I linguaggi del cinema

Dante Spinotti

La scorsa settimana si è tenuto presso il cinema sociale di Gemona del Friuli il seminario “I linguaggi del cinema“. A tenerlo era il direttore della fotografia Dante Spinotti , che gli appassionati di cinema senz’altro già conosceranno non foss’altro perchè è stato lui a curare le luci di film recenti come L.A. Confidential, The Insider e Public Enemy. Forse però non tutti sanno che Dante Spinotti è friulano di Tolmezzo ( 24 ago 1943 ) ed ha iniziato la sua carriera aiutando lo zio Renato Spinotti, cine-operatore d’attualità in Kenia. Dopo una vita avventurosa con lo zio è diventato cine-operatore per la RAI a Milano. Alla fine degli anni ’70, dopo aver partecipato a numerose produzioni televisive, esordisce come direttore della fotografia con il film “Il minestrone” ( 1980 ). Nello stesso anno produce insieme a Gianni Lari e Sergio De Infanti il documentario “La Carnia tace“, dove si interessa alla vita in montagna e dove riprende De Infanti mentre arrampica. A metà degli anni ’80, fu grazie a Dino De Laurentis che riesce a compiere il grande salto lavorando per produzioni americane. Nel 1986 inizia la sua proficua collaborazione con Michael Mann nel thriller Manhunter dove, in una scena drammatica, viene utilizzata la musica del brano “In-A-Gadda-Da-Vida” degli Iron Butterfly. In quel film Mann, appena arrivato in America, girava utilizzando fucili caricati con pallottole vere tanto che alcuni colpi finirono sul furgone dei tecnici degli effetti speciali, trapassandolo da parte a parte, questi si incazzarono e abbandonarono la scena del film e così per la restante parte del film gli effeti che si vedono sono realizzati dallo stesso registra.
Da quel momento la carriera di Dante Spinotti si svolgerà prevalentemente in America mentre in Italia verrà solo sporadicamente chiamato da registi come Olmi, Comencini e Tornatore.
Durante il seminario sono stati proiettati molti spezzoni dei suoi film dove traspare la sua grande sensibilità nell’usare le basse luci per creare ambienti che comunicano sensazioni e riproducono la realtà in maniera precisa ed emozionante.
Naturalmente ho approfittato della pausa pranzo per girare un piccolo documentario della falesia di Gemona che si conclude con un omaggio ad una scena di un famoso film in bianco e nero. Vediamo un po’ se c’è qualcuno che ne indovina il titolo ? 🙂
A Dante vorrei fare l’augurio di continuare sempre con il suo lavoro nella speranza che possa tornare + spesso in Friuli per trasmetterci la sua preziosa esperienza.

Mandi di cûr !

Look at... the movie La falesia di Gemona !

La mappa delle falesie del Friuli

IL TERRENO DI GIOCO

Dove il gioco diventa infinito… dove l’importante non è arrivare in cima ma continuare a giocare…dove i limiti sono senza confini… dove arrampicare è un’arte.
E’ possibile avere un quadro d’insieme delle falesie presenti in Friuli attraverso la MAPPA DELLE FALESIE, cliccando sul segnaposto viene visualizzata una breve descrizione e il link alla pagina dove è descritta la falesia.
La mappa riporta molte falesie ma senz’altro ultimamente ne sono nate altre e altre ancora ne nasceranno o verrranno pubblicizzate. Chi vuole può segnalarle e noi provvederemo a inserirle nella mappa e a creare la pagina dove la falesia verrà descritta. 😉

Mandi a ducj !

p.s.
…le mappe non sono più disponibili… sorry… 15/05/2018

BENVENUTO 2010

WELCOME 2010 !

I wish all climbers and riders all over the world a Happy New Year !

La marcia mondiale della Pace domani concluderà il suo giro intorno al mondo arrivando a Punta De Vacas in Argentina, ma noi ci auguriamo che lo spirito che ha animato i suoi passi continui a vivere nei nostri cuori e che le parole si trasformino in fatti.
Anche quest’anno continueremo a “Combattere la povertà e costruire la PACE“, attraverso una vita semplice, la solidarietà e l’uguaglianza tra le persone.

Look at... the video about Duino climbing !

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Tecnica d’arrampicata

FORZA NON E’ SEMPRE UGUALE A SUCCESSO!

Alle volte vediamo climbers + o – forti che per fare un passaggio usano poco i piedi, così il risultato è che invece di arrampicare sembra stiano facendo una trazione. Questo oltre a non essere molto bello da vedersi ha come effetto un elevato consumo di energie. Le donne in questo sono molto più equilibrate e non sono interessate a fare delle trazioni. A loro riesce + naturale pensare a come poter caricare il peso sui piedi che sono il muscolo più forte.
Questo video è un esempio di tutto questo. Mentre il ragazzo supera il tetto trazionando a tutta, la ragazza è molto + equilibrata e lo supera con grazia dopo aver ben posizionato i piedi.
Meditate gente, meditate ! 🙂

Look at... the video about training on a roof

FALESIA DI DUINO

golfo di Trieste

Un panorama mozzafiato sul golfo di Trieste, il castello di Duino a due passi, un sentiero che si sviluppa lungo tutta la falesia tra pini di mare e ginestre. Questa è la location dove si trovano le placche di Duino. Per arrivaci si prende il sentiero Rilke ( da fare almeno una volta ) da Duino ( Ts ) e lo si percorre per circa 100m, sulla destra si trovano le catene per calarsi…
E’ necessaria una corda da 60m.
La difficoltà delle vie si aggira intorno al quinto grado. Alla destra delle placche ( guardando dal mare ) ci sono le vie storiche della falesia.
Ricordarsi di rispettare l’ambiente e possibilmente di evitare di frequentare il posto durante il periodo di riproduzione del falco pellegrino in primavera.

More info: la falesia di Duino – le vie storiche

Un ringraziamento a Laura e a Sergio, i climbers che si vedono nel filmato.

Mandi !

Nel video sottostante si vede la placca dove si trovano le nuove vie, quelle più facili e adatte ai corsi di arrampicata.

Look at... the video about Duino climbing !

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GIUSTO GERVASUTTI

IL FORTISSIMO ALPINISTA FRIULANO

A Cervignano del Friuli si stanno svolgendo una serie di iniziative per ricordare il fortissimo alpinista friulano Giusto Gervasutti, nell’anniversario della sua nascita (Cervignano del Friuli, 17 aprile 1909; Mont Blanc du Tacul, 16 settembre 1946).
Era chiamato fortissimo non a caso perchè grazie all’esperienza acquisita sulle alpi carniche/dolomitiche aveva potuto sviluppare una grande tecnica nell’arrampicata che metterà a frutto quando si trasferirà a Torino per ragioni di studio a 22 anni e si misurerà con le grandi pareti delle Alpi occidentali riuscendo nell’impresa di fare la Parete Est del massiccio delle Grandes Jorasses nel 1942.
Nel ’45, un anno prima della morte, pubblicherà la sua autobiografia, intitolata Scalate nelle Alpi.

“Niente fremiti di gioia. Niente ebbrezza della vittoria.
La mèta raggiunta è già superata.
Direi quasi un senso di amarezza per il sogno diventato realtà.
Credo che sarebbe molto più bello poter desiderare per tutta la vita qualcosa,
lottare continuamente per raggiungerla e non ottenerla mai…
L’uomo felice non dovrebbe avere più nulla da dire, più nulla da fare.
Per mio conto preferisco una felicità irragiungibile,
sempre vicina e sempre fuggente.”

Giusto Gervasutti, il Fortissimo

Mandi di cûr !

Leggi il brano di Gervasutti: nè corda nè chiodo

LO SCUDO

NELLA ROCCIA

Telefono azzurro è una via mitica nel settore Scudo della falesia Napoleonica a Prosecco – TS. La via è alta 19m e il suo grado è 7a+. E’ una buona via per testare la propria preparazione fisica mentale e tecnica. Le prese sono x lo + svasate per cui ci vuole una buona tenuta delle dita oltre a una grande abilità nel posizionare i piedi.
Provare per credere ! 🙂

Nel fattempo godetevi il video:

Look at... the video about Telefono azzurro !

Mandi a ducj !

DAN OSMAN

No ropes, Sin Cuerdas, FREE SOLO

Lassù dove volano le aquile, e dove solo il coraggio di chi ha sangue indiano nelle vene riesce nell’impresa di salire un 7b+ senza corda, free solo !
La via è “Fire in the hole” e si trova a “Cave rock” nel Nevada .
In memoria di Dan Osman ( 11 febbraio 1963 – Yosemite National Park, California, 23 novembre 1998 )

Mandi di cûr !

Look at... Dan Osman's video !

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MOMENTUM

IS GOOD !

E’ uscito lo scorso aprile un video dove un climber americano espone alcune regole tratte dalla sua trentennale esperienza di Guida alpina. Il climber in questione è Matthew Childs, mentre il video si intitola “Talks Matthew Childs’ 9 life lessons from rock climbing“.
Ecco la traduzione della sua presentazione alla TED University:

E’ tutto molto semplice.
In 35 anni di arrampicata ho scoperto che ci sono circa nove regole. E alcune sono alla base di tutto.

Regola #1: Non mollare!
Non mollare — un metodo, veramente, di successo — Spesso si pensa di mollare molto prima che lo faccia il nostro corpo. E allora tenete duro e senz’altro qualche soluzione vi verrà in mente.

Regola #2: Non avere esitazioni!
Questa è un’arrampicata di aderenza, a Tuolumne Meadows, nella parte alta del parco dello Yosemite. In questo tipo di arrampicata basata sull’aderenza non ci sono prese buone da tenere. Ci si arrampica su piccole buche e piccole sporgenze della roccia. La massima aderenza si ha non appena si appoggiano i piedi o le mani sulla roccia. Da quel momento in poi si comincia a scivolare. Così l’istante è importante. Non fermatevi!

Regola #3: Avere un piano !
Questa via è chiamata Naked Edge e si trova a El Dorado Canyon, all’esterno di un Boulder. Il climber sta arrampicando sull’ultimo tratto della via. Proprio dove mi è capitato di volare ! Ci sono circa 300m di vuoto sotto di lui. Tutti i tratti più duri della via sono già stati superati. Quello che spesso succede è che ci si è concentrati solo sul tratto più duro della via, “Come posso superare il pezzo più difficile? Come posso superare il pezzo più difficile? “. Allora che cosa succede? Si arriva all’ultimo tratto. E’ facile. Ma ci si trova con i muscoli completamente ghisati. Non fatelo. E’ meglio pianificare l’utilizzo delle proprie forze in anticipo se si vuole arrivare in cima.

Regola #4: Il singolo movimento è ciò che conta!
Ma non si può nemmeno dimenticare che ogni singolo movimento è importante e bisogna essere in grado di farlo.Questa via è chiamata Dike Route e si trova a Peyrat Dome nella zona alta del parco dello Yosemite. La cosa interessante è che questa via non è così difficile. Ma arrampicando da primo di cordata, al movimento più difficile, ci si rende condo di poter fare un volo di 30m su placche poco inclinate. Pertanto bisogna mantenere la concentrazione. Non vogliamo fermarci a metà strada come succede a Kubla Kahn, il personaggio di Coleridge. Bisogna andare avanti!

Regola #5: Sapere dove fermarsi per recuperare le energie!
E’ sorprendente come i migliori climbers, anche in situazioni difficili, riescano a trovare il modo di fermarsi per riposare, recuperare, calmarsi, concentrarsi e poi continuare.
Questa via si trova a Neadles in California.

Regola #6: la paura ( fa schifo ) si porta via tutte le vostre energie !
La paura, veramente, assorbe tutte le vostre energie perchè avere paura significa non concentrarsi su quello che si sta facendo ma pensare alle conseguenze di una possibile caduta mentre in quel momento per eseguire il movimento avete bisogno di tutta la vostra concentrazione e attenzione mentale.

Regola #7: La tecnica in opposizione è la soluzione!
Nell’arrampicata succede spesso di vedere che le persone iniziano ad arrampicare senza pensare, scegliendo così le soluzioni più ovvie. Questa è la Devils Tower, in Wyoming. si tratta di una formazione rocciosa di basalto, conosciuta da molti per essere stata la scenografia del film “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Solitamente i climbers, qui, iniziano ad arrampicare cercando di mettere piedi e mani nelle fessure. Ma le fessure sono troppo piccole per i piedi e si riesce ad utilizzare solo la punta delle dita mentre i piedi vanno usati in opposizione per spingere sulla roccia e potersi così sollevare.

Regola #8: Forza non significa sempre successo!
La forza non significa sempre successo. Nei 35 anni di Guida alpina e di insegnamento in strutture al coperto ho visto che i ragazzi cercano sempre di fare trazioni. I ragazzi principianti, usano tutta la loro forza per salire i primi 5 metri come se stessero facendo delle trazioni. Possono fare 15 trazioni, giusto? Ma poi rimangono senza energie. Le donne sono molto più equilibrate perchè in loro non c’è l’idea di dover riuscire a fare 100 trazioni. A loro riesce naturale pensare a come poter caricare il peso sui piedi. I piedi ci sostengono tutto il giorno. Allora ricordiamoci che l’equilibrio è molto importante ed anche il riuscire a caricare il peso del nostro corpo sui piedi che sono il muscolo più forte.

Regola #9: Saper cadere! ( Non aver paura di volare )
E naturalmente c’è una regola numero nove. Questa regola mi è venuta in mente in seguito ad una caduta inaspettata di circa 12m in cui mi ruppi una costola. Quando arrivi al punto in cui sai che sta per succedere, bisogna iniziare a pensare come cadere per evitare di farsi del male – come cadere con la corda o, se ci si arrampica senza corda, come cadere in un luogo in cui è possibilie controllare la caduta. Quindi non cercate, in preda alla paura, di evitare il volo perché potrebbe non finire bene. Grazie a tutti! ( applausi )

Regola #10: Enjoy yourself !
E naturalmente per webandana c’è anche una regola numero dieci.
Sempre per nuove emozioni !
Mandi a ducj !

QUERELLE

DE ERTO

DOMANDA: A che cosa servono gli spit ?

RISPOSTA: gli spit sono utilizzati in falesia per assicurare chi sta salendo una via in modo da evitarlgli in caso di volo di arrivare a terra.

Tutto questo teatrino per introdurre una polemica che è nata da una lettera inviata da un climber ad una rivista di arrampicata, nella quale scriveva di essere turbato dall’aver visto nella falesia di Erto aggiungere uno spit sulla via “Sogni di gloria” ( 8b+ ). La sua preoccupazione era dovuta al fatto che aggiungendo un nuovo spit ad una via storica la via venisse in qualche modo snaturata in nome della sicurezza. E che venisse meno il rispetto per chi l’aveva già fatta.
Ad aggiungere lo spit è stato, Gerald Hörhager, lo stesso climber che nel 1987 aveva liberato la via, quindi non un climber qualunque ! 😉
Nell’intervista Gerald spiega che l’aggiunta dello spit era dovuta al fatto che se in quel punto voli arrivi dritto a terra. E adesso che con il passare degli anni l’appoggio per i piedi era diventato un po’ unto la situazione in quel punto della via era ancora + critica.
Dal mio modesto punto di vista questa è una giustificazione + che sufficiente per motivare l’aggiunta di uno spit. E sinceramente mi riesce difficile capire chi si ostina a crirticarlo adducendo motivazioni quali la storicità della via o la paura che anche altri si divertano a fare la stessa cosa.
Magari ci fossero altri climbers che rendono + sicure le nostre falesie aggiungendo degli spit qd la situazione lo richiede. Perchè al primo posto ci dovrebbe sempre essere il rispetto delle nostre vite che valgono + di ogni altra cosa. Se poi qualcuno vuole provare emozioni estreme, facendo soloing, è libero di farlo ma sarà una scelta sua. Per quanto riguarda la storicità della via allora bisogna ricordarsi che anche noi possiamo fare la storia e che tutto può essere migliorato.

Naturalmente mi piacerebbe sentire anche il parere di altri climbers friulani.

Mandi a ducj !

ETERNIT

OVVERO UNA VIA DAVVERO TOSSICA ! 🙂

Eternit è la nuova realizzazione di Manolo, il Mago per intenderci, che nelle dolomiti feltrine ha portato a compimento quest’impresa che ha dell’incredibile se pensate che ormai ha 51anni suonati. La via, infatti, è una placca verticale valutata intorno al  9a che lo stesso Manolo qd vi si era trovato a tu per tu circa 20anni fa aveva pensato fosse impossibile da salire.
Adesso a vent’anni di distanza è riuscito nell’impresa e ha dichiarato che la via è:

“…un assortimento di microliste orizzontali verticali svase e rovesce. Con dei passi decisamente aleatori ma paradossalmente nemmeno tanto difficile da decifrare perchè è così liscia che gli appoggi e gli appigli risaltano immediatamente… il problema è tenerli!”.

Che dire Manolo è come il vino + invecchia e + diventa buono ! 🙂

Mandi di cûr !

LE NUVOLE

NEL CIELO SOPRA LA GRIGNA

sono un po’ tristi !
Con Riccardo Cassin se ne va uno dei padri dell’alpinismo non solo friulano ma del mondo.
Nato in quel di Savorgnano di San Vito al Tagliamento nel 1909,  in cinquant’anni di vita alpinistica aveva compiuto 2500 ascensioni, e aperto 100 nuove vie.

Mandi di cûr,
da ducj i climbers furlans !

Mandi di cûr !

SIAMO MICA

QUI PER DIVERTIRCI ! 🙂

Ovvero il mondo dell’arrampicata e dei climbers visto attraverso gli occhi di Caio, un climber con la passione della grafica.
E’ uscito da non molto, infatti, il libro “Siamo mica qui per divertirci” dove attraverso delle vignette molto simpatiche si raccontano con un po’ d’ironia alcune delle situazioni e delle gag + comuni nel mondo dell’arrampicata.
Una ventata di buon umore e allegria !
Adesso però aspettiamo l’uscita del primo fumetto che ha come protagonisti i climbers 😉
Cliccando sull’immagine sottostante potete accedere al sito dove si può vedere una piccola carrellata di alcuni comix presenti nel libro che è in vendita online ( al prezzo di 16 euro, comprensivo di contributo per spese postali ) e in alcune librerie.

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Vai al sito di caioComix

THE FATHER

OF FREE SOLOING

John Bachar is died while climbing at Dike Wall in Mammoth Lakes, near Bishop, California yesterday.
John è stato uno dei precursori dell’arrampicata in solitaria su vie di alto livello. Oltre ad essere un coetaneo, è da sempre un grande mito per tutti quelli che arrampicano. Basta vedere qualche video per rendersi conto di quello che faceva nella mitica Yosemite Valley.
Tutti si ricordano il volantino che aveva fatto circolare nel 1981 nella Valle:
$10,000 reward for anyone who can follow me for one full day. – John Bachar
In fondo se ne è andato nel posto + bello per un climber, nella sua falesia vicino a casa !

Mandi di cûr !

CLIMBING

@ DUINO CRAG

Partendo da Duino ( Ts ) si percorre il sentiero Rilke ( da fare almeno una volta per la bellezza del panorama ) e dopo circa 100m sulla dx ci sono le catene per calarsi sulle placche. E’ necessaria una corda da 60m.
La difficoltà delle vie si aggira intorno al quinto grado. Alla dx delle placche ( guardando dal mare ) ci sono le vie storiche della falesia.

More info: la falesia di Duino

Un ringraziamento a Laura e a Sergio, i climbers che si vedono nel filmato.

Mandi !

Look at... the video about Duino climbing !

LEGGENDO

I GRAFICI

Il TEST DI AUTOVALUTAZIONE delle proprie potenzialità in arrampicata lo trovate nella sezione training di webandana. Ora il numero dei climbers che lo hanno fatto si aggira intorno a 1500 e quindi si può considerare un campione “statistico” abbastanza significativo che ci permette di mettere insieme i dati e fare una prima valutazione. I dati sono aggregati in base al punteggio e all’area ( tecnica, mentale, fisica ); ad esempio nel grado di difficoltà 5C rientrano tutti quelli che hanno realizzato 20-24 punti; inoltre è fornita anche una visione sintetica, dove per ciascun climber si somma il punteggio ottenuto in ogni area. I risultati ottenuti sono rappresentati da due grafici. Nel primo sono disegnate le curve che rappresentano l’andamento nelle tre aree mentre nel secondo grafico è disegnata la curva che rappresenta in sintesi le potenzialità dei climbers. Sull’asse delle X è rappresentata la DIFFICOLTA’ mentre sull’asse delle Y è rappresentato il NUMERO DI CLIMBERS in percentuale.
Ma come interpretare i risultati?
Dai dati scientifici risulta che la curva delle potenzialità genetiche dei climbers è leggermente diversa avendo una forma a campana cioè ai due estremi sull’asse delle x si collocano pochi climbers mentre il numero di climbers aumenta spostandosi verso il centro. Questo significa che ognuno ha la possibilità di arrampicare intorno ad un livello di 7a che diventa il grado posseduto dalla maggioranza dei climbers.
I nostri grafici evidenziano questa concentrazione del numero di climbers intorno al 7a ma mostrano che c’è anche un numero significativo, superiore al 40%, di climbers che si attestano nella zona tra il 5a e il 6b.
E questo cosa mi sta a significare ? 🙂
Probabilmente molti climbers non dedicano molto tempo ad allenarsi o ad arrampicare, forse per mancanza di tempo o di strutture.
Naturalmente questa è solo un’interpretazione e mi farebbe piacere conoscere qual’è la vostra idea.

Mandi a ducj!

Look at... the charts !

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