A GE-free

giovedì, aprile 15th, 2010

FUTURE

The European Commission has just allowed genetically engineered crops into Europe, ignoring safety concerns of the public interest. I’ve just joined a new EU initiative with Greenpeace, Avaaz and Friends of the Earth – calling for a moratorium on GE crops in the EU. With 1 million citizens’ signatures, we can make an official legal request to the European Commission. Sign below and let’s get to 1 million:

Here you can read more and sign the petition

Thanks!

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A TUTTI I CANDIDATI

martedì, febbraio 9th, 2010

ALLA CARICA DI GOVERNATORE DELLA REGIONE

Il nucleare è una falsa soluzione per il clima, è troppo costoso e tutti i nodi di questa pericolosa tecnologia, compreso lo smaltimento delle scorie radioattive, sono ancora irrisolti.

Il nostro Governo intende riportare il nucleare in Italia, senza consultare i cittadini e scavalcando le competenze delle Regioni in materia di energia. Proprio per questo, 13 Regioni hanno fatto ricorso contro la Legge n.99 del 2009, che prevede l’esclusione delle Regioni dalle scelte relative alla localizzazione degli impianti, attribuendo al Governo il potere di realizzare impianti nucleari anche in Regioni contrarie alla loro realizzazione.

E’ quindi in atto un disegno che mira a delegittimare gli Enti Locali per imporre dall’alto scelte rischiose, sulla pelle dei cittadini. Se Lei verrà eletto avrà, dunque, una grande responsabilità: quella di opporsi a questo progetto per proteggere la Sua Regione e i Suoi cittadini dalla realizzazione di una centrale nucleare o di un deposito di scorie radioattive.

Le chiedo quindi di dichiararsi contrario al nucleare, e di farlo pubblicamente e con chiarezza prima delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, per dare ai cittadini, come me, la possibilità di poter esercitare il proprio voto con consapevolezza.

Sul sito di Greenpeace potete sottoscrivere l’appello ;)

Sign the appeal !

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I CUATRI

mercoledì, gennaio 6th, 2010

DAL TAPÊT ROS

Act Now - Change the Future A son ancjemò in preson i cuatri che àn protestât dilunc le Cunvigne sul clime in chel di Copenhagen. I cuatri a jerin jentràs in te sale dulà che i sorestants a cenavin insiemi cu la regjine di Danimarcje. Nô o domandin ch’a sedin liberàs parcè che fin cumò non son responsabilitâts a lôr caric. Fasin sintiì la nestre vôs ducj insiemi scrivint une letare ai sorestants.

Mandi !

:cool:

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CONTDOWN TO

mercoledì, dicembre 2nd, 2009

COPENHAGEN, Danimarca

Mancano pochi giorni alla Conferenza sul Clima di Copenhagen ( 7 – 18 dic ), noi ci auguriamo che i governi di tutto il mondo si rendano conto dell’importanza di questo evento e che lavorino affinché sia raggiunto un accordo per salvare il clima.
Ecco le proposte di Greenpeace per salvare la terra dai cambiamenti climatici.

E’ scattata l’ORA ZERO. Da oggi, per due settimane, i capi di stato di 100 nazioni decideranno il destino dei nostri figli e forse anche il nostro destino !

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ROCK AND ROLLERS

giovedì, ottobre 15th, 2009

STOP THE TRAFFIC !

E’ sotto gli occhi di tutti, le nostre città sono rese invivibili dal traffico delle automobili che ad ogni ora del giorno le invadono. I parcheggi sotterranei se risolvono il problema del posteggio dell’auto di certo non riducono il numero di auto in circolazione. E così i valori delle polveri sottili presenti nell’aria è in costante aumento e gli sforamenti dei valori consentiti dalla legge per le M10 sono all’ordine del giorno. I nostri politici cosa fanno? Stanno a guardare! Ormai non prendono nemmeno i provvedimenti per limitare il traffico ma si affidano alla speranza che il tempo cambi e ripulisca l’aria.
Allora ci resta solo una cosa da fare

STOP THE TRAFFIC, NOW !

così le nostre strade saranno nuovamente percorribili con i mezzi pubblici, con le biciclette, con i pattini e dai pedoni.
E finalmente le città torneranno a respirare e le persone a vivere !
Qs è quello che possiamo fare a livello locale per dare il nostro contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra. Ma ovviamente questo non basta. Se vogliamo che le cose cambino a livello globale e il riscaldamento del pianeta subisca una riduzione è necessario che i governi si impegnino attuando delle politiche coordinate per:
- ridurre le proprie emissioni di CO2 del 40 per cento (rispetto al livello del 1990) da qui al 2020, e portarle il più vicino possibile a zero entro il 2050;
- fornire risorse finanziarie ai Paesi in Via di Sviluppo pari ad almeno 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020 per lo sviluppo delle rinnovabili, per fermare la distruzione delle ultime foreste tropicali, e per adattarsi agli inevitabili impatti del cambiamento climatico.
Dal 7 al 18 dicembre ci sarà a Copenhagen la Conferenza sul clima, noi ci auguriamo che vi prendano parte tutti i capi di Stato dei paesi industrializzati e che siano prese delle decisioni per intervenire efficacemente sui cambiamenti climatici.
Sul sito di greenpeace è possibili inviare un’e-mail a Silvio per chiedeergli di intervenire direttamente.
MIND OUT…il futuro è nelle nostre mani: se tutti noi parleremo abbastanza forte, con una sola voce, i Grandi della Terra sapranno quanto abbiamo a cuore questo problema e ci ascolteranno.
OUR CLIMATE YOUR DECISION

mandi a ducj !

Look at... the site!

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PRIMA DI COMPRARE

lunedì, ottobre 12th, 2009

PENSA !

a soli quattro mesi dal lancio del nostro rapporto “Amazzonia, che macello” siamo lieti di comunicarvi che i giganti brasiliani della carne e della pelle - JBS/Friboi, Bertin, Minerva e Marfrig - hanno finalmente risposto alle nostre richieste per fermare la deforestazione in Amazzonia. Nel corso della conferenza stampa che abbiamo organizzato a San Paolo, in Brasile, questi grandi produttori hanno unito le loro forze per mettere al bando l’acquisto di capi di bestiame provenienti da aree recentemente deforestate.

La nostra campagna ha funzionato! La strategia vincente è stata quella di fare pressione su grandi marchi globali, attraverso le azioni dirette e il coinvolgimento di decine di migliaia di consumatori. In questo modo aziende italiane come Gucci, Geox e il Gruppo Natuzzi (Divani&Divani) ed altre internazionali come Adidas, Timberland e Nike si sono convinte a spingere i propri fornitori brasiliani verso una soluzione sostenibile per non mettere a rischio importanti rapporti commerciali.

Anche voi siete stati gli artefici di questa importante vittoria. In decine di migliaia, partecipando alla nostra cyberazione, avete mandato e-mail alle più grandi multinazionali scrivendo di non essere disposti ad acquistare scarpe che possono avere un’impronta ecologica devastante sulla foresta amazzonica. Unire le nostre voci ha fatto la differenza: hanno dovuto ascoltarci !

A San Paolo, JBS/Friboi, Bertin, Minerva e Marfrig hanno formalmente dichiarato l’adozione di standard ambientali e sociali che assicureranno che i propri prodotti non provengano da allevamenti o mattatoi responsabili di fenomeni come la deforestazione, l’occupazione di territori indigeni e forme di lavoro schiavile.

Proteggere l’Amazzonia significa salvare il nostro clima. Il 20% delle emissioni di gas serra, infatti, viene causato proprio dalla deforestazione in aree come l’Amazzonia, l’Indonesia o le antiche foreste africane. Continueremo a lavorare duramente fino a quando l’obiettivo Deforestazione Zero non sarà raggiunto.

Seguiteci perché tra 10 settimane soltanto ci sarà a Copenhagen l’incontro dell’Onu sui cambiamenti climatici. Una chance che non possiamo permetterci di perdere per assicurare un futuro al pianeta e tutti i suoi abitanti.

Un piccolo passo in avanti è stato fatto. Adesso si tratta di continuare in quella direzione ;)

Mandi a ducj !

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RISO

giovedì, settembre 24th, 2009

ART

RISO?
L’ITALIA DÀ UN CALCIO AGLI OGM !

Cari cyberattivisti,
un enorme disegno è comparso in una risaia biologica nella provincia di Milano. Nessun segnale extraterrestre. Nessuna minaccia da mondi lontani. Si chiama rice art ed è approdata in Italia grazie ai nostri attivisti. Hanno lavorato tante ore per tracciare la sagoma dello stivale italiano che calcia via gli OGM come si vede bene dalla foto. Vogliamo mandare un messaggio forte al governo italiano e alle autorità europee per impedire l’importazione del riso transgenico.

A livello europeo, infatti, presto si dovrà votare per l’autorizzazione all’importazione del riso Ogm della Bayer (LL62), modificato per resistere a un erbicida tossico, il glufosinato. Il glufosinato è considerato così pericoloso per gli esseri umani e per l’ambiente che presto sarà vietato in Europa.

L’Italia è il principale produttore di riso e di biologico a livello europeo, che senso ha rischiare col riso transgenico? Anche la Bayer ha ammesso che questo riso potrebbe accidentalmente germinare, col rischio di contaminare la produzione nazionale. Non dimentichiamoci poi dei dubbi che permangono sulla sicurezza per il consumo animale e umano degli OGM.

La cyberazione “Risotto agli OGM? No grazie”, che abbiamo lanciato la scorsa settimana, ha superato quota 10.000 firme. Con la vostra mobilitazione possiamo essere ancora di più a chiedere ai governi e alle autorità europee di proteggere i consumatori, gli agricoltori e le coltivazioni dal riso Ogm della Bayer.
Aiutateci a diventare 20.000 !!!

Un’iniziativa che merita senz’altro di essere appoggiata ! ;)

Read... the article !

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LO QUE RESPIRAMOS

sabato, luglio 11th, 2009

ES LA SELVA

Il 22 aprile si festeggia il Giorno della Terra
Ecco l’intervista fatta da Matteo Viviani delle “Iene” a Penty, leader della comunità Bameno.
Qui si capisce cosa succede in un mondo che sembra lontano da noi ma in realtà ci è molto vicino !

Signor Penty, voi chi siete ?
Siamo di nazionalità Waorani, viviamo al di fuoiri della civilizzazione.
Viviamo in una zona intangibile, all’interno del Parco Nazionale ( Yasuni ), riconosciuto da poco come area protetta. Però i miei padri erano guerrieri e già difendevano questa foresta.
Noi Waorani abbiamo vissuto qui liberamente, prima eravamo felici. Ma la realtà è che adesso a causa della civilizzazione noi abbiamo cambiato territorio.

Come siete entrati a contatto con la civiltà ?
Ci hanno trovato dei missionari mentre sorvolavano il nostro territorio.
Gli evangelizzatori sono venuti per dirci che Dio protegge la nostra vita. Così i Waorani hanno creduto che la vita sarebbe migliorata. Ci hanno detto che avremmo vissuto meglio, non sarebbe morto nessuno. Invece ci hanno portato malattie, che per noi erano molto facile prendere come bronchiti, polmoniti, poliomelite. Di queste malattie sono morti molti guerrieri.
Il territorio si è indebolito.
Questa è la civilizzazione.

E poi che cosa è successo ?
Dopo sono arrivati i petrolieri. Ci hanno detto di non ucciderli perchè non ci avrebbero fatto del male. Poi però si sono impadroniti del territorio per estrarre i petrolio. Prima i Waorani non sapevano cosa fosse il petrolio. Non sapevano cosa fossero i dollari.
Adesso le compagnie petrolifere stanno gettando gli scarti nel fiume. Dicono che l’acqua è buona, invece è contaminata. Però alle compagnie petrolifere non importa niente. Loro ci hanno detto che non ci avrebbero fatto del male. Noi faremo soltanto dei sentieri e degli studi sismici, poi abbandoneremo tutto. Invece hanno fatto strade, è arrivata la civilizzazione. Questo ha creato problemi, spazzatura, malattie e tanti altri problemi alla comunità Waorani.
I lavoratori delle compagnie petrolifere vengono qua ad ubriacarsi, indossano vestiti belli, vivono in case di lusso.
La cultura Waorani è cambiata velocemente.
Adesso la nostra gente vuole le cose occidentali. Ma per noi sarebbe meglio ritornare a vivere come abbiamo sempre fatto.
Vivere liberi, cacciare e pescare e non pensare ad un altro mondo.

Di che cosa vivete ?
Ci alimentiamo con quello che ci offre la foresta. Quello che respiriamo è la foresta. Vogliamo vivere nella foresta per sentire solo il rumore degli animali.

Che cosa chiede il popolo Waorani ?
Che il governo dell’ Ecuador rispetti il nostro diritto a vivere. E ci dia un aiuto economico per difendere la nostra terra.
Senza foresta, senza bosco, senza fiume noi tutti siamo destinati a scomparire.
Vi siete presi abbastanza territorio Waorani. I nostri padri ci hanno difeso con queste lance. Quando arriveranno i petrolieri non li faremo passare. Sarà una guerra.
La foresta è come una madre. Se fai del male ad una madre, i figli non possono vivere senza.
Questo è il messaggio che diamo al mondo, che sappiano !
Quando uno dice basta è basta !
Per questo devo stare vicino alla mia gente, per difendere la nostra vita e la foresta.

Guardate il video di greenpeace dedicato all’ Earth Day

Qui potete firmare la petizione x chiedere ai leader politici di partecipare alla conferenza di dicembre prossimo a Copenhagen dove si discuterà sui cambiamenti climatici.

Look at... the pictures about Waorani

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ON THE ROAD

mercoledì, luglio 8th, 2009

AGAIN

Mancano 151 giorni alla Conferenza ONU sui cambiamenti climatici che si terrà in dicembre a Copenhagen. È l’ultima opportunità: se non sarà raggiunto un accordo sulla riduzione immediata delle emissioni di gas serra, le possibilità di arginare gli effetti più catastrofici dei cambiamenti climatici saranno compromesse per sempre.

E’ online la piattaforma web “Road to Copenhagen” con l’obiettivo di informare e mobilitare attorno alle proposte di Greenpeace, e fare pressione sui politici.

Vi chiediamo di visitare il sito “Road to Copenhagen” e partecipare. Ma non basta. È di fondamentale importanza invitare anche i vostri amici a seguirci. Se ognuno di voi riuscisse a coinvolgere 1, 2, anche 5 amici e più, convincendoli a diventare cyberattivisti, sarebbe un grande colpo per tutte le attività che abbiamo in previsione. Perché Copenhagen è davvero l’ultima chiamata!

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ROLLERLOVE

giovedì, ottobre 16th, 2008

OVVERO COME MUOVERSI IN CITTA’ SENZA INQUINARE

Forse non sarebbe male come idea se nelle nostre città il traffico privato di auto fosse limitato allo stretto necessario, i mezzi pubblici potenziati e come nelle strade delle città cinesi di qualche anno fa si vedessero girare flotte di biciclette e pattini . L’aria diventerebbe + respirabile, il traffico + scorrevole e la nostra vita meno stressata. Ma tutto questo sembra un’utopia, come possiamo fare a meno della nostra cara auto ?

Così la Commissione per l’Ambiente del Parlamento Europeo si limita a chiedere ai diversi Stati di ridurre le emissioni di CO2 a 120g x km guidato a partire dal 2012.
Ma anche la Direttiva europea sembra troppo ristrettiva per la lobby dell’industria automobilistica, se come si apprende dal sito di Greenpeace :
The German car industry is lobbying hard to stop European lawmakers from setting tough emissions standards. They want to carry on building heavier, less efficient luxury cars.
Now that the European Parliament’s Environment Committee has voted for standards, starting in 2012, industry lobbyists and the German government are trying to wreck the proposal.

Che dire , che sia il caso di regalare un paio di pattini ad Angela Merkel ? ;)

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FINLANDIA

giovedì, agosto 14th, 2008

TROUBLES

Se ce ne fosse stato bisogno ecco che arriva dalla Finlandia la conferma di quanto anche i reattori di 3 generazione siano inaffidabili e soprattutto costosi.
Leggendo il blog di Greenpeace si apprende quanto sta accadendo alla centrale nucleare di Olkiluoto in Finlandia:
” Documents seen by Greenpeace show that French company Areva is failing to implement vital safety procedures in the troubled construction of its prototype European Pressurized Water Reactor (EPR) in Olkiluoto, Finland. As well as being 2-3 years behind schedule, 70 per cent over budget, and experiencing 1,500 construction defects along with a damaging fire, the reactor’s safety cannot be guaranteed. ”

Adesso lo sappiamo ! ;)

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