PALIO di SAN DONATO 2012

… @ CIVIDALE DEL FRIULI

Il 24-25-26 Agosto 2012 si è svolto a Cividale del Friuli il Palio in onore del patrono della città, San Donato. E’ una tradizione antica, iniziata nel XIV sec, durante la quale tutta la città viene catapultata nel medioevo tra il 1200 e il 1300. Nei borghi si rivive l’atmosfera di quei tempi, in cui abili artigiani lavoravano il legno, la lana, il cuoio, la pietra, i metalli e le pietre preziose e la gente si ritrovava la sera nelle taverne. Durante il Palio i 5 Borghi si sfidano in due gare, la corsa e il tiro con l’arco. Anticamente alle gare vi partecipavano anche cittadini di altre città o castelli e ci si sfidava anche nella corsa con i cavalli. Il momento + coinvolgente è il Corteo che la domenica mattina sfila x le vie del centro e vede impegnati molti cividalesi ad interpretare i nobili e i popolani del medioevo. Ma il momento + suggestivo è la sera quando nelle stradine illuminate dalle candele e circondate dalle antiche mura si respira l’aria di un tempo che sembra non lasciare mai la nostra cittadina in riva al Natisone.
“Il 20 agosto 1368 la magnifica Città di Cividale, decretava che il Palio di San Donato si ripetesse “in perpetuo” confermando così l’importanza della manifestazione per il prestigio della Città, decisione riconfermata nel 1408.
Il Palio si ripete fino al 1797 quando, secondo la tradizione, s’interruppe per l’occupazione napoleonica. Si volle così, nel 2000, ridare vita al Palio e, trattandosi appunto di una rievocazione storica più che secolare, è stato deciso di collocarla nella seconda metà del XIV° secolo, nel periodo in cui governò il Patriarca Marquardo von Randeck (1368-1382). Questo, infatti, è uno dei periodi più significativi del Patriarcato e del Friuli. Il Patriarca Marquardo diede, infatti, un nuovo ordinamento al suo potentato con le “Constitutiones Patriae Forojulienses” che restavano in vigore anche dopo il passaggio del Patriarcato a Venezia.
Il Palio si tiene nel fine settimana più vicina al giorno di San Donato che cade il 21 agosto; attualmente, consiste nelle gare pedestri e di tiro all’arco e balestra.
La competizione si svolge tra i cinque borghi storici entro le mura della città, che sono:

Borgo Duomo: con i colori e stemma della nobile famiglia De Portis;
Borgo Brossana: con i colori e stemma della nobile famiglia Formentini;
Borgo San Domenico: con i colori e stemma della nobile famiglia Canussio
Borgo San Pietro: con i colori e stemma della nobile famiglia Boiani
Borgo di Ponte: con i colori e stemma della nobile famiglia Conti.

stemma Borgo Duomo stemma Borgo Brossana stemma Borgo San Domenico stemma Borgo San Pietro stemma Borgo Ponte

Il Palio è vinto dal Borgo che ottiene più punti con la sommatoria della gara pedestre e quella dell’arco. Il Borgo vincente conserva il Palio costituito da un gonfalone con la figura del Santo, nella Chiesa del proprio Borgo.”
Il sito dedicato è paliodicividale.it

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2- Look at… the movie: PALIO di SAN DONATO 2011 @ Cividale del Friuli
2- Look at… the movie: PALIO di SAN DONATO 2012 @ Cividale del Friuli

Palio di San Donato a Cividale del Friuli

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GESTIONE DELLE ACQUE

in Friuli

Ormai sembra che il caldo torrido stia per finire ma intanto ha lasciato il segno. I campi di granoturco sono in sofferenza, così come i fiumi la cui portata è scesa ai minimi storici, per non parlare delle falde acquifere che sono al di sotto dei livelli di guardia. Inoltre i climatologi ci avvertono che questi periodi di siccità saranno sempre più frequenti e ci dovremo aspettare lunghi periodi senza precipitazioni seguiti da precipitazioni intense e brevi.
In questo scenario diventerà sempre più importante la gestione di una risorsa limitata ed essenziale come l’acqua se non vogliamo trovarci ad affrontare una grave crisi idrica.
In agricoltura qualcosa si muove e in Friuli si parla finalmente di trasformare gli impianti di irrigazione a scorrimento in impianti a pioggia, riuscendo così a ridurre i consumi di 2/3. Ma restano ancora molte cose da fare sia nel settore industriale sia nel settore civile. L’ acqua viene persa dagli acquedotti lungo il tragitto verso le nostre case, molta viene consumata per scopi voluttuari come la neve artificiale sparata d’inverno dai cannoni, altra viene consumata per i campi da golf o per le piscine.
Continuare in questo modo vorrà dire trovarci in futuro di fronte ad un emergenza acqua molto difficile da superare per cui vogliamo sperare che i nostri politici prendano i provvedimenti necessari x gestire in modo appropriato questa risorsa così utile e necessaria.

Laudato si’, mi’ Signore,
per sor’aqua, la quale è multo
utile et humile et pretiosa et casta.

siccità in Friuli

Camminando in collina

con gli asini

La Pro Loco di Colloredo di Soffumbergo in Comune di Faedis (UD) ha organizzato una bella camminata in collina con gli asini. L’asino cammina lento e si ferma a valutare gli ostacoli che incontra prima di affrontarli. E’ molto sensibile e affettuoso. Il suo pelo caldo e morbido è piacevole al tatto. Certo che se decide di non andare avanti allora diventa veramente dura x chi gli sta a fianco e la sua fama in questo caso è ben meritata.

Look at… all the pictures: camminata lungo le colline, (le foto sono quelle a partire dalla 46).

Camminata lungo le colline di Colloredo di Soffumbego con gli asini (UD)

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IN SOLITARIA

poesia di Emanuele Franz

In solitaria è una poesia, non ancora pubblicata*, di Emanuele Franz dedicata alla montagna vista non solo come ambiente naturale ma anche come metafora della ricerca della Verità.
Naturalmente aspettiamo i vostri commenti 😉

Solo la roccia era specchio di me
separata dall’umano
e irrelata dalla vita
fra i mondi senza perché
sospesi nella mia mano
scoscesa nella salita

ora tutte le epoche trascorse
come tutto l’universo
immenso, vasto e indiviso
le illuni orbite precorse
dagli astri vivono verso
il riflesso del mio viso

ed io salgo ancor senza compagno
sui riverberi d’altezza
nella chiarità dell’Uno
su ramingo come un ragno
su l’abisso dell’ampiezza
fra il color del cielo bruno

E vivo e muoio, sono e non sono
ora vinco ora soccombo
ora incupisce e or traluce
l’anima nell’abbandono
sul ciglio dello strapiombo
ma nella Vetta è la Luce.

Emanuele Franz
22.07.2012

*Diritti riservati di proprietà dell’autore

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