
Tramondo di Giacomo Agnetti e Davide Bazzali è il frutto della casa di produzione italiana “Magicmindcorporation” in quel di Berceto (PR). Inizialmente l’animazione doveva essere una puntata pilota per una serie tv ma poi l’originalità della trama ne ha fatto un film tutto da godere.
Le loup blanc del francese Pierre-Luc Granjon racconta in modo poetico la storia di due bambini che si divertono a giocare nel bosco e che fanno amicizia con un lupo bianco. Al gioco però si contrappone la realtà dei genitori che per vivere sono costretti a catturare gli animali.
Zupelnie inna historia/Different story del polacco Pawel Dębski è una riflessione pessimista sul ruolo di un coltello che è costretto a tagliare, a dividere ciò che prima era unito. Lo stile è quello classico del disegno animato in bianco e nero.
Varmints di Marc Craste è un’animazione che dura ben 24′ . Il film si basa sull’omonimo libro scritto da Helen Ward e illustrato dallo stesso Craste. E’ una storia molto suggestiva dove la natura deve cedere il passo all’arrivo della città con i suoi grattacieli , i suoi rumori, i suoi cieli grigi. Alla fine l’unica via di uscita da questo mondo senza più verde è salire su una specie di astronave/medusa al cui interno è ricostruita un’oasi di verde.
E per finire “Il pianeta selvaggio” è il lungometraggio di Renè Laloux con la sceneggiatura, i dialoghi e i disegni di Roland Topor. Uscito nel lontano 1973 è considerato un capolavoro dalla critica che gli ha assegnato il Premio Speciale della Giuria al XXVI Festival di Cannes. E’ una storia complessa dove si racconta di un popolo che ha raggiunto un elevato grado di saggezza rinunciando alla fantasia, all’imprevedibile.

Look at... the video about Il pianeta selvaggio

Mary and Max

NON SOLO PER BAMBINI

Anche se i distributori ancora non ci credono, il cinema d’animazione sta dimostrando di avere anche un suo pubblico di adulti.
Le giornate del “Piccolo Festival dell’Animazione” proseguono con il loro ricco programma di proiezioni al Visionario di Udine e il pubblico non manca. I cortometraggi proiettati ieri sera hanno dimostrato l’elevata qualità tecnica ed espressiva raggiunta dagli artisti. I film sono realizzati con diverse tecniche e sono il frutto del lavoro di piccoli team o addirittura di singole persone. “Percorso#0008-0209” di Igor Imhoff è un’animazione dove si riconosce il tratto di un grafico esperto che riesce a immergere i propri personaggi in un racconto onirico poco comprensibile ma molto suggestivo. “Matopos” di Stéphanie Machuret è un film ambientato nella zona protetta dello Zimbabwe chiamata Matopos e racconta una storia molto bella in cui la tradizione si tramanda dalla nonna alla nipote attraverso la musica che diventa un modo per tenere insieme la comunità e proteggerla dalle avversità della vita. “Birth” di Signe Baumane rappresenta la psicologia femminile di fronte alla maternità mettendo in risalto in modo anche caricaturale le angoscie, le paure, le aspettative di Amina una ragazzina che resta incinta.
E per finire il lungometraggio della serata “MaryandMax” dell’australiano Adam Elliot dove l’autore stravolgendo la tradizione di questo genere introduce una voce narrante e le voci fuoricampo dei due personaggi. Un film amaro dove la comicità delle situazioni ne smorza la drammaticità di fondo. E’ la storia di una bambina australiana di otto anni che vive con una mamma alcolizzata e decide di scrivere a una persona il cui indirizzo lo trova sull’elenco del telefono. Inizia così una corrispondenza con un 44enne newyorkese che vive solo con le sue fobie, le sue ansie, i suoi pupazzetti e gli immancabili hamburger in una città grigia.
Una storia dove compaiono le debolezze e le paure delle persone ma dove alla fine i veri sentimenti e l’amore trionfano.

Look at... the TRAILER about Mary and Max film

ARTIGIANI ARTISTI

ARTISTI … E … ARTISTI ARTIGIANI

Ultimamente mi è capitato di vedere alcune mostre di artisti friulani e mi ha piacevolmente impressionato che hanno tutti una cosa in comune. Tutti mostrano una grande capacità nel lavorare la materia in maniera artigianale.
Anna Pontel artista di origine goriziana ha appena esposte le sue opere a Palazzo Locatelli in quel di Cormòns. Le sue opere sono costruzioni che richiedono una buona manualità oltre alla creatività. Si tratta di lavori fatti con i tessuti, con il filo di ferro e la carta velina oppure con cose riciclate come i panni di spugna.
Nane Zavagno, pittore e scultore, nato a San Giorgio della Richinvelda (PN), vive e lavora a Valeriano (PN), ha realizzato una bella mostra nel 2002 nell’esedra di Levante di Villa Manin di Passariano dove si potevano vedere sia i quadri, sia le sculture, sia i modelli di strutture architettoniche. I rosoni fatti con i sassi bianchi del Tagliamento e le strutture metalliche sono di una bellezza unica.
Rosanna Lodolo, artista di Udine, lavora la creta con dolcezza e semplicità, per plasmare le sue emozioni.
Mauro Corona, scultore di Erto, forse più conoscito per i suoi libri, oltre ad essere un forte climber è anche un artista che posssiede le conoscenze e la manualità necessaria per scolpire il legno.
Adriano Piu, nato a Cervignano del Friuli nel 1954, attualmente vive e lavora a Borgo di Chiarmacis, comune di Teor ( UD ). Fin da giovane si è dedicato alla pittura. Dal 29 novembre al 13 dicembre ha esposto le opere realizzate nel periodo dal 2003 al 2009 nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti a Cividale. Anche le su opere rivelano una grande abilità nel lavorare la materia e il metallo in particolare.
Guardando il video potete farvi un idea dei suoi lavori e di come riesca a dominare la materia per esprimere i sentimenti dell’anima.
Mentre alcune foto dei suoi quadri potete vederle qui

Mandi a ducj !

Look at... the video about Adriano PIU exposition

Piccolo Festival dell’animazione

O AI VOJE DI JESSI UN VUERÎR

E’ iniziato ieri al Visionario di Udine il Piccolo Festival dell’animazione con l’inaugurazione della mostra dedicata a Roland Topor (Parigi, 1938 – 1997). Il Festival entrerà nel vivo lunedì 14 dicembre con un programma ricco di omaggi, focus e retrospettive articolati nelle sezioni: ANIMAKIDS, FILM CULT, FOCUS SU KATERINA LILLQVIST, INCONTRI CON GLI AUTORI, ANIMAZIONE 03.
ANIMAKIDS (che si svolgerà nelle giornate dal 14 al 16 dicembre alle ore 10.30) è una rassegna di cortometraggi di animazione dedicata agli studenti delle scuole primarie e secondarie.
FILM CULT è una esclusiva vetrina sui film di culto dell’animazione internazionale più recente. ( Si svolgerà dal 14 al 16 dicembre alle ore 16.00 )
FOCUS è dedicato alla giovane artista finlandese Katerina Lillqvist, che ha saputo sintetizzare in uno stile personalissimo e affascinante la tradizione dell’animazione ceca con le tecniche della stop motion.
Nei pomeriggi alle ore 18.30 al Caffè del Visionario si svolgono gli Incontri con gli Autori: tra i nomi di punta, Francesco Tullio Altan, originario di Aquileia e noto al pubblico per aver creato la cagnolina Pimpa. Autore di romanzi a fumetti storici come Cristoforo Colombo, Casanova e Franz (parodia della vita di San Francesco d’Assisi), Altan incontrerà il pubblico martedì 15 dicembre alle 18.30.
I LUNGOMETRAGGI:
14 dic – La crisis carnivora di Pedro Rivero, opera del 2008 che racconta di come l’armonia di una piccola comunità di animali possa essere compromessa dalla fame di una iena …
15 dic – sarà la volta di Mary and Max di Adam Elliott, una sorta di graphic novel animata con protagonisti una bambina australiana e un ragazzotto di New York che il destino fa incontrare.
16 dic – Il pianeta selvaggio, che verrà proiettato alle 22.00 e che chiuderà in bellezza la II edizione del Piccolo Festival dell’animazione.

Look at... the program about piccolo festival animazione

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Mobile addicted – Cellulare dipendente

ODI ET AMO

E’ l’incipit del famoso epigramma di Catullo dove in pochi mirabili versi viene espressa la condizione sentimentale di chi ama.
Nella stessa condizione dell’amante si trovano oggi i giovani che usano il telefonino, questo status symbol della vita moderna che vorremmo buttare dalla finestra, per sbarazzarcene una volta per tutte, ben sapendo però che rientrerebbe subito dopo dalla porta.

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.
Non lo so, ma sento che ciò accade, e mi tortura.

Forse da questo contrasto di sentimenti è nato il bel video realizzato dalla 2D del Liceo Scientifico “L. Magrini” di Gemona del Friuli.
Il video si chiama “Mobile addicted – Cellulare dipendente” e ha vinto il Primo premio al Festival Nazionale ScuoleCinema di Asti che si è svolto dal 13 al 17 ottobre scorso.

Look at... the movie Mobile addicted – Cellulare dipendente

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Tecnica d’arrampicata

FORZA NON E’ SEMPRE UGUALE A SUCCESSO!

Alle volte vediamo climbers + o – forti che per fare un passaggio usano poco i piedi, così il risultato è che invece di arrampicare sembra stiano facendo una trazione. Questo oltre a non essere molto bello da vedersi ha come effetto un elevato consumo di energie. Le donne in questo sono molto più equilibrate e non sono interessate a fare delle trazioni. A loro riesce + naturale pensare a come poter caricare il peso sui piedi che sono il muscolo più forte.
Questo video è un esempio di tutto questo. Mentre il ragazzo supera il tetto trazionando a tutta, la ragazza è molto + equilibrata e lo supera con grazia dopo aver ben posizionato i piedi.
Meditate gente, meditate ! 🙂

Look at... the video about training on a roof

FALESIA DI DUINO

golfo di Trieste

Un panorama mozzafiato sul golfo di Trieste, il castello di Duino a due passi, un sentiero che si sviluppa lungo tutta la falesia tra pini di mare e ginestre. Questa è la location dove si trovano le placche di Duino. Per arrivaci si prende il sentiero Rilke ( da fare almeno una volta ) da Duino ( Ts ) e lo si percorre per circa 100m, sulla destra si trovano le catene per calarsi…
E’ necessaria una corda da 60m.
La difficoltà delle vie si aggira intorno al quinto grado. Alla destra delle placche ( guardando dal mare ) ci sono le vie storiche della falesia.
Ricordarsi di rispettare l’ambiente e possibilmente di evitare di frequentare il posto durante il periodo di riproduzione del falco pellegrino in primavera.

More info: la falesia di Duino – le vie storiche

Un ringraziamento a Laura e a Sergio, i climbers che si vedono nel filmato.

Mandi !

Nel video sottostante si vede la placca dove si trovano le nuove vie, quelle più facili e adatte ai corsi di arrampicata.

Look at... the video about Duino climbing !

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LA JAK BANK

UN SISTEMA BANCARIO SENZA INTERESSI

Tutti noi sappiamo cosa vuol dire andare in banca a provare a chiedere un prestito. Vuol dire essere pronti a pagare interessi molto elevati, intorno al 12% e anche di +. Vuol dire fornire garanzie. Insomma se hai già un patrimonio ti imprestano i soldi altrimenti ti arrangi. Per non parlare dei mutui a tasso varibile che ormai stanno mettendo in ginocchio molte famiglie italiane.
Ma sappiamo anche che se tu investi qualcosa in titoli bancari ti viene concesso un interesse misero che si aggira intorno al 1%.
In Svezia sembra siano riusciti a trovare una soluzione a questo problema degli interessi e hanno dato vita alla Jak Bank. La sede centrale si trova a Skövde e il principio su cui si basa è 1 azione 1 socio per cui la banca è posseduta dai soci e ognuno di essi ha lo stesso peso al l’interno della banca.

JAK è l’acronimo di Jord Arbete Kapital, in svedese Terra Lavoro Capitale. Per Terra si intendono le risorse della natura, per Lavoro la risorsa data dal lavoro umano, per Capitale le infrastrutture create dall’uomo che permettono di potenziarne l’efficienza. Sono i 3 principi chiave dell’economia reale. Su queste 3 fondamenta si basa JAK, una banca che cerca di proporre un’alternativa concreta, in alcuni segmenti di mercato, all’economia speculativa contemporanea. Per speculazione si intende una rendita parassitaria derivante dalla matematica moltiplicazione del denaro grazie al meccanismo dell’interesse, scollegando quindi l’arricchimento dai concetti di Terra-Lavoro-Capitale.

Giorgio Simonetti, video maker freelance di Pordenone, due anni fa è stato in Svezia per cercare di capire più da vicino come funzionasse la Jak Bank. Adesso ha pubblicato un libroJAK Bank. Per un modello finanziario sostenibile libero dal concetto di usura“, che contiene anche la traduzione italiana del “Libro JAK”, il metodo didattico con cui la cooperativa svedese insegna la propria ideologia e funzionamento, e le interviste realizzate ai più importanti attori che stanno facendo e hanno fatto la storia del movimento Jak.
“Penso – dice Simonetti – che oggi l’economia finanziaria sia la prima causa del progressivo impoverimento di larga parte dell’umanità e della devastazione ambientale in atto. Mi interesso quindi a questi argomenti con lo stesso spirito con cui un naufrago stia cercando una scialuppa di salvataggio”.
Di seguito potete vedere il video della puntata di Reporter dedicata alla Jak Bank. E’ interessante il parere dell’economista Margrit Kennedy quando rivela come i consumatori paghino alle banche un interesse nascosto del 45% sui beni che comprano.

LA BANCA SENZA INTERESSI - Jak Bank

Don Claudio

CENCE PÔRE IN TAL CÛR

La passione per lo scialpinismo lo portava ad affrontare ogni rischio, a lanciarsi con gli sci lungo canali stretti e ripidi, a sfidare ogni volta il destino che la neve appena caduta gli riservava.
Qualche giorno fa, la notte tra il 2/3 dicembre, Don Claudio, parroco di Mas-Peron, a Sedico, un paesino ai piedi delle Dolomiti bellunesi era salito sulla cima del monte Pore per godersi la luna piena e poi ridiscendere lungo le pendici innevate con gli sci. Ma una valanga lo ha travolto durante la discesa. Ieri è stato ritrovato da quelli del soccorso alpino. Don “Slavina”, come lo chiamavano in paese, aveva 65 anni e non ha mai rinunciato al suo amore per la montagna e per la neve. L’età e la paura non lo hanno fermato perchè in fondo la nostra vita è sempre appesa ad un filo sia che facciamo qualcosa di audace sia che ce ne stiamo tranquilli a casa nostra. Ma lui questo lo sapeva.

Mandi di cûr !

Mandi di cûr !