GESTIONE DELLE ACQUE

in Friuli

Ormai sembra che il caldo torrido stia per finire ma intanto ha lasciato il segno. I campi di granoturco sono in sofferenza, così come i fiumi la cui portata è scesa ai minimi storici, per non parlare delle falde acquifere che sono al di sotto dei livelli di guardia. Inoltre i climatologi ci avvertono che questi periodi di siccità saranno sempre più frequenti e ci dovremo aspettare lunghi periodi senza precipitazioni seguiti da precipitazioni intense e brevi.
In questo scenario diventerà sempre più importante la gestione di una risorsa limitata ed essenziale come l’acqua se non vogliamo trovarci ad affrontare una grave crisi idrica.
In agricoltura qualcosa si muove e in Friuli si parla finalmente di trasformare gli impianti di irrigazione a scorrimento in impianti a pioggia, riuscendo così a ridurre i consumi di 2/3. Ma restano ancora molte cose da fare sia nel settore industriale sia nel settore civile. L’ acqua viene persa dagli acquedotti lungo il tragitto verso le nostre case, molta viene consumata per scopi voluttuari come la neve artificiale sparata d’inverno dai cannoni, altra viene consumata per i campi da golf o per le piscine.
Continuare in questo modo vorrà dire trovarci in futuro di fronte ad un emergenza acqua molto difficile da superare per cui vogliamo sperare che i nostri politici prendano i provvedimenti necessari x gestire in modo appropriato questa risorsa così utile e necessaria.

Laudato si’, mi’ Signore,
per sor’aqua, la quale è multo
utile et humile et pretiosa et casta.

siccità in Friuli

QUEL SEME

CHE VOLA LIBERO SOSPINTO DAL VENTO

qualcuno ha pensato bene di modificarlo e privatizzarlo. Questa in sintesi la storia degli OGM. Le multinazionali ci avevano già provato con i semi naturali, raccogliendoli nelle banche del seme e distribuendo solo semi che non possono riprodursi. Ora ci riprovano con i semi geneticamente modificati. L’operazione è semplice basta prendere un seme modificarlo e poi brevettarlo.
In Italia l’80% delle persone sono sfavorevoli alle coltivazioni con OGM ma nostante questo i nostri cari politici hanno pensato bene di avviarne la sperimentazione.
Ora dal’Università di Barcellona arriva la notizia scientifica che le coltivazioni con OGM sono incompatibili con le coltivazioni biologiche. Il Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica italiana, ha dichiarato: “Nella regione dell’Aragona dal 2004 al 2007 la coltivazione del mais biologico e’ calata del 75% a causa dell’impossibilita’ di certificare il prodotto per la contaminazione derivante dalla coltivazione in pieno campo di mais BT geneticamente modificato, che in quella regione ha raggiunto nel tempo oltre il 40% delle superficie coltivata a mais”.
Speriamo solo che almeno per una volta i nostri politici riflettano e pensino al bene di tutti.
Che sia chiedere troppo !