DOBERDO’ DEL LAGO

mercoledì, aprile 13th, 2011

VISITA GUIDATA

La Società di Studi Carsici “A. F .Lindner” di Ronchi dei Legionari organizza una visita guidata attorno al Lago di Doberdò (Doberdobško Jezero). L’appuntamento, il terzo della serie di eventi organizzati in occasione del Venticinquennale dalla fondazione (1986-2011), è per domenica 17 aprile 2011 con ritrovo alle ore 9.00 presso la sede sociale in via F.lli Cervi, n. 9/G -Ronchi dei Legionari (GO) (area scolastica). Il geologo Maurizio Comar, direttore scientifico della Società Lindner, guiderà il gruppo parlando di storie, leggende, geologia e idrologia di questo tipico lago carsico. L’equipaggiamento consigliato è un abbigliamento sportivo con scarpe da trekking o stivali di gomma, poiché il percorso può presentare del fango. La partecipazione alla visita guidata è libera e gratuita e presuppone spostamenti con mezzi propri fino al parcheggio presso il paludario del Lago di Doberdò. E’ gradita la prenotazione tramite email

Cliccando sull’immagine potete vedere un panorama sul lago e la falesia dove si arrampica

Look at...  the Doberdò crag ( GO )

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ALTA VELOCITA’

giovedì, gennaio 13th, 2011

… ALTA CAPACITA’ … ALTA MOBILITA’… ALTA MENZOGNA… ALTA DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO … ALTA OMERTA’… ALTA SPECULAZIONE

Il WWF Friuli Venezia Giulia ha inserito alcuni elaborati del progetto di RFI – Italferr per la linea ferroviaria TAV, Venezia –Trieste, nel proprio sito web . Si tratta, per ora, delle corografie con il tracciato della tratta Ronchi dei Legionari-Trieste e della relazione generale sul progetto preliminare. Inoltre, sono state inserite anche la sintesi non tecnica dello studio di impatto ambientale e la carta di sintesi degli impatti.
“Abbiamo così voluto sopperire almeno in parte al gravissimo deficit di trasparenza, da parte del ministero dell’ambiente. La procedura di VIA è stata avviata infatti il 22 dicembre 2010, con la pubblicazione degli annunci su alcuni quotidiani: da quella data sono cominciati a decorrere i 60 giorni (fino al 20 febbraio) a disposizione dei cittadini per la consultazione degli elaborati e la formulazione delle osservazioni. Tuttavia, a quasi 20 giorni di distanza, la documentazione non è stata messa a disposizione del pubblico nel sito internet del ministero.”
Il materiale è infatti disponibile, in formato cartaceo e digitale, soltanto presso gli uffici della Regione Friuli Venezia Giulia a Trieste, dove lo ha recuperato il WWF.

Situazione aggravata dal fatto di aver consentito a RFI – Italferr lo “spezzatino” sul progetto, cioè di suddividere la linea TAV Venezia – Trieste in quattro progetti preliminari distinti ( Mestre-Aeroporto Marco Polo, Aeroporto-Portrogruaro, Portrogruaro-Ronchi e Ronchi-Trieste ), con altrettante procedure VIA distinte e formalmente indipendenti l’una dall’altra. Un assurdo spiegabile soltanto con la volontà di rendere quanto più difficile la percezione dell’impatto complessivo dell’opera e di concentrare l’attenzione delle comunità locali soltanto sul frammento di TAV che interessa direttamente i propri territori, dimenticandone le valenze e gli impatti su scala d’area vasta. Non per nulla lo “spezzatino” dei progetti è una pratica condannata a livello comunitario (dov’è denominato “project splitting“).

Non basta: i progetti presentati sono privi di elementi fondamentali, pur prescritti dalla normativa vigente sulla VIA, come l’analisi costi-benefici ed il piano economico-finanziario. Per un’opera del costo complessivo, stimato, di oltre 6 miliardi di Euro, si tratta di carenze gravissime.
Il WWF ha perciò spedito nei giorni scorsi, ai ministeri competenti e alle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, la richiesta di riunire in un’unica procedura VIA i quattro tronconi della TAV tra Venezia e Trieste, integrando gli elaborati con gli elementi mancanti.

progetto Tav Carso

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LE QUATTRO STAGIONI

venerdì, febbraio 26th, 2010

DI ZIBERNA

La terra nel sangue è il film di Giovanni Ziberna, giovane regista goriziano che ha fondato, nel 2005, insieme a Valeria Baldan e Mattia Vecchi, l’associazione cinematografica Sine Sole Cinéma. Il film è stato realizzato con un budget veramente low-cost di 7.000 euro, dimostrando che quando c’è la voglia di fare si riescono a superare molti problemi.
E’ un lungometraggio diviso in 4 episodi che si svolgono in 4 luoghi diversi della provincia goriziana: Grado, il fiume Isonzo, il Collio e il Carso. Sono luoghi che appartengono ad una terra aspra ed amabile come il suo vino. Sono luoghi dove si può scegliere se restare o andarsene ma che rimangono sempre nel cuore.
Il soggetto e la sceneggiatura di ogni episodio sono indubbiamente validi e ben sviluppati ma la resa filmica, personalmente, non mi ha molto convinto tranne che per l’ultimo episodio dove i bambini si rivelano ottimi attori e dove i sentimenti che suscitano le trincee sul Carso e i volti innocenti dei bambini chiudono mirabilmente il cerchio.

La terra nel sangue: un film di Giovanni Ziberna

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