CONTDOWN TO

COPENHAGEN, Danimarca

Mancano pochi giorni alla Conferenza sul Clima di Copenhagen ( 7 – 18 dic ), noi ci auguriamo che i governi di tutto il mondo si rendano conto dell’importanza di questo evento e che lavorino affinché sia raggiunto un accordo per salvare il clima.
Ecco le proposte di Greenpeace per salvare la terra dai cambiamenti climatici.

E’ scattata l’ORA ZERO. Da oggi, per due settimane, i capi di stato di 100 nazioni decideranno il destino dei nostri figli e forse anche il nostro destino !

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10 commenti su “CONTDOWN TO”

  1. Le nostre città, ormai lo sappiamo, sono rese invivibili dal traffico delle automobili che rendono l’aria irrespirabile e difficile ogni spostamento. Ma avete visto qualche Comune prendere qualche serio provvedimento? Il max che riescono a proporre le amministrazioni comunali sono i parcheggi sotterranei che servono ben poco e soprattutto non riducono le macchine che circolano in centro città.
    La soluzione sarebbe molto semplice basterebbe potenziare i mezzi pubblici e, magari, anche quelli privati come i taxi, creando dei parcheggi esterni dove poter lasciare le auto. Ma in questa direzione si fa ben poco. L’auto è diventata uno status symbol a cui nessuno vuole rinunciare. E allora come solo pensare di abbandonarla in periferia!

  2. Ecco una lettera che ci mostra cosa succede in città ( a Trieste ) qd utilizziamo i mezzi pubblici

    Sabato aspetto l’autobus con mio figlio di tre anni in via Oberdan, direzione Montesanto. Mi accorgo che la fermata è stata sospesa fino al 5 dicembre quindi mi avvio verso il Corso, dove, solitamente c’era la fermata sostitutiva. A questo punto trovo fermo al semaforo l’autobus e prego il conducente di farmi salire ma quest’ultimo, ligio al regolamento, mi fa segno di no con la testa e mi ignora del tutto quando cerco di chiedere dove fosse la fermata sostitutiva.
    Ho poi scoperto da sola che pur avendo sospeso ben 2 fermate non ne è stata prevista nessuna in sostituzione!! Le mie gambe fortunatamente funzionano bene e quindi mi incammino fino a metà della via Carducci dove finalmente con il mio bimbo, prendo l’autobus.
    L’autista, come sempre, parte a tutta velocità, mi devo affrettare a far sedere il piccolo e a tenerlo affinchè non rischi di cadere. Tengo a sottolineare che l’autista che mi ha rifiutato la gentilezza, e non solo lui, spesso guida parlando al cellulare, non attende che anziani o bambini siano seduti prima di ripartire e cerca di recuperare con la velocità il tempo per fumare una sigaretta al capolinea.
    Con questi presupposti, nonostante le buone intenzioni, passa la voglia di prendere l’autobus in una città che ha la pretesa di considerarsi mitteleuropea ma dove l’unico modo per spostarsi senza problemi (più o meno) è sempre e solo l’automobile con tutte le conseguenze che ne derivano…!
    Ho provveduto qualche giorno fa a fare un reclamo all’apposito sito dell’Apt ma non ho ricevuto alcuna risposta.

    😉

  3. … molto interressante il video del WWF girato durante la manifestazione di Lignano per chiedere misure decise contro l’effetto serra e contro l’irrazionale prelievo di inerti dai fiumi, causa di grave erosione costiera

    😎

  4. Grazie per il tuo impegno a sostegno della nostra campagna “you-turn the earth“.
    Vorrei solo ricordare, per chi avesse ancora qualche dubbio sul potenziale delle fonti rinnovabili di energia in Italia che è possibile consultare il documento “Energy [R]evolution – Uno scenario energetico sostenibile per l’Italia” sul nostro sito.
    Secondo il rapporto, le fonti rinnovabili saranno in grado di coprire circa il 60% della domanda di energia primaria del Paese, riducendo le emissioni di gas serra del 71% al 2050, rispetto ai livelli del 1990. L’Italia continua, invece, in una folle politica di ritorno al nucleare e al carbone che impedirà di centrare gli obiettivi internazionali ed europei di riduzione delle emissioni di gas serra. Cosa che esporrà il Paese a nuove sanzioni, con costi per lo Stato e per i contribuenti.

    Mandi !

  5. LETTERA A TONDO: «NO AL NUCLEARE IN CITTÀ»

    «È emergenza nucleare». Il sindaco Gianfranco Pizzolitto non nega che un rischio, su questo fronte, esista davvero per Monfalcone. E decide di passare alle vie di fatto mandando una lettera aperta al presidente della Regione, Renzo Tondo, e convocando parlamentari, consiglieri regionali e associazioni ambientaliste per rispondere alle preoccupazioni sempre più diffuse in città per le scelte che stanno per essere fatte dal governo. A preoccupare il sindaco è ancora quella lista ”ufficiosa” di dieci siti selezionati in tutta Italia per ospitare un impianto nucleare di cui tutti continuano a parlare, nonostante le smentite del governo, nella quale Monfalcone risulta essere in cima all’elenco. Ma anche «strane voci di sopralluoghi che ci sarebbero stati in città». «L’attuale Governo – rileva Pizzolitto nella lettera aperta al presidente Tondo – ha inserito nei suoi programmi la realizzazione di un piano di centrali nucleari. Si tratta di una scelta che vede la contrarietà di istituzioni e realtà scientifiche, preoccupate per i notevoli rischi di questi impianti, sul piano ambientale, nell’impatto con il territorio e la salute delle popolazioni e per i problemi irrisolti come quello dello smaltimento delle scorie. «A suo tempo la città di Monfalcone – continua il sindaco – è stata inserita quale sito considerato idoneo in uno studio preliminare. Nell’ultimo periodo, sempre più spesso, l’ipotesi di Monfalcone ha preso corpo ed è stata rilanciata in sedi autorevoli e nei media. Interpretando il comune sentire della città, ho avuto modo di esprimere l’assoluta contrarietà nei confronti di questa prospettiva. Nessuna centrale nucleare può essere prevista a Monfalcone: questa comporterebbe, oltre al carico irrisolto dei problemi e dei rischi, la devastazione della nostra area fortemente antropotizzata ed urbanizzata e comprometterebbe ogni altra prospettiva di sviluppo. Il fatto che a queste mie prese di posizione non ci siano state rassicurazioni aggrava il senso di preoccupazione. «È tempo che la città di Monfalcone – conclude il sindaco Pizzolitto – faccia sentire la sua voce per la salvaguardia del suo territorio e per ottenere chiarezza sulle scelte che toccano il proprio futuro. Rinnovo, dunque, anche all’amministrazione regionale l’appello affinché esprima in modo chiaro la necessaria contrarietà all’ipotesi di una centrale nucleare nel nostro territorio».

    Nanic ( No al nucleare in città )
    👿

  6. RINNOVABILI Sono il primo pilastro della terza rivoluzione industriale. Due regioni spagnole, la Navarra e l’Aragona, in dieci anni sono arrivate al 70 per cento di elettricità da fonti pulite. Perché non fare altrettanto?

    SCETTICI E’ un gruppetto inesistente sotto il profilo scientifico. Riescono ad avere visibilità perché sono supportati dalle lobby delle vecchie fonti energetiche che li usano per seminare dubbi nell’opinione pubblica.

    TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Permette sia lo sviluppo economico che la riduzione delle emissioni serra. Poggia su quattro pilastri: le energie rinnovabili, gli edifici sostenibili, l’idrogeno e le reti intelligenti, le smart grid per distribuire l’energia secondo il modello del web. La Terza rivoluzione industriale significa spostare il potere dalle oligarchie che gestiscono le grandi centrali elettriche alle persone. Oggi parliamo attraverso Skype e si creano network liberi di scambio e condivisione delle informazioni. Perché non farlo con l’energia?

    UNIONE EUROPEA E’ stata l’apripista della battaglia per la difesa della biosfera. E lo ha fatto in condizioni di isolamento e di grande difficoltà. Ora può guardare con più fiducia al futuro, soprattutto se saprà sfruttare le sue grandi potenzialità.

    VEGETARIANI La seconda causa di cambiamento climatico al mondo è l’emissione di CO2 derivante dall’allevamento di animali, ovvero dalla grande quantità di carne che consumiamo. Per abbattere le emissioni bisogna passare alla dieta mediterranea, come in Italia, mangiando molte verdure e molta frutta.

    leggi l’articolo

  7. Cittaitalia, la fondazione che sviluppa le ricerche per l’Associazione nazionale dei comuni, ha fatto un’indagine approfondita nelle quindici principali città d’Italia:
    sarebbero 2,6 i mld di euro persi per il lento movimento fra casa e ufficio, la benzina consumata senza aver percorso nemmeno un metro, la mancata produttività e i danni ambientali.
    A quest’enorme cifra di denaro vanno aggiunti 3 mld di euro per gli incidenti stradali: mezzo punto di Pil bruciato.
    E se si estendesse l’indagine a tutto il Paese, solo in incidenti stradali si arriverebbe a 15 mld di euro.
    Questi i dati della ricerca anticipati dalle collonne de “Il Sole 24 ore”.
    A Trieste, il costo di congestione per autovettura è di 194 euro.
    Ben lontano dai 1351 euro calcolati per un’automobile romana ma ben più alto dei 99 euro di Reggio Calabria.
    A questi 194 euro va aggiunto il costo sociale per incidenti stradali che, considerando la media italiana, si aggira attorno ai 260 euro.

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