LA GOLETTA VERDE

martedì, giugno 29th, 2010

ALLA MARINA DI SAN GIORGIO DI NOGARO

La Goletta Verde di Legambiente ha fatto tappa in questi giorni ( 28/29 ) a S. Giorgio di Nogaro e stamattina in una conferenza stampa è stato rilasciato il rapporto sull’inquinamento del mare che bagna il litorale friulano. Ecco in sintesi cosa è emerso:

Le minacce più gravi per il mare e i 111 chilometri di coste friulane arrivano dalle foci dei fiumi, che rappresentano quattro dei sei punti critici rilevati. Fortemente inquinate la foce dell’Aussa-Corno, dell’Isonzo, dello Stella e del Tagliamento.
Gravemente contaminati anche i punti campionati nei comuni di Lignano Sabbiadoro e Monfalcone, nelle località Pantanel e Marina Julia, a valle del depuratore che sbocca in laguna il primo e di fronte al lido il secondo.

“Le analisi di Goletta Verde sono un forte grido d’allarme: mettono in evidenza una situazione di gravissimo deterioramento dei fiumi, e quindi del mare friulano – ha commentato Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde – proprio nell’anno in cui è entrata in vigore la nuova normativa sulla balneabilità, con limiti assai più permissivi rispetto alla precedente Dpr 470/1982.
È del tutto evidente come la grave contaminazione microbiologica dei fiumi friulani sia legata a doppio filo con reti fognarie e servizi depurativi deficitari.
Di più, come dimostrano i monitoraggi effettuati anche sul canale in località Fossalon del comune di Grado e sulle acque del fiume Isonzato prelevate nel comune di San Canzian d’Isonzo, in località Terranova, entrambi usciti gravemente inquinati, la contaminazione microbiologica di corsi d’acqua e mare è frutto di un sistema depurativo non solo scarsamente efficace, ma in alcuni casi totalmente assente. E come se non bastasse, ai casi di scarsa depurazione, si aggiungono anche quelli di cattiva manutenzione delle condutture. Lo dimostra il campionamento fatto a largo della costa Triestina, lungo la conduttura del depuratore di Servola, dove a causa di una falla l’acqua è risultata essere gravemente inquinata, con livelli di contaminazione di oltre sei volte superiori ai limiti di legge. Ciliegina sulla torta: la falla in questione si trova proprio in prossimità dell’Area Marina Protetta di Miramare.”

“Siamo al paradosso – denuncia Giorgio Cavallo, presidente Legambiente Fvg – anziché salvaguardare le nostre risorse naturali più preziose, investire nelle riserve di biodiversità lasciamo che le Aree marine protette vengano contaminate direttamente dalle fogne. Per la tutela dell’Alto Adriatico occorrerebbe, invece, avviare protocolli di intesa per una gestione integrata e coordinata delle politiche ambientali tra tutti gli Stati che affacciano su questo delicatissimo tratto di mare. Politiche che dovrebbero prendere in considerazione non solo la qualità delle acque, ma anche le attività di pesca, portualità e trasporto marittimo commerciale, senza dimenticare le infrastrutture energetiche”

Le cattive notizie per le coste friulane non si fermano alla insufficiente depurazione, ma arrivano anche dalle coste e si chiamano cemento abusivo vista mare e pesca di frodo. Tra abusi edilizi sul denamio marittimo, pesca illegale, scarichi abusivi e infrazioni al codice della navigazione, sono 1,6 le illegalità per chilometro di costa di questa Regione.

Per avere una prospettiva positiva bisogna prendere in considerazione l’andamento degli illeciti sulle coste: nel 2009 erano 4,1 per chilometro, contro gli 1,6 di quest’anno.

I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che viaggia via terra e vengono effettuate le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

Tag:, , , , ,

LA NOSTRA VITA

giovedì, marzo 4th, 2010

SCORRE LUNGO I NOSTRI FIUMI

Un interessante comunicato del wwf fvg prova a dare una spiegazione al fenomeno dell’erosione sulle sponde del Torre.
Un fenomeno complesso che finora non è stato compreso da chi ci amministra e che ha comportato delle conseguenze anche sulle nostre coste.

Le piogge che hanno colpito il Friuli negli ultimi giorni del 2009 hanno messo in evidenza il pericolo di erosione delle scarpate fluviali del Torre e molti inesperti hanno interpretato il fenomeno come conseguenza dell’eccesso di inerti in alveo, che costituirebbero motivo di deviazione delle correnti d’acqua.

Questa interpretazione risulta però contraria alla realtà: infatti i “cumuli” citati non sono depositi recenti, ma quanto resta di un piano preesistente, più elevato e ampio, continuo, che si raccordava con le restanti aree golenali. Nel tempo, il letto del fiume si è abbassato, l’alveo si è ristretto, l’acqua si è trovata confinata in fascia limitata: così la stessa portata comporta il doppio dello spessore d’acqua (profondità) e una maggior capacità di erosione laterale.

Come numerosi studi hanno dimostrato, l’abbassamento dell’alveo è conseguenza di escavazioni e della presenza di dighe sull’Isonzo, strutture che intrappolano le ghiaie. Quanto ai fenomeni di erosione laterale, si sono accentuati dopo il 2000, successivamente alle consistenti estrazioni di inerti di questi anni (per es. a Zompitta, ma non solo).

È quindi plausibile che sia successo questo: la depressione creata dal prelievo di inerti diventa sede di cattura dei sedimenti in transito durante le piene; l’acqua a valle dell’area oggetto di interventi risulta perciò più “pulita”; questo comporta una crescita della sua velocità di scorrimento e una sua maggiore energia; conseguentemente vengono accresciuti sia il rischio che alla prima curva, al primo pilone, alla prima opera longitudinale mal posizionata l’acqua produca effetti dirompenti, ad esempio scalzamento di arginatura o di ponti (come accadde a Chiopris Viscone e Povoletto), sia la capacità di erosione laterale.

Un intervento corretto sarà teso a favorire la controllata divagazione laterale della corrente per allungare il letto del fiume e ridurne la pendenza. Cioè l’’satto contrario di quando si opera con un intervento di asportazione dei “cumuli” (accusati di essere causa di deviazione della corrente verso le sponde) e di posa di pietrame di grosse dimensioni, che limita la possibilità di deviazione laterale. In tal caso, infatti, l’acqua viene costretta entro un ristretto ambito, come in uno scivolo, e guadagna ulteriori velocità ed energia.

Pertanto, studiate movimentazioni di inerti (certamente non asportazioni) sono utili, ma devono seguire ad una accurata valutazione a scala di bacino imbrifero; alla stessa scala vanno valutate opere di rinaturalizzazione delle sponde; ancora una volta l’esatto contrario di quanto vien fatto correntemente, con ricognizioni limitate a ristrette zone ove più comoda e redditizia è l’estrazione di inerti. L’incapacità di ragionare a livello di bacino è del resto evidente anche nel fenomeno dell’erosione costiera, determinata non solo dall’innalzamento progressivo del livello del mare, ma anche, appunto, dal mancato apporto di sedimenti fluviali.

La macchia nera lungo il lambro

Tag:, , , , , ,

IL SARCOFAGO

venerdì, aprile 24th, 2009

DEGLI INGANNI !

Una volta gli egiziani ci mettevano le mummie perchè credevano nel proseguimento dell’esistenza fisica dei defunti nell’aldilà, ora ci si racchiudono i reattori delle Centrali Nucleari e, udite udite, adesso si sta pensando di racchiudere con una bella colata di cemento anche un tratto di costa altamente inquinato. Si tratta, purtroppo, di un pezzo della nostra bellissima costiera triestina e per essere + precisi della zona di fronte a Muggia. Ebbene sì, per anni nessuno si è accorto di niente e i camion, sembra di un cantiere non troppo distante, andavano a scaricare rifiuti di ogni tipo in quel tratto di costa dove le ultime forti mareggiate erodendo ampi tratti di costa hanno senz’altro causato un forte inquinamento del mare per la presenza di metalli pesanti (tipo il cadmio) tra i rifiuti. Ora il Sindaco in un’intervista dice ai cittadini di non preoccuparsi perchè il problema verrà risolto. Una commissione sta decidendo se ripulire completamente l’area o coprire tutto con un getto di cemento. Purtroppo quest’ultima soluzione sembra la + probabile. Ripulire tutta l’area richiederebbe, infatti, movimentare tanto di quel materiale che ci vorrebbero 3000 viaggi avanti e indietro dei camion e il costo si aggirerebbe intorno ai 12.000 euro. Un costo notevole per la Regione che proprio in questo periodo, ironia della sorte, sta valutando la proposta di istituire un Parco Marino sulle Rive di Trieste che dovrebbe anche servire da centro studi sullo stato del mare. Insomma, da una parte si lascia che gli interessi economici prevalgano su quelli ambientali e si fa finta di non vedere che qualcuno scarica i propri rifiuti sul demanio pubblico, dall’altra si vuole rilanciare la città di Trieste costruendo un Parco Marino che avrebbe come fine quello di far conoscere e tutelare il mare. Una bella contraddizione non c’è che dire ! ;)
E naturalmente se cercate un responsabile non lo troverete, infatti nella Pubblica Amministrazione è lecito far finta di niente !
L’idea del Parco marino è nata dalle ceneri del progetto per la candidatura di Trieste per l’ Expo. Adesso a Trieste si prova a rilanciare la città con questa idea che prevede una spesa di 44 milioni di euro di cui circa metà sarebbero sostenuti dalla Regione. A parte le valutazioni sui costi effettivi per la realizzazione di un simile opera mi sembra evidente che prima di impegnarsi in una opera dai costi così alti sia da valutare la sua effettiva necessità e se non sia meglio per la Regione trovare soluzioni meno costose e + efficaci per aiutare la città di Trieste.
Ultima novità delle scorse settimane è la decisione del Sindaco di Trieste di multare con un’ammenda salata chi fa plinplin in città. La sua giustificazione è stata che se la multa da pagare fosse stata inferiore tutti se ne sarebbero infischiati. Sacrosante parole peccato che sono valide solo per i cittadini e non per gli amministratori ;)

Furlans in uaite ! ;)

Look at... Sistiana Bay VIDEO

Tag:, , , , , ,