LA NOSTRA VITA

giovedì, marzo 4th, 2010

SCORRE LUNGO I NOSTRI FIUMI

Un interessante comunicato del wwf fvg prova a dare una spiegazione al fenomeno dell’erosione sulle sponde del Torre.
Un fenomeno complesso che finora non è stato compreso da chi ci amministra e che ha comportato delle conseguenze anche sulle nostre coste.

Le piogge che hanno colpito il Friuli negli ultimi giorni del 2009 hanno messo in evidenza il pericolo di erosione delle scarpate fluviali del Torre e molti inesperti hanno interpretato il fenomeno come conseguenza dell’eccesso di inerti in alveo, che costituirebbero motivo di deviazione delle correnti d’acqua.

Questa interpretazione risulta però contraria alla realtà: infatti i “cumuli” citati non sono depositi recenti, ma quanto resta di un piano preesistente, più elevato e ampio, continuo, che si raccordava con le restanti aree golenali. Nel tempo, il letto del fiume si è abbassato, l’alveo si è ristretto, l’acqua si è trovata confinata in fascia limitata: così la stessa portata comporta il doppio dello spessore d’acqua (profondità) e una maggior capacità di erosione laterale.

Come numerosi studi hanno dimostrato, l’abbassamento dell’alveo è conseguenza di escavazioni e della presenza di dighe sull’Isonzo, strutture che intrappolano le ghiaie. Quanto ai fenomeni di erosione laterale, si sono accentuati dopo il 2000, successivamente alle consistenti estrazioni di inerti di questi anni (per es. a Zompitta, ma non solo).

È quindi plausibile che sia successo questo: la depressione creata dal prelievo di inerti diventa sede di cattura dei sedimenti in transito durante le piene; l’acqua a valle dell’area oggetto di interventi risulta perciò più “pulita”; questo comporta una crescita della sua velocità di scorrimento e una sua maggiore energia; conseguentemente vengono accresciuti sia il rischio che alla prima curva, al primo pilone, alla prima opera longitudinale mal posizionata l’acqua produca effetti dirompenti, ad esempio scalzamento di arginatura o di ponti (come accadde a Chiopris Viscone e Povoletto), sia la capacità di erosione laterale.

Un intervento corretto sarà teso a favorire la controllata divagazione laterale della corrente per allungare il letto del fiume e ridurne la pendenza. Cioè l’’satto contrario di quando si opera con un intervento di asportazione dei “cumuli” (accusati di essere causa di deviazione della corrente verso le sponde) e di posa di pietrame di grosse dimensioni, che limita la possibilità di deviazione laterale. In tal caso, infatti, l’acqua viene costretta entro un ristretto ambito, come in uno scivolo, e guadagna ulteriori velocità ed energia.

Pertanto, studiate movimentazioni di inerti (certamente non asportazioni) sono utili, ma devono seguire ad una accurata valutazione a scala di bacino imbrifero; alla stessa scala vanno valutate opere di rinaturalizzazione delle sponde; ancora una volta l’esatto contrario di quanto vien fatto correntemente, con ricognizioni limitate a ristrette zone ove più comoda e redditizia è l’estrazione di inerti. L’incapacità di ragionare a livello di bacino è del resto evidente anche nel fenomeno dell’erosione costiera, determinata non solo dall’innalzamento progressivo del livello del mare, ma anche, appunto, dal mancato apporto di sedimenti fluviali.

La macchia nera lungo il lambro

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SVILUPPO

giovedì, febbraio 21st, 2008

O PROGRESSO ?

E’ questo il dilemma che acutamente presentava Pasolini quando distingueva fra uno sviluppo quantitativo e un progresso qualitativo della vita. Non sempre, infatti, all’aumento della ricchezza materiale corrisponde una vita qualitativamente migliore che si traduce in una maggiore felicità per le persone. Ma di questo non sembrano curarsi i nostri amministratori che dimostrano, sempre più, di essere interessati allo sviluppo economico e di non tenere in molta considerazione quali effetti avranno le loro scelte sulla vita delle persone. Per far fronte a questa mancanza di responsabilità nascono i comitati spontanei di cittadini. A coordinarli in Friuli c’è il cordicom, che si occupa di portare avanti tutte le iniziative dei Comitati dando loro voce. Lorenzo Zorzenone, presidente del cordicom, conduce a Onde Furlane una trasmissione dove raccoglie le testimonianze delle lotte dei comitati. Oggi venivano intervistati telefonicamente, un rappresentante del comitato spontaneo del Torre e un rappresentante del comitato per la tutela del monte S. Lorenzo di Maniago.
Nel primo caso veniva presentato il problema della nuova discarica che si vorrebbe realizzare nei pressi di Beivars, a poca distanza dalle scuole, sulle sponde del Torre. Per discutere del problema ci sarà un’assemblea pubblica presso il bar “La cooperativa” di Beivars, venerdì 22 febbraio alle ore 20.30 .
Nel secondo caso veniva presentato il problema della cava che il cementificio vorrebbe realizzare sul monte S.Lorenzo abbassando la montagna di 52m e distruggendo un bene culturale di grande valore dato che sul monte sono state ritrovate le tracce di insediamenti preistorici. Per sabato 23 febbraio alle ore 17.00 è prevista un’assemblea presso il teatro Verdi di Maniago per discutere come continuare a difendere il monte.

Ascolta Radio Onde Furlane: Comitato del Torre

Ascolta Radio Onde Furlane: SOS Monte S. Lorenzo

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