L’arbul che nol è plui

lis cretis di Duino

Inte crete di Duino dongje dal cjistiel si cjatave denant dal bielvedê un piçul arbul cetant sflandorôs che in istât al jere un plasê viodilu dut sforît ma… cumò cualchidun al à pensât ben di taiâlu par gjoldi dal bielvedê come se un piçul arbul e des fastidi. Dome cualchidun cence cûr e rispiet pe nature al pues vê fate une robe dal gjenar.
Ma lis cretis di Duino a no son une risierve naturâl protete ❓

Look at… the photo: you can see the tree at photo n. 55

falesia Duino

:mrgreen:

Guča na Krasu

festival di musica balcanica @ Borgo Grotta Gigante (Ts)

Domenica, 05 Maggio 2013, sotto il tendone di Borgo Grotta Gigante sul Carso nell’ambito del festival di musica balcanica Guča na Krasu, c’è stato il concerto dei Radio Zastava. Il gruppo, anche se non nella consueta formazione, si è esibito in alcuni brani che hanno catturato il pubblico con un ritmo di danza incalzante e frenetico.
Il festival continuerà dal 05 al 14 Luglio quando si esibiranno molte band balcaniche e dj’s tra cui la “Goran Bregovič Wedding and Funeral Orchestra”(srb), la Kočani Orkestar (mak), il “Dubioza Kolektiv” (bih), i “Radio Zastava” e molti altri…

Look at… the movies:
1- Guča na Krasu @ Borgo Grotta Gigante – prima parte
2- Guča na Krasu @ Borgo Grotta Gigante – seconda parte

Look at... the movie: il concerto dei Radio Zastava a Borgo Grotta Gigante

😎

ALTA VELOCITA’

… ALTA CAPACITA’ … ALTA MOBILITA’… ALTA MENZOGNA… ALTA DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO … ALTA OMERTA’… ALTA SPECULAZIONE

Il WWF Friuli Venezia Giulia ha inserito alcuni elaborati del progetto di RFI – Italferr per la linea ferroviaria TAV, Venezia –Trieste, nel proprio sito web . Si tratta, per ora, delle corografie con il tracciato della tratta Ronchi dei Legionari-Trieste e della relazione generale sul progetto preliminare. Inoltre, sono state inserite anche la sintesi non tecnica dello studio di impatto ambientale e la carta di sintesi degli impatti.
“Abbiamo così voluto sopperire almeno in parte al gravissimo deficit di trasparenza, da parte del ministero dell’ambiente. La procedura di VIA è stata avviata infatti il 22 dicembre 2010, con la pubblicazione degli annunci su alcuni quotidiani: da quella data sono cominciati a decorrere i 60 giorni (fino al 20 febbraio) a disposizione dei cittadini per la consultazione degli elaborati e la formulazione delle osservazioni. Tuttavia, a quasi 20 giorni di distanza, la documentazione non è stata messa a disposizione del pubblico nel sito internet del ministero.”
Il materiale è infatti disponibile, in formato cartaceo e digitale, soltanto presso gli uffici della Regione Friuli Venezia Giulia a Trieste, dove lo ha recuperato il WWF.

Situazione aggravata dal fatto di aver consentito a RFI – Italferr lo “spezzatino” sul progetto, cioè di suddividere la linea TAV Venezia – Trieste in quattro progetti preliminari distinti ( Mestre-Aeroporto Marco Polo, Aeroporto-Portrogruaro, Portrogruaro-Ronchi e Ronchi-Trieste ), con altrettante procedure VIA distinte e formalmente indipendenti l’una dall’altra. Un assurdo spiegabile soltanto con la volontà di rendere quanto più difficile la percezione dell’impatto complessivo dell’opera e di concentrare l’attenzione delle comunità locali soltanto sul frammento di TAV che interessa direttamente i propri territori, dimenticandone le valenze e gli impatti su scala d’area vasta. Non per nulla lo “spezzatino” dei progetti è una pratica condannata a livello comunitario (dov’è denominato “project splitting“).

Non basta: i progetti presentati sono privi di elementi fondamentali, pur prescritti dalla normativa vigente sulla VIA, come l’analisi costi-benefici ed il piano economico-finanziario. Per un’opera del costo complessivo, stimato, di oltre 6 miliardi di Euro, si tratta di carenze gravissime.
Il WWF ha perciò spedito nei giorni scorsi, ai ministeri competenti e alle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, la richiesta di riunire in un’unica procedura VIA i quattro tronconi della TAV tra Venezia e Trieste, integrando gli elaborati con gli elementi mancanti.

progetto Tav Carso

La terra nel sangue

LE QUATTRO STAGIONI DI ZIBERNA

La terra nel sangue è il film di Giovanni Ziberna, giovane regista goriziano che ha fondato, nel 2005, insieme a Valeria Baldan e Mattia Vecchi, l’associazione cinematografica Sine Sole Cinéma. Il film è stato realizzato con un budget veramente low-cost di 7.000 euro, dimostrando che quando c’è la voglia di fare si riescono a superare molti problemi.
E’ un lungometraggio diviso in 4 episodi che si svolgono in 4 luoghi diversi della provincia goriziana: Grado, il fiume Isonzo, il Collio e il Carso. Sono luoghi che appartengono ad una terra aspra ed amabile come il suo vino. Sono luoghi dove si può scegliere se restare o andarsene ma che rimangono sempre nel cuore.
Il soggetto e la sceneggiatura di ogni episodio sono indubbiamente validi e ben sviluppati ma la resa filmica, personalmente, non mi ha molto convinto tranne che per l’ultimo episodio dove i bambini si rivelano ottimi attori e dove i sentimenti che suscitano le trincee sul Carso e i volti innocenti dei bambini chiudono mirabilmente il cerchio.

La terra nel sangue: un film di Giovanni Ziberna