A 33 dalla sua scomparsa, vorrei rendere omaggio a Pier Paolo Pasolini, artista e intellettuale friulano.
“A vignarà ben il dì che il Friul al si inecuarzarà di vei na storia, un passat, na tradizion!…”
e, o zonti, non si vergognarà plui di fevelà par furlan !
E’ questo il dilemma che acutamente presentava Pasolini quando distingueva fra uno sviluppo quantitativo e un progresso qualitativo della vita. Non sempre, infatti, all’aumento della ricchezza materiale corrisponde una vita qualitativamente migliore che si traduce in una maggiore felicità per le persone. Ma di questo non sembrano curarsi i nostri amministratori che dimostrano, sempre più, di essere interessati allo sviluppo economico e di non tenere in molta considerazione quali effetti avranno le loro scelte sulla vita delle persone. Per far fronte a questa mancanza di responsabilità nascono i comitati spontanei di cittadini. A coordinarli in Friuli c’è il cordicom, che si occupa di portare avanti tutte le iniziative dei Comitati dando loro voce. Lorenzo Zorzenone, presidente del cordicom, conduce a Onde Furlane una trasmissione dove raccoglie le testimonianze delle lotte dei comitati. Oggi venivano intervistati telefonicamente, un rappresentante del comitato spontaneo del Torre e un rappresentante del comitato per la tutela del monte S. Lorenzo di Maniago.
Nel primo caso veniva presentato il problema della nuova discarica che si vorrebbe realizzare nei pressi di Beivars, a poca distanza dalle scuole, sulle sponde del Torre. Per discutere del problema ci sarà un’assemblea pubblica presso il bar “La cooperativa” di Beivars, venerdì 22 febbraio alle ore 20.30 .
Nel secondo caso veniva presentato il problema della cava che il cementificio vorrebbe realizzare sul monte S.Lorenzo abbassando la montagna di 52m e distruggendo un bene culturale di grande valore dato che sul monte sono state ritrovate le tracce di insediamenti preistorici. Per sabato 23 febbraio alle ore 17.00 è prevista un’assemblea presso il teatro Verdi di Maniago per discutere come continuare a difendere il monte.