Archive for the 'Falesie' Category

CE TIMPAT

sabato, febbraio 20th, 2010

PLOIE E SVINTADIS DI AIAR

Con questo tempo non si può di certo andare ad arrampicare in falesia, allora consoliamoci dando un’occhiata alla mappa delle falesie e magari progettando qualche uscita futura.
Cliccando sul segnaposto viene visualizzata una breve descrizione e il link alla pagina dove è descritta la falesia.
La mappa riporta molte falesie ma senz’altro ultimamente ne sono nate altre e altre ancora ne nasceranno o verrranno pubblicizzate. Chi vuole può segnalarle e noi provvederemo a inserirle nella mappa e a creare la pagina dove la falesia verrà descritta. ;)

Mandi a ducj !

Mappa delle FALESIE in Friuli

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IL MAESTRO

martedì, febbraio 16th, 2010

DI ARRAMPICATA

Il Consiglio dei ministri del 10 febbraio scorso, su proposta del ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, ha approvato il disegno di legge per l’ordinamento delle professioni del turismo montano.

Il disegno di legge interviene in una materia oggetto di competenza concorrente Stato-Regioni e ribadisce il principio che spetta allo Stato individuare le nuove figure professionali e i requisiti o i titoli necessari per l’esercizio di professioni che necessitano comunque di una specifica preparazione a tutela di interessi pubblici generali, come la salute e la sicurezza delle persone, mentre è rimessa alla competenza regionale la formazione delle figure professionali definite con legge dello Stato.

Con il provvedimento si fissano dunque i principi fondamentali che le Regioni dovranno seguire per disciplinare l’abilitazione all’insegnamento delle tecniche alpinistiche, all’accompagnamento alle ascensioni in roccia, neve e ghiaccio, all’accompagnamento in escursioni in ambiente montano o sotterraneo o in escursioni a cavallo.

In particolare, il disegno di legge individua una figura del tutto nuova: il maestro di arrampicata, che possiede solo competenze specifiche sui terreni rocciosi e quindi non esercita in aree alpine. Inoltre, introduce a livello nazionale alcune figure già previste da leggi regionali (la guida speleologica, la guida equestre), disegna meglio il profilo di altre professioni già individuate per legge, come l’accompagnatore di media montagna, la guida vulcanologica, la guida alpina, specifica la natura della scuola di alpinismo, dà una precisa definizione di tecniche e materiali alpinistici il cui utilizzo sarà riservato a figure professionali adeguatamente preparate.

Il testo, che sarà sottoposto alla conferenza Stato-Regioni, contiene una nuova disciplina delle professioni del turismo montano, in attuazione della legge 2 gennaio 1989 n.6.

La creazione della figura del maestro di arrampicata è molto importante perchè finora solo le guide alpine potevano fare corsi d’arrampicata in falesia con l’eccezione dei corsi del CAI a cui però non era riconosciuto un valore professionale.
In questo modo gli istruttori societari ( 6b a vista ) e federali (7b a vista ) della FASI non potevano organizzare corsi in falesia. In pratica i climbers, che hanno attrezzato la maggior parte delle falesie, non possono esercitare la professione.
Adesso sembra si voglia porre rimedio a questa situazione con la creazione di istruttori ad hoc. Si tratta di vedere come verranno organizzati i corsi per istruire i maestri d’arrampicata e chi vi potrà partecipare. Proprio per questo è importante che noi climbers ci organizziamo in un coordinamento per poter avanzare le nostre richieste o proposte.

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UN RANOCCHIO

sabato, febbraio 6th, 2010

RAMPICANTE

Un video diventato un mythos quello di Tomas Mrazek mentre sale la via Underground 8c+/9a ( 5.14c/d ) il 29.08.2006. La via si trova nella falesia Pueblo di Massone (Arco – TN). Si tratta di uno strapiombo su liste molto impegnativo dove per riposare Tomas è ricorso ad un tallonaggio con i due piedi che gli ha permesso di restare appeso a testa in giù come un pipistrello :)

Look at...  the movie about Mrazek on Underground

:cool:

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IL PETTIROSSO

sabato, gennaio 30th, 2010

DEL LAGO

La falesia di Doberdo’ del Lago ( GO ), e’ ideale per l’allenamento durante il periodo invernale avendo un clima temperato anche nei mesi piu’ freddi. Nel pianoro sovrastante e’ possibile visitare i resti di un antico castelliere risalente all’eta’ del bronzo ( 2000-3000 a.c.) probabilmente abitato da popolazioni provenienti dall’Asia Minore. Il sentiero 72 permette di arrivare fino a S. Martino del Carso in 1h 50′ .
Nel filmato c’è una piccola chicca, un bellissimo pettirosso che si è avvicinato in cerca di qualcosa da mangiare, tutto bello arruffato per far fronte al freddo.
Warning: qd si scende dal sentiero per tornare alla macchina, occhio a quando mettete piede in strada, guardatevi alla vostra sinistra perchè nonostante si tratti di una piccola stradina le macchine sfrecciano come schegge.
GPS: lat=45.8350861312787 lon=13.558684587478638
E ricordatevi del pettirosso, portategli qualcosa da mangiare mi raccomando !

Look at...  the Doberdò crag ( GO )

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COROT

sabato, gennaio 23rd, 2010

IN DUT IL FRIÛL

In chescj dîs in Friûl nus àn lassât dôi personis une vore bulis. Une a jê Tito Maniacco artist, poete, leterât, storic furlan ch’à l’à scrit la nestre storie furlane. Di lui o ven voie di ricuardâ “I senza storia. Storia del Friuli” (1977-1979), “La patata non è un fiore. Vivere e morire da contadini” (1997). Ma ancje dôs operis indulà al fevele de so vite: “Mestri di mont” (2007) e “Figlio del secolo” (2008).
Che altre persone a jê Luca Vuerich, zovin alpinist furlan nassût a Glemone, ch’al viveve a Tarvis. Luca al jere clamât “il mâc de glace” e proprit parsore une pissande di glace intal mont dongje Kraniska Gora al è stât strissinât vie da une slavine. Nô o volìn ricurdâlu biel che rimpine ancjemò ator par i monts dal mont.
A ducj i dôi, mandi di cûr !

Look at... the Luca's site !

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CLIMBERS

venerdì, gennaio 22nd, 2010

DECALOGO !

E’ uscito nell’aprile dello scorso anno un video dove un climber americano espone alcune regole tratte dalla sua trentennale esperienza di Guida alpina. Il climber in questione è Matthew Childs, mentre il video si intitola “Talks Matthew Childs’ 9 life lessons from rock climbing“.
Ecco la traduzione della sua presentazione alla TED University:

E’ tutto molto semplice.
In 35 anni di arrampicata ho scoperto che ci sono circa nove regole. E alcune sono alla base di tutto.

Regola #1: Non mollare!
Non mollare — un metodo, veramente, di successo — Spesso si pensa di mollare molto prima che lo faccia il nostro corpo. E allora tenete duro e senz’altro qualche soluzione vi verrà in mente.

Regola #2: Non avere esitazioni!
Questa è un’arrampicata di aderenza, a Tuolumne Meadows, nella parte alta del parco dello Yosemite. In questo tipo di arrampicata basata sull’aderenza non ci sono prese buone da tenere. Ci si arrampica su piccole buche e piccole sporgenze della roccia. La massima aderenza si ha non appena si appoggiano i piedi o le mani sulla roccia. Da quel momento in poi si comincia a scivolare. Così l’istante è importante. Non fermatevi!

Regola #3: Avere un piano !
Questa via è chiamata Naked Edge e si trova a El Dorado Canyon, all’esterno di un Boulder. Il climber sta arrampicando sull’ultimo tratto della via. Proprio dove mi è capitato di volare ! Ci sono circa 300m di vuoto sotto di lui. Tutti i tratti più duri della via sono già stati superati. Quello che spesso succede è che ci si è concentrati solo sul tratto più duro della via, “Come posso superare il pezzo più difficile? Come posso superare il pezzo più difficile? “. Allora che cosa succede? Si arriva all’ultimo tratto. E’ facile. Ma ci si trova con i muscoli completamente ghisati. Non fatelo. E’ meglio pianificare l’utilizzo delle proprie forze in anticipo se si vuole arrivare in cima.

Regola #4: Il singolo movimento è ciò che conta!
Ma non si può nemmeno dimenticare che ogni singolo movimento è importante e bisogna essere in grado di farlo.Questa via è chiamata Dike Route e si trova a Peyrat Dome nella zona alta del parco dello Yosemite. La cosa interessante è che questa via non è così difficile. Ma arrampicando da primo di cordata, al movimento più difficile, ci si rende condo di poter fare un volo di 30m su placche poco inclinate. Pertanto bisogna mantenere la concentrazione. Non vogliamo fermarci a metà strada come succede a Kubla Kahn, il personaggio di Coleridge. Bisogna andare avanti!

Regola #5: Sapere dove fermarsi per recuperare le energie!
E’ sorprendente come i migliori climbers, anche in situazioni difficili, riescano a trovare il modo di fermarsi per riposare, recuperare, calmarsi, concentrarsi e poi continuare.
Questa via si trova a Neadles in California.

Regola #6: la paura ( fa schifo ) si porta via tutte le vostre energie !
La paura, veramente, assorbe tutte le vostre energie perchè avere paura significa non concentrarsi su quello che si sta facendo ma pensare alle conseguenze di una possibile caduta mentre in quel momento per eseguire il movimento avete bisogno di tutta la vostra concentrazione e attenzione mentale.

Regola #7: La tecnica in opposizione è la soluzione!
Nell’arrampicata succede spesso di vedere che le persone iniziano ad arrampicare senza pensare, scegliendo così le soluzioni più ovvie. Questa è la Devils Tower, in Wyoming. si tratta di una formazione rocciosa di basalto, conosciuta da molti per essere stata la scenografia del film “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Solitamente i climbers, qui, iniziano ad arrampicare cercando di mettere piedi e mani nelle fessure. Ma le fessure sono troppo piccole per i piedi e si riesce ad utilizzare solo la punta delle dita mentre i piedi vanno usati in opposizione per spingere sulla roccia e potersi così sollevare.

Regola #8: Forza non significa sempre successo!
La forza non significa sempre successo. Nei 35 anni di Guida alpina e di insegnamento in strutture al coperto ho visto che i ragazzi cercano sempre di fare trazioni. I ragazzi principianti, usano tutta la loro forza per salire i primi 5 metri come se stessero facendo delle trazioni. Possono fare 15 trazioni, giusto? Ma poi rimangono senza energie. Le donne sono molto più equilibrate perchè in loro non c’è l’idea di dover riuscire a fare 100 trazioni. A loro riesce naturale pensare a come poter caricare il peso sui piedi. I piedi ci sostengono tutto il giorno. Allora ricordiamoci che l’equilibrio è molto importante ed anche il riuscire a caricare il peso del nostro corpo sui piedi che sono il muscolo più forte.

Regola #9: Saper cadere! ( Non aver paura di volare )
E naturalmente c’è una regola numero nove. Questa regola mi è venuta in mente in seguito ad una caduta inaspettata di circa 12m in cui mi ruppi una costola. Quando arrivi al punto in cui sai che sta per succedere, bisogna iniziare a pensare come cadere per evitare di farsi del male – come cadere con la corda o, se ci si arrampica senza corda, come cadere in un luogo in cui è possibilie controllare la caduta. Quindi non cercate, in preda alla paura, di evitare il volo perché potrebbe non finire bene. Grazie a tutti! ( applausi )

Regola #10: Enjoy yourself !
E naturalmente per webandana c’è anche una regola numero dieci.
Sempre per nuove emozioni !
Mandi a ducj !

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METTETE DEI FIORI

domenica, gennaio 17th, 2010

NEI VOSTRI CANNONI !

La scorsa settimana si è tenuto presso il cinema sociale di Gemona del Friuli il seminario “I linguaggi del cinema“. A tenerlo era il direttore della fotografia Dante Spinotti , che gli appassionati di cinema senz’altro già conosceranno non foss’altro perchè è stato lui a curare le luci di film recenti come L.A. Confidential, The Insider e Public Enemy. Forse però non tutti sanno che Dante Spinotti è friulano di Tolmezzo ( 24 ago 1943 ) ed ha iniziato la sua carriera aiutando lo zio Renato Spinotti, cine-operatore d’attualità in Kenia. Dopo una vita avventurosa con lo zio è diventato cine-operatore per la RAI a Milano. Alla fine degli anni ‘70, dopo aver partecipato a numerose produzioni televisive, esordisce come direttore della fotografia con il film “Il minestrone” ( 1980 ). Nello stesso anno produce insieme a Gianni Lari e Sergio De Infanti il documentario “La Carnia tace“, dove si interessa alla vita in montagna e dove riprende De Infanti mentre arrampica. A metà degli anni ‘80, fu grazie a Dino De Laurentis che riesce a compiere il grande salto lavorando per produzioni americane. Nel 1986 inizia la sua proficua collaborazione con Michael Mann nel thriller Manhunter dove, in una scena drammatica, viene utilizzata la musica del brano “In-A-Gadda-Da-Vida” degli Iron Butterfly. In quel film Mann, appena arrivato in America, girava utilizzando fucili caricati con pallottole vere tanto che alcuni colpi finirono sul furgone dei tecnici degli effetti speciali, trapassandolo da parte a parte, questi si incazzarono e abbandonarono la scena del film e così per la restante parte del film gli effeti che si vedono sono realizzati dallo stesso registra.
Da quel momento la carriera di Dante Spinotti si svolgerà prevalentemente in America mentre in Italia verrà solo sporadicamente chiamato da registi come Olmi, Comencini e Tornatore.
Durante il seminario sono stati proiettati molti spezzoni dei suoi film dove traspare la sua grande sensibilità nell’usare le basse luci per creare ambienti che comunicano sensazioni e riproducono la realtà in maniera precisa ed emozionante.
Naturalmente ho approfittato della pausa pranzo per girare un piccolo documentario della falesia di Gemona che si conclude con un omaggio ad una scena di un famoso film in bianco e nero. Vediamo un po’ se c’è qualcuno che ne indovina il titolo ? :)
A Dante vorrei fare l’augurio di continuare sempre con il suo lavoro nella speranza che possa tornare + spesso in Friuli per trasmetterci la sua preziosa esperienza.

Mandi di cûr !

Look at... the movie La falesia di Gemona !

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L’ORCOLAT

venerdì, gennaio 8th, 2010

AL E’ TORNAT A CJATÂNUS

Al zire in tont par lis nestris bandis, però cheste volte nô à sdrondenà lis cjasis ma al si è limitât a fâ sintì la so vôs base ce tant che un bruntulà sort!
Ch’al sedi inrabiât par vie che le befane li à puartât dome cjarbon ?
Mandi ancje a ti Orcolat, birbanton !

Nuova scossa di teremtoto a Premariacco ( UD): 2.3 della scala  Richter

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IL TERRENO

sabato, gennaio 2nd, 2010

DI GIOCO

Dove il gioco diventa infinito… dove l’importante non è arrivare in cima ma continuare a giocare…dove i limiti sono senza confini… dove arrampicare è un’arte.
E’ possibile avere un quadro d’insieme delle falesie presenti in Friuli attraverso la MAPPA DELLE FALESIE, cliccando sul segnaposto viene visualizzata una breve descrizione e il link alla pagina dove è descritta la falesia.
La mappa riporta molte falesie ma senz’altro ultimamente ne sono nate altre e altre ancora ne nasceranno o verrranno pubblicizzate. Chi vuole può segnalarle e noi provvederemo a inserirle nella mappa e a creare la pagina dove la falesia verrà descritta. ;)

Mandi a ducj !

Look at… the map

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BENVENUTO 2010

venerdì, gennaio 1st, 2010

WELCOME 2010 !

I wish all climbers and riders all over the world a Happy New Year !

La marcia mondiale della Pace domani concluderà il suo giro intorno al mondo arrivando a Punta De Vacas in Argentina, ma noi ci auguriamo che lo spirito che ha animato i suoi passi continui a vivere nei nostri cuori e che le parole si trasformino in fatti.
Anche quest’anno continueremo a “Combattere la povertà e costruire la PACE“, attraverso una vita semplice, la solidarietà e l’uguaglianza tra le persone.

Look at... the video about Duino climbing !

:cool:

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SUL PONTE

giovedì, dicembre 31st, 2009

SVENTOLA BANDIERA GIALLA/BLU !

la patrie dal friul

Un buon proposito per il nuovo anno è far chiarezza sulla nostra identità di friulani, ad incominciare dal nome della nostra Regione. Un nome è come una carta d’identità, è come guardarsi allo specchio e vederci riflesso quello che siamo. E quando noi friulani ci guardiamo allo specchio vediamo il nostro Friuli. Tutto quello che è di più è di troppo! La dicitura Venezia -Giulia non riusciamo a capire cosa abbia a che fare con la nostra Regione. I Dogi di Venezia se ne sono andati da un pezzo e l’unico segno del loro passaggio dovrebbero, ormai, essere solo gli edifici architettonici. Per quanto riguarda la Giulia non c’è traccia di questo nome nelle carte geografiche precedenti.
Ma questo non è l’unico proposito per il 2010.
C’è n’è un altro che URGE !
Si tratta del TGR, ovvero il telegiornale regionale della RAI, e il GRR, ovvero il giornale radio regionale. Anche in questo caso l’identità dei friulani è messa sotto i piedi. A condurre i TGR e i GRR sono quasi esclusivamente, se si escludono i corrispondenti, giornalisti non-friulani. Allora mi chiedo non sarebbe meglio che almeno una parte dei giornalisti fosse in grado di parlare e scrivere in friulano per realizzare una parte dei servizi in friulano? Questo senz’altro sarebbe una cosa importantissima perchè, + di ogni legge di tutela, permetterebbe alla nostra lingua di essere viva e a noi friulani di sentirci una nazione. In questo modo forse i friulani, vedendo che il friulano è utilizzato nei mass-media, troverebbero il coraggio per vincere l’atavica vergona di parlare la propria lingua!

Fuarce Friûl !

«O ai cirût di volêi ben ae mê tiere furlane, part dal mont, e servintle jê o ai intindût di servî il mont intîr»
Pre Antoni Beline (1941-2007), testament spirituâl, 1992

BON FINIMENT E BON PRINCIPI A DUCJ !

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UNO SGUARDO VERSO

mercoledì, dicembre 30th, 2009

IL CIELO

Look at... Pantanella movie Siamo alla fine d’anno ed è tempo di bilanci anche per webandana; iniziamo con i numeri che le statistiche di Google ci forniscono:
le visite sono state 20.617
i visitatori unici 15.044
le pagine visualizzate 141.459 con punte di circa 850 pagine viste in un giorno;
coloro che utilizzano il browser IE si attestano al 52%, mentre Firefox è al 33%;
oltre un migliaio sono stati i climbers che hanno provato a fare il Test nella sezione training del sito.
Ma volgendo lo sguardo oltre i numeri, possiamo ricordare che questo è stato l’anno in cui ci hanno lasciato grandi alpinisti e climbers come John Bachar, Riccardo Cassin, e Tomaž Humar. A tutti un affettuoso “Mandi !”. E’ stato l’anno in cui a Cervignano hanno organizzato delle iniziative per ricordare il fortissimo alpinista friulano Giusto Gervasutti. E’ stato l’anno che ha visto Jenny Lavarda portare a termine sulla Cima Senza Nome delle Vette feltrine la via Solo per vecchi guerrieri ( 8c+ / 9a ). Luca Zardini aka Canon ha liberato nei sassi di Campo in quel di Cortina d’Ampezzo Welcome to the club ( 9a ). E l’inoxidabile Manolo ha liberato Eternit ( 9a ), una placca nella falesia del Baule nelle Dolomiti Feltrine. La giovane climber austriaca Johanna Ernst ha realizzato In Memo Reini ( 8c ) a Niedenthal in Austria.
Per quanto riguarda il sito sono stati realizzati due video di arrampicata: lo scudo e climbing @Duino crag.
Nella sezione climbing news all’interno di webandana è possibile essere aggiornati sulle nuove realizzazioni dei top climbers intorno al mondo. E’ stata aggiunta la pagina Libri, un bookstore dove sono elencate non solo le guide per l’arrampicata e a cui tutti posssono contribuire inviando le proprie segnalazioni.
Adesso la mailing-list climbingFriuli ha raggiunto quasi i 150 iscritti, ormai siamo veramente in tanti e possiamo cominciare a pensare di organizzarci per qualche uscita insieme.
Nella nuova pagina climbers on twitter , invece, è possibile restare in contatto con i climbers di tutto il mondo.
Nel blog abbiamo iniziato a pubblicare le vignette di Mìrok, lo spaventapasseri, e Gina, l’allodola.
Con il proposito di essere sempre di + a praticare questo sport bellisssimo vorrei fare di cuore un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno dato consigli per migliorare il sito, hanno commentato le vie, o lo hanno visitato!

MANDI A DUCJ !
Sempre per nuove emozioni !

:cool:

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LO SPAVENTAPASSERI

giovedì, dicembre 24th, 2009

E L’ALLODOLA

The scarecrow and the lark

 Lo spaventapasseri e l'allodola


Auguris a ducj di
BUINIS FIESTIS

:cool:

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E’ UN VOLO

martedì, dicembre 15th, 2009

A PLANARE

Resto sempre senza parole quando vedo arrampicare free solo su vie di difficltà intorno al 7a. ;)
Non perdetevi questi video.

1. Touching the Void Free Solo.Steph & Dean
2. Manolo
3. Manolo & Dan Osman

Look at... the video about Steph Davis free solo

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ALL ALONG

mercoledì, dicembre 9th, 2009

THE NATISON RIVER

Forse il posto più bello dove arrampicare the Natison river; forse il brano più bello d’ascoltare: All along the watchtower di Jimi Hendrix.
Godetevi questo video molto accattivante ;)

Look at... the video about bouldering in Natison river

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ARRAMPICARE

martedì, dicembre 8th, 2009

NELLA FALESIA DI DUINO

Un panorama mozzafiato sul golfo di Trieste, il castello di Duino a due passi, un sentiero che si sviluppa lungo tutta la falesia tra pini di mare e ginestre. Questa è la location dove si trovano le placche di Duino. Per arrivaci si prende il sentiero Rilke ( da fare almeno una volta ) da Duino ( Ts ) e lo si percorre per circa 100m, sulla destra si trovano le catene per calarsi…
E’ necessaria una corda da 60m.
La difficoltà delle vie si aggira intorno al quinto grado. Alla destra delle placche ( guardando dal mare ) ci sono le vie storiche della falesia.
Ricordarsi di rispettare l’ambiente e possibilmente di evitare di frequentare il posto durante il periodo di riproduzione del falco pellegrino in primavera.

More info: la falesia di Duino – le vie storiche

Un ringraziamento a Laura e a Sergio, i climbers che si vedono nel filmato.

Mandi !

Nel video sottostante si vede la placca dove si trovano le nuove vie, quelle più facili e adatte ai corsi di arrampicata.

Look at... the video about Duino climbing !

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GIUSTO GERVASUTTI

giovedì, dicembre 3rd, 2009

IL FORTISSIMO ALPINISTA FRIULANO

A Cervignano del Friuli si stanno svolgendo una serie di iniziative per ricordare il fortissimo alpinista friulano Giusto Gervasutti, nell’anniversario della sua nascita (Cervignano del Friuli, 17 aprile 1909; Mont Blanc du Tacul, 16 settembre 1946).
Era chiamato fortissimo non a caso perchè grazie all’esperienza acquisita sulle alpi carniche/dolomitiche aveva potuto sviluppare una grande tecnica nell’arrampicata che metterà a frutto quando si trasferirà a Torino per ragioni di studio a 22 anni e si misurerà con le grandi pareti delle Alpi occidentali riuscendo nell’impresa di fare la Parete Est del massiccio delle Grandes Jorasses nel 1942.
Nel ‘45, un anno prima della morte, pubblicherà la sua autobiografia, intitolata Scalate nelle Alpi.

“Niente fremiti di gioia. Niente ebbrezza della vittoria.
La mèta raggiunta è già superata.
Direi quasi un senso di amarezza per il sogno diventato realtà.
Credo che sarebbe molto più bello poter desiderare per tutta la vita qualcosa,
lottare continuamente per raggiungerla e non ottenerla mai…
L’uomo felice non dovrebbe avere più nulla da dire, più nulla da fare.
Per mio conto preferisco una felicità irragiungibile,
sempre vicina e sempre fuggente.”

Giusto Gervasutti, il Fortissimo

Mandi di cûr !

Leggi il brano di Gervasutti: nè corda nè chiodo

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LO SCUDO

giovedì, novembre 26th, 2009

NELLA ROCCIA

Scudo è una via mitica nella falesia Napoleonica a Prosecco – TS. La via è alta 20m e il suo grado è 7a+. E’ una buona via per testare la propria preparazione fisica mentale e tecnica. Le prese sono x lo + svasate per cui ci vuole una buona tenuta delle dita oltre a una grande abilità nel posizionare i piedi.
Provare per credere ! :)

Nel fattempo godetevi il video:

Look at... the video about Scudo !

Mandi a ducj !

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DAN OSMAN

lunedì, novembre 23rd, 2009

No ropes, Sin Cuerdas, FREE SOLO

Lassù dove volano le aquile, e dove solo il coraggio di chi ha sangue indiano nelle vene riesce nell’impresa di salire un 7b+ senza corda, free solo !
La via è “Fire in the hole” e si trova a “Cave rock” nel Nevada .
In memoria di Dan Osman ( 11 febbraio 1963 – Yosemite National Park, California, 23 novembre 1998 )

Mandi di cûr !

Look at... Dan Osman's video !

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MOMENTUM

lunedì, novembre 16th, 2009

IS GOOD !

E’ uscito lo scorso aprile un video dove un climber americano espone alcune regole tratte dalla sua trentennale esperienza di Guida alpina. Il climber in questione è Matthew Childs, mentre il video si intitola “Talks Matthew Childs’ 9 life lessons from rock climbing“.
Ecco la traduzione della sua presentazione alla TED University:

E’ tutto molto semplice.
In 35 anni di arrampicata ho scoperto che ci sono circa nove regole. E alcune sono alla base di tutto.

Regola #1: Non mollare!
Non mollare — un metodo, veramente, di successo — Spesso si pensa di mollare molto prima che lo faccia il nostro corpo. E allora tenete duro e senz’altro qualche soluzione vi verrà in mente.

Regola #2: Non avere esitazioni!
Questa è un’arrampicata di aderenza, a Tuolumne Meadows, nella parte alta del parco dello Yosemite. In questo tipo di arrampicata basata sull’aderenza non ci sono prese buone da tenere. Ci si arrampica su piccole buche e piccole sporgenze della roccia. La massima aderenza si ha non appena si appoggiano i piedi o le mani sulla roccia. Da quel momento in poi si comincia a scivolare. Così l’istante è importante. Non fermatevi!

Regola #3: Avere un piano !
Questa via è chiamata Naked Edge e si trova a El Dorado Canyon, all’esterno di un Boulder. Il climber sta arrampicando sull’ultimo tratto della via. Proprio dove mi è capitato di volare ! Ci sono circa 300m di vuoto sotto di lui. Tutti i tratti più duri della via sono già stati superati. Quello che spesso succede è che ci si è concentrati solo sul tratto più duro della via, “Come posso superare il pezzo più difficile? Come posso superare il pezzo più difficile? “. Allora che cosa succede? Si arriva all’ultimo tratto. E’ facile. Ma ci si trova con i muscoli completamente ghisati. Non fatelo. E’ meglio pianificare l’utilizzo delle proprie forze in anticipo se si vuole arrivare in cima.

Regola #4: Il singolo movimento è ciò che conta!
Ma non si può nemmeno dimenticare che ogni singolo movimento è importante e bisogna essere in grado di farlo.Questa via è chiamata Dike Route e si trova a Peyrat Dome nella zona alta del parco dello Yosemite. La cosa interessante è che questa via non è così difficile. Ma arrampicando da primo di cordata, al movimento più difficile, ci si rende condo di poter fare un volo di 30m su placche poco inclinate. Pertanto bisogna mantenere la concentrazione. Non vogliamo fermarci a metà strada come succede a Kubla Kahn, il personaggio di Coleridge. Bisogna andare avanti!

Regola #5: Sapere dove fermarsi per recuperare le energie!
E’ sorprendente come i migliori climbers, anche in situazioni difficili, riescano a trovare il modo di fermarsi per riposare, recuperare, calmarsi, concentrarsi e poi continuare.
Questa via si trova a Neadles in California.

Regola #6: la paura ( fa schifo ) si porta via tutte le vostre energie !
La paura, veramente, assorbe tutte le vostre energie perchè avere paura significa non concentrarsi su quello che si sta facendo ma pensare alle conseguenze di una possibile caduta mentre in quel momento per eseguire il movimento avete bisogno di tutta la vostra concentrazione e attenzione mentale.

Regola #7: La tecnica in opposizione è la soluzione!
Nell’arrampicata succede spesso di vedere che le persone iniziano ad arrampicare senza pensare, scegliendo così le soluzioni più ovvie. Questa è la Devils Tower, in Wyoming. si tratta di una formazione rocciosa di basalto, conosciuta da molti per essere stata la scenografia del film “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Solitamente i climbers, qui, iniziano ad arrampicare cercando di mettere piedi e mani nelle fessure. Ma le fessure sono troppo piccole per i piedi e si riesce ad utilizzare solo la punta delle dita mentre i piedi vanno usati in opposizione per spingere sulla roccia e potersi così sollevare.

Regola #8: Forza non significa sempre successo!
La forza non significa sempre successo. Nei 35 anni di Guida alpina e di insegnamento in strutture al coperto ho visto che i ragazzi cercano sempre di fare trazioni. I ragazzi principianti, usano tutta la loro forza per salire i primi 5 metri come se stessero facendo delle trazioni. Possono fare 15 trazioni, giusto? Ma poi rimangono senza energie. Le donne sono molto più equilibrate perchè in loro non c’è l’idea di dover riuscire a fare 100 trazioni. A loro riesce naturale pensare a come poter caricare il peso sui piedi. I piedi ci sostengono tutto il giorno. Allora ricordiamoci che l’equilibrio è molto importante ed anche il riuscire a caricare il peso del nostro corpo sui piedi che sono il muscolo più forte.

Regola #9: Saper cadere! ( Non aver paura di volare )
E naturalmente c’è una regola numero nove. Questa regola mi è venuta in mente in seguito ad una caduta inaspettata di circa 12m in cui mi ruppi una costola. Quando arrivi al punto in cui sai che sta per succedere, bisogna iniziare a pensare come cadere per evitare di farsi del male – come cadere con la corda o, se ci si arrampica senza corda, come cadere in un luogo in cui è possibilie controllare la caduta. Quindi non cercate, in preda alla paura, di evitare il volo perché potrebbe non finire bene. Grazie a tutti! ( applausi )

Regola #10: Enjoy yourself !
E naturalmente per webandana c’è anche una regola numero dieci.
Sempre per nuove emozioni !
Mandi a ducj !

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QUERELLE

martedì, ottobre 27th, 2009

DE ERTO

DOMANDA: A che cosa servono gli spit ?

RISPOSTA: gli spit sono utilizzati in falesia per assicurare chi sta salendo una via in modo da evitarlgli in caso di volo di arrivare a terra.

Tutto questo teatrino per introdurre una polemica che è nata da una lettera inviata da un climber ad una rivista di arrampicata, nella quale scriveva di essere turbato dall’aver visto nella falesia di Erto aggiungere uno spit sulla via “Sogni di gloria” ( 8b+ ). La sua preoccupazione era dovuta al fatto che aggiungendo un nuovo spit ad una via storica la via venisse in qualche modo snaturata in nome della sicurezza. E che venisse meno il rispetto per chi l’aveva già fatta.
Ad aggiungere lo spit è stato, Gerald Hörhager, lo stesso climber che nel 1987 aveva liberato la via, quindi non un climber qualunque ! ;)
Nell’intervista Gerald spiega che l’aggiunta dello spit era dovuta al fatto che se in quel punto voli arrivi dritto a terra. E adesso che con il passare degli anni l’appoggio per i piedi era diventato un po’ unto la situazione in quel punto della via era ancora + critica.
Dal mio modesto punto di vista questa è una giustificazione + che sufficiente per motivare l’aggiunta di uno spit. E sinceramente mi riesce difficile capire chi si ostina a crirticarlo adducendo motivazioni quali la storicità della via o la paura che anche altri si divertano a fare la stessa cosa.
Magari ci fossero altri climbers che rendono + sicure le nostre falesie aggiungendo degli spit qd la situazione lo richiede. Perchè al primo posto ci dovrebbe sempre essere il rispetto delle nostre vite che valgono + di ogni altra cosa. Se poi qualcuno vuole provare emozioni estreme, facendo soloing, è libero di farlo ma sarà una scelta sua. Per quanto riguarda la storicità della via allora bisogna ricordarsi che anche noi possiamo fare la storia e che tutto può essere migliorato.

Naturalmente mi piacerebbe sentire anche il parere di altri climbers friulani.

Mandi a ducj !

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ROCK AND ROLLERS

giovedì, ottobre 15th, 2009

STOP THE TRAFFIC !

E’ sotto gli occhi di tutti, le nostre città sono rese invivibili dal traffico delle automobili che ad ogni ora del giorno le invadono. I parcheggi sotterranei se risolvono il problema del posteggio dell’auto di certo non riducono il numero di auto in circolazione. E così i valori delle polveri sottili presenti nell’aria è in costante aumento e gli sforamenti dei valori consentiti dalla legge per le M10 sono all’ordine del giorno. I nostri politici cosa fanno? Stanno a guardare! Ormai non prendono nemmeno i provvedimenti per limitare il traffico ma si affidano alla speranza che il tempo cambi e ripulisca l’aria.
Allora ci resta solo una cosa da fare

STOP THE TRAFFIC, NOW !

così le nostre strade saranno nuovamente percorribili con i mezzi pubblici, con le biciclette, con i pattini e dai pedoni.
E finalmente le città torneranno a respirare e le persone a vivere !
Qs è quello che possiamo fare a livello locale per dare il nostro contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra. Ma ovviamente questo non basta. Se vogliamo che le cose cambino a livello globale e il riscaldamento del pianeta subisca una riduzione è necessario che i governi si impegnino attuando delle politiche coordinate per:
- ridurre le proprie emissioni di CO2 del 40 per cento (rispetto al livello del 1990) da qui al 2020, e portarle il più vicino possibile a zero entro il 2050;
- fornire risorse finanziarie ai Paesi in Via di Sviluppo pari ad almeno 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020 per lo sviluppo delle rinnovabili, per fermare la distruzione delle ultime foreste tropicali, e per adattarsi agli inevitabili impatti del cambiamento climatico.
Dal 7 al 18 dicembre ci sarà a Copenhagen la Conferenza sul clima, noi ci auguriamo che vi prendano parte tutti i capi di Stato dei paesi industrializzati e che siano prese delle decisioni per intervenire efficacemente sui cambiamenti climatici.
Sul sito di greenpeace è possibili inviare un’e-mail a Silvio per chiedeergli di intervenire direttamente.
MIND OUT…il futuro è nelle nostre mani: se tutti noi parleremo abbastanza forte, con una sola voce, i Grandi della Terra sapranno quanto abbiamo a cuore questo problema e ci ascolteranno.
OUR CLIMATE YOUR DECISION

mandi a ducj !

Look at... the site!

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RIMPINÂSI

giovedì, ottobre 1st, 2009

DI GNOT

provait a cjalà chel video chi :

nightclimbers

a Cividât a saressin une vore di puescj indulà rimpinâsi,
cun ducj i mûrs antîcs ca si cjatin ator par citât

:)

Cliccando sull’immagine è possibile vedere alcune foto con didascalia di Cividale

Le mura aniche di Cividale - urban climbing

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RISO

giovedì, settembre 24th, 2009

ART

RISO?
L’ITALIA DÀ UN CALCIO AGLI OGM !

Cari cyberattivisti,
un enorme disegno è comparso in una risaia biologica nella provincia di Milano. Nessun segnale extraterrestre. Nessuna minaccia da mondi lontani. Si chiama rice art ed è approdata in Italia grazie ai nostri attivisti. Hanno lavorato tante ore per tracciare la sagoma dello stivale italiano che calcia via gli OGM come si vede bene dalla foto. Vogliamo mandare un messaggio forte al governo italiano e alle autorità europee per impedire l’importazione del riso transgenico.

A livello europeo, infatti, presto si dovrà votare per l’autorizzazione all’importazione del riso Ogm della Bayer (LL62), modificato per resistere a un erbicida tossico, il glufosinato. Il glufosinato è considerato così pericoloso per gli esseri umani e per l’ambiente che presto sarà vietato in Europa.

L’Italia è il principale produttore di riso e di biologico a livello europeo, che senso ha rischiare col riso transgenico? Anche la Bayer ha ammesso che questo riso potrebbe accidentalmente germinare, col rischio di contaminare la produzione nazionale. Non dimentichiamoci poi dei dubbi che permangono sulla sicurezza per il consumo animale e umano degli OGM.

La cyberazione “Risotto agli OGM? No grazie”, che abbiamo lanciato la scorsa settimana, ha superato quota 10.000 firme. Con la vostra mobilitazione possiamo essere ancora di più a chiedere ai governi e alle autorità europee di proteggere i consumatori, gli agricoltori e le coltivazioni dal riso Ogm della Bayer.
Aiutateci a diventare 20.000 !!!

Un’iniziativa che merita senz’altro di essere appoggiata ! ;)

Read... the article !

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GLESIE FURLANE

giovedì, settembre 17th, 2009

FUARTE @ F R I U L IDOC

Obietîf di Glesie furlane ( glesiefurlane.org ) al è chel di cognossi, studiâ, promovi, valorizâ cun ricercjis, publicazions, incuintris dut ce che al rivuarde la dimension religjose te culture furlane cirint tant traviers lis fonts storichis che la realtât contemporanie. …par la cuâl la associazion e à cjapât cun plasê la pussibilitât di partecipâ a la prossime edizion di Friuli Doc dai 17 ai 20 di Setembar 2009….
… L’apontament al è duncje di joibe ai 17 fin domenie ai 20 di Setembar sot dal tendon di place Venerio, daûr de glesie di Sant Francesc, dulà che i visitadôrs a podaran cjatâ ancje i libris di pre Antoni Beline (1941-2007), ma no dome, domandant informazions e podint cognossi miôr cheste associazion che e cjale al avignî dal Friûl di vuê cence dismenteâ il patrimoni inestimabil che al ven da la tradizion dal Patriarcjât di Aquilee.

o zontarês che si podaran incuintrà ancje chei de redazion de Patrie dal Friûl par la cuâl al è un ocasion di no pierdi ;)

Sperin di cjatâsi ducj là, sot dal tendon di place Venerio!
Fuarce Friûl !

«O ai cirût di volêi ben ae mê tiere furlane, part dal mont , e servintle jê o ai intindût di servî il mont intîr»
Pre Antoni Beline (1941-2007), testament spirituâl, 1992

lapatriedalfriul.org

Mensîl di informazion, politiche, culture, in lenghe furlane:
ogni mes al è dedicât a un gnûf argoment

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LUNGO LA CICLABILE

martedì, settembre 8th, 2009

A 13 DEL NATISONE

L’itinerario ciclabile provinciale del Natisone A 13 è quello che dovrebbe collegare le Valli del Natisone a Udine. Per ora esiste solo il tratto Cividale – Moimacco. Infatti qd si arriva al ponte sul torrente Grivò la strada diventa una carrareccia di sassi per  diventare nuovamente asfaltata solo in prossimità di Udine.
A parte questo, però, c’è anche il problema della manutenzione della ciclabile esistente. Come si vede dalla foto la vegetazione ha occupato quasi mezza carreggiata e l’asfalto si sta già disintegrando e i sassolini fanno un leggero sfregolio sotto le ruote della bici e in diversi tratti è stato spaccato dalle radici di alcuni alberi.
Il problema è dovuto al fatto che la legge prevede che ad incaricarsi della costruzione della pista ciclabile sia la Provincia, ma non indica a chi spetti la sua manutenzione, così tutto è rimesso ad accordi che la Provincia dovrebbe stipulare con i Comuni affinchè questi s’incarichino della manutenzione.  Ma i Comuni cercano di evitare di accollarsi questa incombenza e così le ciclabili sono destinate a rovinarsi sempre di + diventando impercorribili se non con la mtb.
Speriamo che il Comune di Cividale, come capogruppo dell’Aster (che comprende i Comuni di Buttrio, Cividale del Friuli, Corno di Rosazzo, Manzano, Moimacco, Pavia di Udine, Pradamano, Premariacco, Remanzacco e San Giovanni al Natisone ) prenda in mano la situazione e intervenga per migliorare le condizizoni della ciclabile.

Cliccando sull’immagine sottostante è possibile vedere tutte le foto (sono quelle in fondo all’album).

Look at... all the pictures !

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ETERNIT

lunedì, settembre 7th, 2009

OVVERO UNA VIA DAVVERO TOSSICA ! :)

Eternit è la nuova realizzazione di Manolo, il Mago per intenderci, che nelle dolomiti feltrine ha portato a compimento quest’impresa che ha dell’incredibile se pensate che ormai ha 51anni suonati. La via, infatti, è una placca verticale valutata intorno al  9a che lo stesso Manolo qd vi si era trovato a tu per tu circa 20anni fa aveva pensato fosse impossibile da salire.
Adesso a vent’anni di distanza è riuscito nell’impresa e ha dichiarato che la via è:

“…un assortimento di microliste orizzontali verticali svase e rovesce. Con dei passi decisamente aleatori ma paradossalmente nemmeno tanto difficile da decifrare perchè è così liscia che gli appoggi e gli appigli risaltano immediatamente… il problema è tenerli!”.

Che dire Manolo è come il vino + invecchia e + diventa buono ! :)

Mandi di cûr !

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SIAMO MICA

lunedì, luglio 13th, 2009

QUI PER DIVERTIRCI ! :)

Ovvero il mondo dell’arrampicata e dei climbers visto attraverso gli occhi di Caio, un climber con la passione della grafica.
E’ uscito da non molto, infatti, il libro “Siamo mica qui per divertirci” dove attraverso delle vignette molto simpatiche si raccontano con un po’ d’ironia alcune delle situazioni e delle gag + comuni nel mondo dell’arrampicata.
Una ventata di buon umore e allegria !
Adesso però aspettiamo l’uscita del primo fumetto che ha come protagonisti i climbers ;)
Cliccando sull’immagine sottostante potete accedere al sito dove si può vedere una piccola carrellata di alcuni comix presenti nel libro che è in vendita online ( al prezzo di 16 euro, comprensivo di contributo per spese postali ) e in alcune librerie.

:cool:

Vai al sito di caioComix

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THE FATHER

lunedì, luglio 6th, 2009

OF FREE SOLOING

John Bachar is died while climbing at Dike Wall in Mammoth Lakes, near Bishop, California yesterday.
John è stato uno dei precursori dell’arrampicata in solitaria su vie di alto livello. Oltre ad essere un coetaneo, è da sempre un grande mito per tutti quelli che arrampicano. Basta vedere qualche video per rendersi conto di quello che faceva nella mitica Yosemite Valley.
Tutti si ricordano il volantino che aveva fatto circolare nel 1981 nella Valle:
$10,000 reward for anyone who can follow me for one full day. – John Bachar
In fondo se ne è andato nel posto + bello per un climber, nella sua falesia vicino a casa !

Mandi di cûr !

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