CONTDOWN TO

COPENHAGEN, Danimarca

Mancano pochi giorni alla Conferenza sul Clima di Copenhagen ( 7 – 18 dic ), noi ci auguriamo che i governi di tutto il mondo si rendano conto dell’importanza di questo evento e che lavorino affinché sia raggiunto un accordo per salvare il clima.
Ecco le proposte di Greenpeace per salvare la terra dai cambiamenti climatici.

E’ scattata l’ORA ZERO. Da oggi, per due settimane, i capi di stato di 100 nazioni decideranno il destino dei nostri figli e forse anche il nostro destino !

ROCK AND ROLLERS

STOP THE TRAFFIC !

E’ sotto gli occhi di tutti, le nostre città sono rese invivibili dal traffico delle automobili che ad ogni ora del giorno le invadono. I parcheggi sotterranei se risolvono il problema del posteggio dell’auto di certo non riducono il numero di auto in circolazione. E così i valori delle polveri sottili presenti nell’aria è in costante aumento e gli sforamenti dei valori consentiti dalla legge per le M10 sono all’ordine del giorno. I nostri politici cosa fanno? Stanno a guardare! Ormai non prendono nemmeno i provvedimenti per limitare il traffico ma si affidano alla speranza che il tempo cambi e ripulisca l’aria.
Allora ci resta solo una cosa da fare

STOP THE TRAFFIC, NOW !

così le nostre strade saranno nuovamente percorribili con i mezzi pubblici, con le biciclette, con i pattini e dai pedoni.
E finalmente le città torneranno a respirare e le persone a vivere !
Qs è quello che possiamo fare a livello locale per dare il nostro contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra. Ma ovviamente questo non basta. Se vogliamo che le cose cambino a livello globale e il riscaldamento del pianeta subisca una riduzione è necessario che i governi si impegnino attuando delle politiche coordinate per:
ridurre le proprie emissioni di CO2 del 40 per cento (rispetto al livello del 1990) da qui al 2020, e portarle il più vicino possibile a zero entro il 2050;
fornire risorse finanziarie ai Paesi in Via di Sviluppo pari ad almeno 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020 per lo sviluppo delle rinnovabili, per fermare la distruzione delle ultime foreste tropicali, e per adattarsi agli inevitabili impatti del cambiamento climatico.
Dal 7 al 18 dicembre ci sarà a Copenhagen la Conferenza sul clima, noi ci auguriamo che vi prendano parte tutti i capi di Stato dei paesi industrializzati e che siano prese delle decisioni per intervenire efficacemente sui cambiamenti climatici.
Sul sito di greenpeace è possibili inviare un’e-mail a Silvio per chiedeergli di intervenire direttamente.
MIND OUT…il futuro è nelle nostre mani: se tutti noi parleremo abbastanza forte, con una sola voce, i Grandi della Terra sapranno quanto abbiamo a cuore questo problema e ci ascolteranno.
OUR CLIMATE YOUR DECISION

mandi a ducj !

LO QUE RESPIRAMOS

ES LA SELVA

Il 22 aprile si festeggia il Giorno della Terra
Ecco l’intervista fatta da Matteo Viviani delle “Iene” a Penty, leader della comunità Bameno.
Qui si capisce cosa succede in un mondo che sembra lontano da noi ma in realtà ci è molto vicino !

Signor Penty, voi chi siete ?
Siamo di nazionalità Waorani, viviamo al di fuoiri della civilizzazione.
Viviamo in una zona intangibile, all’interno del Parco Nazionale ( Yasuni ), riconosciuto da poco come area protetta. Però i miei padri erano guerrieri e già difendevano questa foresta.
Noi Waorani abbiamo vissuto qui liberamente, prima eravamo felici. Ma la realtà è che adesso a causa della civilizzazione noi abbiamo cambiato territorio.

Come siete entrati a contatto con la civiltà ?
Ci hanno trovato dei missionari mentre sorvolavano il nostro territorio.
Gli evangelizzatori sono venuti per dirci che Dio protegge la nostra vita. Così i Waorani hanno creduto che la vita sarebbe migliorata. Ci hanno detto che avremmo vissuto meglio, non sarebbe morto nessuno. Invece ci hanno portato malattie, che per noi erano molto facile prendere come bronchiti, polmoniti, poliomelite. Di queste malattie sono morti molti guerrieri.
Il territorio si è indebolito.
Questa è la civilizzazione.

E poi che cosa è successo ?
Dopo sono arrivati i petrolieri. Ci hanno detto di non ucciderli perchè non ci avrebbero fatto del male. Poi però si sono impadroniti del territorio per estrarre i petrolio. Prima i Waorani non sapevano cosa fosse il petrolio. Non sapevano cosa fossero i dollari.
Adesso le compagnie petrolifere stanno gettando gli scarti nel fiume. Dicono che l’acqua è buona, invece è contaminata. Però alle compagnie petrolifere non importa niente. Loro ci hanno detto che non ci avrebbero fatto del male. Noi faremo soltanto dei sentieri e degli studi sismici, poi abbandoneremo tutto. Invece hanno fatto strade, è arrivata la civilizzazione. Questo ha creato problemi, spazzatura, malattie e tanti altri problemi alla comunità Waorani.
I lavoratori delle compagnie petrolifere vengono qua ad ubriacarsi, indossano vestiti belli, vivono in case di lusso.
La cultura Waorani è cambiata velocemente.
Adesso la nostra gente vuole le cose occidentali. Ma per noi sarebbe meglio ritornare a vivere come abbiamo sempre fatto.
Vivere liberi, cacciare e pescare e non pensare ad un altro mondo.

Di che cosa vivete ?
Ci alimentiamo con quello che ci offre la foresta. Quello che respiriamo è la foresta. Vogliamo vivere nella foresta per sentire solo il rumore degli animali.

Che cosa chiede il popolo Waorani ?
Che il governo dell’ Ecuador rispetti il nostro diritto a vivere. E ci dia un aiuto economico per difendere la nostra terra.
Senza foresta, senza bosco, senza fiume noi tutti siamo destinati a scomparire.
Vi siete presi abbastanza territorio Waorani. I nostri padri ci hanno difeso con queste lance. Quando arriveranno i petrolieri non li faremo passare. Sarà una guerra.
La foresta è come una madre. Se fai del male ad una madre, i figli non possono vivere senza.
Questo è il messaggio che diamo al mondo, che sappiano !
Quando uno dice basta è basta !
Per questo devo stare vicino alla mia gente, per difendere la nostra vita e la foresta.

Guardate il video di greenpeace dedicato all’ Earth Day

Look at... the pictures about Waorani

ROLLERLOVE

OVVERO COME MUOVERSI IN CITTA’ SENZA INQUINARE

Forse non sarebbe male come idea se nelle nostre città il traffico privato di auto fosse limitato allo stretto necessario, i mezzi pubblici potenziati e come nelle strade delle città cinesi di qualche anno fa si vedessero girare flotte di biciclette e pattini . L’aria diventerebbe + respirabile, il traffico + scorrevole e la nostra vita meno stressata. Ma tutto questo sembra un’utopia, come possiamo fare a meno della nostra cara auto ?

Così la Commissione per l’Ambiente del Parlamento Europeo si limita a chiedere ai diversi Stati di ridurre le emissioni di CO2 a 120g x km guidato a partire dal 2012.
Ma anche la Direttiva europea sembra troppo ristrettiva per la lobby dell’industria automobilistica, se come si apprende dal sito di Greenpeace :

The German car industry is lobbying hard to stop European lawmakers from setting tough emissions standards. They want to carry on building heavier, less efficient luxury cars.
Now that the European Parliament’s Environment Committee has voted for standards, starting in 2012, industry lobbyists and the German government are trying to wreck the proposal.

Che dire , che sia il caso di regalare un paio di pattini ad Angela? 😉