MOBILITA’ SOSTENIBILE
… A UDINE
Oggi, dalle 14.00 alle 16.00, verra’ chiusa al traffico la parte ” bassa” di via Savorgnana per dare la possibilita’ di fare foto e video alla strada che verra’ prima occupata da 40 AUTO, poi da 40 PERSONE, tanto da rendere conto di quanto SPAZIO sia occupato OGGI da AUTO che INQUINANO la NOSTRA ARIA.
Verso le 14.45 sara’ effettuata la gara ” BICI contro AUTO” lungo un percorso cittadino, con 2 soste in negozi della citta’.
Infine verrà fatta una FOTO alle persone distese a terra (portatevi un lenzuolo o tappettino!) per richiamare l’attenzione sui tanti incidenti mortali che si verificano e sulla pericolosita’ delle strade cittadine!
Questa, in sintesi, l’iniziativa organizzata dal wwf per sensibilizzare i cittadini sul grave problema dell’inquinamento in città e sulla necessità di prendere iniziative che risolvano il problema e non siano solo dei palliativi.
E’ sotto gli occhi di tutti, le nostre città sono rese invivibili dal traffico delle automobili che ad ogni ora del giorno le invadono. I parcheggi sotterranei se risolvono il problema del posteggio dell’auto di certo non riducono il numero di auto in circolazione. E così i valori delle polveri sottili presenti nell’aria è in costante aumento e gli sforamenti dei valori consentiti dalla legge per le M10 sono all’ordine del giorno. I nostri politici cosa fanno? Stanno a guardare! Ormai non prendono nemmeno i provvedimenti per limitare il traffico ma si affidano alla speranza che il tempo cambi e ripulisca l’aria.
Allora ci resta solo una cosa da fare
STOP THE TRAFFIC, NOW !
così le nostre strade saranno nuovamente percorribili con i mezzi pubblici, con le biciclette, con i pattini e dai pedoni.
E finalmente le città torneranno a respirare e le persone a vivere !
Qs è quello che possiamo fare a livello locale per dare il nostro contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra. Ma ovviamente questo non basta. Se vogliamo che le cose cambino a livello globale e il riscaldamento del pianeta subisca una riduzione è necessario che i governi si impegnino attuando delle politiche coordinate per:
- ridurre le proprie emissioni di CO2 del 40 per cento (rispetto al livello del 1990) da qui al 2020, e portarle il più vicino possibile a zero entro il 2050;
- fornire risorse finanziarie ai Paesi in Via di Sviluppo pari ad almeno 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020 per lo sviluppo delle rinnovabili, per fermare la distruzione delle ultime foreste tropicali, e per adattarsi agli inevitabili impatti del cambiamento climatico.
Tag:bici, Friuli, mobilità, mtb, pm10, rollerLove, rollers, smog, Udine
febbraio 20th, 2010 at 11:05 AM
Ridurre l’inquinamento atmosferico permetterebbe di evitare, nel solo territorio del Comune di Udine, circa 50 decessi all’anno per le sole malattie respiratorie (come indicato dalla ASS n. 4 Medio Friuli). Dati simili riguardano altre realtà regionali, e non è possibile restare indifferenti.
Mandi
febbraio 21st, 2010 at 05:44 AM
Guardando la webcam che sta sul castello, Udine sembra una cittadina tranquilla con poca gente per le strade e il discorso del WWF é di sicuro esagerato. Queste dimostrazioni sono forse utili per il folclore o per racimolare qualche soldo per il WWF ma non hanno nessun senso. La settimana scorsa, Udine, mi sembrava ad una città vuota fatta sopratutto di pensionati che se sono quei 50 che muoiono all’anno hanno forse anche altre malattie. Comunque, niente da vedere con le vere città di uno a dieci milioni di abitanti dove i discorsi del WWF udinese farebbero ridere. Dimostrare che al posto di una macchina si possano mettere dieci persone é come dimostrare che al posto di una casa si possano mettere dieci tende o baracche e questo non vul dire che si vivrebbe meglio.
Anche a Parigi una volta al mese ci sono le serate fatte per i rollers e un’altro per i ciclisti che vengono sopratutto da fuori per passare una serata in compagnia. Finché la maggioranza ha la macchina, il politico farà solo concessioni di principio ed é bene cosí. Quest Da me,in città, sono state fatte più di 200Km di aree riservate alle bici ma di bici se ne vede forse una per settimana e molti si scandalizzano per tutti i milioni spesi per niente allorché, c’erano già i permessi per andare in bici sui marciapiedi a velocità moderata. In quanto ai pattinatori, non scherziamo, chi usa i pattini e per quanto tempo?
Invece trovo molto più utile che per certi servizi comunali come per esempio quello di vuotare i cestini delle immondizie urbane, invece di un camion, certi comuni deella Francia e del Belgio decidano di rimettere in circolazione i carri con i cavalli da tiro.
febbraio 21st, 2010 at 08:31 AM
ciao Jaio
mi piace il tuo spirito internazionalista. Tu viaggi molto all’estero ma si vede che vai poco in giro per Udine con l’auto soprattutto nelle ore di punta.
Non hai mai sentito parlare delle pm10? Sono polveri sottili che di certo non si vedono con la webcam.
Finora i politici hanno fatto ben poco per risolvere il problema dell’inquinamento in città. E i parcheggi per le bici rimangono poco utilizzati perchè non c’è una politica che prenda in esame il problema nel suo complesso e lo risolva. Fino a quando le macchine continuano a circolare in centro sarà difficile che la maggioranza dei cittadini opti per la bici.
Hai mai visto il mini-bus che staziona in piazza della Libertà e porta le persone sul Castello di Udine, non sarebbe meglio se fosse utilizzato per portare le persone in giro per il centro della città evitando così alle macchine di passarci ?
Per qt riguarda Parigi ti consiglio di informarti meglio, si tratta di un ritrovo settimanale. Loro vanno a pattinare credo il sabato sera e la domenica mattina.
Per qt riguarda l’Italia, esiste un movimento di skaters amatoriali che fa capo a pattininews.it ed è molto attivo in Italia nell’organizzare uscite nei w-e.
Personalmente credo che le città sarebbero meno inquinate e + vivibili se il traffico venisse notevolmente limitato nei centri cittadini. Ma per far questo servono scelte politiche complesse, altrimenti non cambia niente.
Mandi
febbraio 22nd, 2010 at 07:39 AM
Chel che o volevi dî al é che chestis manifestazions a no siervissin a nuie;
Lis machinis a son une realtât da considerâ come il sorêli, il mâr, i monts e vie vie.
Masse sorêli al brûse, e masse mâr al nee, masse monts e masse pianure al é compagn che masse trafic.
Cincuante muarts di incuinament cul diesel in tune sitât di 300mil abitants a no son nuie. A nol é det che a morin mancul ben che cincuante muarts infetâts da un sôl malât in tun autobus plen di int. Tant che le machine a cji dà le indipendence di moviment e che cji permet di lâ ator sot de ploe o al ripâr dal frêt o dal cjâlt o dai microbos di chei âltris e di vê il stès confuart che le to poltrone, al é di bant combati. A tu puedaressis obleâ i automobiliscj a stâ sentâts sui clauts che a laressin ancjemó ator distès.
Dal rest, cui nus disial che i cincante muarts a no son chei mones di cicliscj che a si scanin a pedalâ cul nâs sôre dai tubos di scaric o chei che a respirin a plens palmons dut l’incuinament dai viâi indulà che vadin a cori? Le societât a é cussí. Bisugne cirî alcâltri.
A Vignêsie, indulà che dut al é difarent da simpri al puedarès sei miôr ma ducj a scjampin e a son pôs chei che a nassin e a morin in te sitât.Bisugne cjatâ le buine misure e volê imponi lis bicis al sarès come di imponi di podê fâ surfing in te roe e di lâ a sciâ sul cjiscjel. In Americhe, in ciertis sitâts al é proibît di lâ in bici…Parcé ch’al é masse pericolôs. Tant che nol sarà proibît di vê ne machine, al bisugne spiegâ ai fruts ce che a riscjin di lâ in bici…Se propit a vuelin lâ distès. Cun dute le mê simpatie. Mandi.
febbraio 22nd, 2010 at 14:24 PM
Il problema delle malattie respiratorie è all’ordine del giorno anche in altre regioni. E ne sono colpiti soprattutto i bambini.
E non si tratta di un problema di poca importanza. Nel vicino Veneto, ad esempio, mi sembra a Spresiano, i genitori degli alunni di una scuola elementare hanno formato un comitato per evidenziare questo problema. E non è il solo caso.
Le macchine sono una realtà è vero e sono molto comode ma noi possiamo scegliere come usarle. Molte persone ormai si rendono conto che il traffico in città crea notevoli problemi di inquinamento, le famigerate mp10, e di di vivibilità. Mi ricordo che fino al 2001 si riusciva a girare per Udine abbastanza tranquillamente, si arrivava in centro e si trovava un parcheggio. Adesso questo non è + possibile. e le macchine girano in tondo per cercare un parcheggio e così si aumenta l’inquinamento e lo stress.
Che oggi sia un problema andare in giro in bici, questo è vero infatti chi va in bici in città secondo me è quasi un eroe.
Ma quello che non riesco a capire è perchè sia così difficile organizzare dei parcheggi periferici dove poter lasciare le macchine e attrezzare i centri urbani con mini-bus, bus, taxi e naturalmente bici o rollers.
E’ così difficile cambiare le proprie abitudini ?
Jaio, mi sembra che siamo su posizioni un po’ diverse, in te prevale forse un po’ di pessimismo e in me un po’ di ottimismo.
Naturalmente ricambio la simpatia e scusami se non ti ho risposto in friulano ma non avevo tempo di utilizzare il corettore ortografico.
Mandi.
febbraio 22nd, 2010 at 17:52 PM
Dut ben. Dome che jo mi sint plui otimist di te:-) A é vere che a Siene, a Canterburry, a Brugges e an fat parcheggios di fûr de sitât e tu scuens lassâ le machine lí e jentrâ a pît. Un pôc come ch’al é a Vignêsie da simpri. O scuen dî che cu lis stradutis des vecjis sitâts, al sarès ancje impussibil di passâ in doi. Dal rest ancje lis bicis a son proibidis. A Londre, se tu sês un forest a no tu puès parchegjâ in tes stradis parce che son riservadis ai abitants e tu scuegnis cjapâ i parchegjos.
Pai parchegjos, bisugne ancje viodi trop che ti domandin e cemût ch’al é gesît. A Verone,propit lí dongje de arene par esempli, par podê entrâ a tu scuens dâ lis clâs parce che cussí a puedin meti lis machinis une cuintri che âltre. Daspó, se no tu cjatis plui il biliet a cji fasin paiâ dute le zornade…
Tal Venit, cuant ch’a tu passis cul aereo d’invier, ne no ‘n d’é vint a tu viodis dal âlt dute une nulate nêre che cuvierc le regjon. O crôt che par une biele fete, i responsabils a sedin chei che a scjâldin cul len o il cjarvon parce che nancje parsôre des grandis sitâts no ai mai viodût alc cussí.
Mandi mandi
febbraio 22nd, 2010 at 20:53 PM
cuant che tu disis “chestis manifestazions a no siervissin a nuie” tu ses une vore otimist
cjale ve, dongje cjase me a son doi che a usin il caminet par scjaldâsi e no ti dîs ce tant che incuinìn l’aiar. E varessin di netà le nape an par an e invezit nuie.
Mandi
agosto 23rd, 2011 at 21:58 PM
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