PRIMA DI COMPRARE

lunedì, ottobre 12th, 2009

PENSA !

a soli quattro mesi dal lancio del nostro rapporto “Amazzonia, che macello” siamo lieti di comunicarvi che i giganti brasiliani della carne e della pelle - JBS/Friboi, Bertin, Minerva e Marfrig - hanno finalmente risposto alle nostre richieste per fermare la deforestazione in Amazzonia. Nel corso della conferenza stampa che abbiamo organizzato a San Paolo, in Brasile, questi grandi produttori hanno unito le loro forze per mettere al bando l’acquisto di capi di bestiame provenienti da aree recentemente deforestate.

La nostra campagna ha funzionato! La strategia vincente è stata quella di fare pressione su grandi marchi globali, attraverso le azioni dirette e il coinvolgimento di decine di migliaia di consumatori. In questo modo aziende italiane come Gucci, Geox e il Gruppo Natuzzi (Divani&Divani) ed altre internazionali come Adidas, Timberland e Nike si sono convinte a spingere i propri fornitori brasiliani verso una soluzione sostenibile per non mettere a rischio importanti rapporti commerciali.

Anche voi siete stati gli artefici di questa importante vittoria. In decine di migliaia, partecipando alla nostra cyberazione, avete mandato e-mail alle più grandi multinazionali scrivendo di non essere disposti ad acquistare scarpe che possono avere un’impronta ecologica devastante sulla foresta amazzonica. Unire le nostre voci ha fatto la differenza: hanno dovuto ascoltarci !

A San Paolo, JBS/Friboi, Bertin, Minerva e Marfrig hanno formalmente dichiarato l’adozione di standard ambientali e sociali che assicureranno che i propri prodotti non provengano da allevamenti o mattatoi responsabili di fenomeni come la deforestazione, l’occupazione di territori indigeni e forme di lavoro schiavile.

Proteggere l’Amazzonia significa salvare il nostro clima. Il 20% delle emissioni di gas serra, infatti, viene causato proprio dalla deforestazione in aree come l’Amazzonia, l’Indonesia o le antiche foreste africane. Continueremo a lavorare duramente fino a quando l’obiettivo Deforestazione Zero non sarà raggiunto.

Seguiteci perché tra 10 settimane soltanto ci sarà a Copenhagen l’incontro dell’Onu sui cambiamenti climatici. Una chance che non possiamo permetterci di perdere per assicurare un futuro al pianeta e tutti i suoi abitanti.

Un piccolo passo in avanti è stato fatto. Adesso si tratta di continuare in quella direzione ;)

Mandi a ducj !

Tag:, , ,

LO QUE RESPIRAMOS

sabato, luglio 11th, 2009

ES LA SELVA

Il 22 aprile si festeggia il Giorno della Terra
Ecco l’intervista fatta da Matteo Viviani delle “Iene” a Penty, leader della comunità Bameno.
Qui si capisce cosa succede in un mondo che sembra lontano da noi ma in realtà ci è molto vicino !

Signor Penty, voi chi siete ?
Siamo di nazionalità Waorani, viviamo al di fuoiri della civilizzazione.
Viviamo in una zona intangibile, all’interno del Parco Nazionale ( Yasuni ), riconosciuto da poco come area protetta. Però i miei padri erano guerrieri e già difendevano questa foresta.
Noi Waorani abbiamo vissuto qui liberamente, prima eravamo felici. Ma la realtà è che adesso a causa della civilizzazione noi abbiamo cambiato territorio.

Come siete entrati a contatto con la civiltà ?
Ci hanno trovato dei missionari mentre sorvolavano il nostro territorio.
Gli evangelizzatori sono venuti per dirci che Dio protegge la nostra vita. Così i Waorani hanno creduto che la vita sarebbe migliorata. Ci hanno detto che avremmo vissuto meglio, non sarebbe morto nessuno. Invece ci hanno portato malattie, che per noi erano molto facile prendere come bronchiti, polmoniti, poliomelite. Di queste malattie sono morti molti guerrieri.
Il territorio si è indebolito.
Questa è la civilizzazione.

E poi che cosa è successo ?
Dopo sono arrivati i petrolieri. Ci hanno detto di non ucciderli perchè non ci avrebbero fatto del male. Poi però si sono impadroniti del territorio per estrarre i petrolio. Prima i Waorani non sapevano cosa fosse il petrolio. Non sapevano cosa fossero i dollari.
Adesso le compagnie petrolifere stanno gettando gli scarti nel fiume. Dicono che l’acqua è buona, invece è contaminata. Però alle compagnie petrolifere non importa niente. Loro ci hanno detto che non ci avrebbero fatto del male. Noi faremo soltanto dei sentieri e degli studi sismici, poi abbandoneremo tutto. Invece hanno fatto strade, è arrivata la civilizzazione. Questo ha creato problemi, spazzatura, malattie e tanti altri problemi alla comunità Waorani.
I lavoratori delle compagnie petrolifere vengono qua ad ubriacarsi, indossano vestiti belli, vivono in case di lusso.
La cultura Waorani è cambiata velocemente.
Adesso la nostra gente vuole le cose occidentali. Ma per noi sarebbe meglio ritornare a vivere come abbiamo sempre fatto.
Vivere liberi, cacciare e pescare e non pensare ad un altro mondo.

Di che cosa vivete ?
Ci alimentiamo con quello che ci offre la foresta. Quello che respiriamo è la foresta. Vogliamo vivere nella foresta per sentire solo il rumore degli animali.

Che cosa chiede il popolo Waorani ?
Che il governo dell’ Ecuador rispetti il nostro diritto a vivere. E ci dia un aiuto economico per difendere la nostra terra.
Senza foresta, senza bosco, senza fiume noi tutti siamo destinati a scomparire.
Vi siete presi abbastanza territorio Waorani. I nostri padri ci hanno difeso con queste lance. Quando arriveranno i petrolieri non li faremo passare. Sarà una guerra.
La foresta è come una madre. Se fai del male ad una madre, i figli non possono vivere senza.
Questo è il messaggio che diamo al mondo, che sappiano !
Quando uno dice basta è basta !
Per questo devo stare vicino alla mia gente, per difendere la nostra vita e la foresta.

Guardate il video di greenpeace dedicato all’ Earth Day

Qui potete firmare la petizione x chiedere ai leader politici di partecipare alla conferenza di dicembre prossimo a Copenhagen dove si discuterà sui cambiamenti climatici.

Look at... the pictures about Waorani

Tag:, , , , , ,

PRIMA DI COMPRARE

domenica, giugno 21st, 2009

PENSA !

Noi consumatori possiamo scegliere cosa comprare. E qd, ad esempio, sappiamo che una delle cause principali della deforestazione dell’Amazzonia sono gli allevamenti che riforniscono di pelle molte aziende in tutto il mondo, allora noi possiamo decidere di non comprare + quei prodotti. Così facendo influenzeremo le scelte di quei marchi che non hanno comportamenti rispettosi dell’ambiente.
Greenpeace ha da poco pubblicato un’inchiesta, “Amazzonia, che macello!”, dove spiega come ogni 18 secondi un ettaro di terra venga distrutto e il motivo di questo potrebbero essere le scarpe che indossiamo, i divani nei nostri salotti e la carne in scatola che finisce nei nostri piatti.

Clikkando sull’immagine sottostante potete andare sul sito di Greenpeace dove c’è la possibilità di spedire una email di protesta a Geox, Nike, Timberland, Adidas, Reebok e Clark’s per
dire che non siamo disposti ad acquistare prodotti che possono avere un’impronta ecologica devastante sulla foresta amazzonica.

Spedisci una email di protesta!

Tag:, , , , ,