UN ESPRESSO

…  DI STUPIDAGGINI

Nell’ultimo numero de l’Espresso è comparso un’articolo dal titolo “We speak Furlân“, dove ancora una volta si attacca il friulano. In particolare si cerca di far credere che i soldi spesi per sostenere la LINGUA FRIULANA siano soldi buttati alla bora.
Si racconta dell’Arlef e della rivista scientifica che l’Arlef pubblica come di qualcosa che serve solo ad aggiornare i termini scientifici. La rivista scientifica si chiama “gjornâl furlan des siencis” e gli articoli sono scritti in friulano e in inglese. La rivista è divisa in tre sezioni ricercjis (articui cun contignûts origjinâi par furlan e inglês ), rassegnis ( articui di alte divulgazion sientifiche ) e recensions ed ha un alto valore scientifico intervenendo con articoli che aggiornano sullo stato della ricerca scientifica.
Si racconta anche del GRANT DIZIONARI BILENGÂL TALIAN-FURLAN come di un opera costosa, non ancora finita e di cui non esiste una versione cartacea. In un nostro post abbiamo già spiegato che il lavoro per la realizzazione del dizionario è durato 10 anni e che ora il dizionario è consultabile online oppure scaricabile sul proprio PC. Il motivo per cui non è stata fatta una copia cartacea è per evitare un costo inutile visto che il dizionario è in continuo aggiornamento. Se da Stoccolma sono venuti in Friuli per chiederci come è stato fatto allora capite che senz’altro qualcosa di buono è stato fatto.
Se poi si vuole ad ogni costo sostenere che il friulano è un business bipartisan allora noi crediamo che gli sprechi si trovino un po’ ovunque ma non va mai fatta di un erba un fascio.

la patrie dal friul

Furlans in uaite !

😉

FRIULI

Credo che un buon proposito per il nuovo anno sia far chiarezza sulla nostra identità di friulani, ad incominciare dal nome della nostra Regione. Un nome è come una carta d’identità, è come guardarsi allo specchio e vederci riflesso quello che siamo. E sul nostro specchio noi dovremmo trovarci riflesso il Friuli, la nostra Regione, e non la Venezia e la Giulia che non si capisce cosa hanno a che fare con i friulani. I Dogi di Venezia se ne sono andati da un pezzo e l’unico segno del loro passaggio dovrebbero, ormai, essere solo gli edifici architettonici. Per quanto riguarda la Giulia non c’è traccia di questo nome nelle carte geografiche precedenti. Ecco una battaglia che Onde Furlane potrebbe portare avanti, buttare a mare la denominazione FVG, che fa tanto ferrovie dello Stato, e sostituirla con
F R I U L I ! 😎
Ma questo non è l’unico proposito per il 2008.
C’è n’è un altro che URGE !
Si tratta del TGR, ovvero il telegiornale regionale della RAI, e il GRR, ovvero il giornale radio regionale. Anche in questo caso l’identità dei friulani è messa sotto i piedi. A condurre i TGR e i GRR sono quasi esclusivamente, se si escludono i corrispondenti, giornalisti non-friulani. Allora mi chiedo non sarebbe meglio che almeno una parte dei giornalisti fosse in grado di parlare e scrivere in friulano per realizzare una parte dei servizi in friulano? Questo senz’altro sarebbe una cosa importantissima perchè, + di ogni legge di tutela, permetterebbe alla nostra lingua di essere viva e a noi friulani di sentirci una nazione. In questo modo forse i friulani, vedendo che il friulano è utilizzato nei mass-media, troverebbero il coraggio per vincere l’atavica vergona di parlare la propria lingua!

Bon Nadâl BON FINIMENT E BON PRINCIPI A DUCJ !