IL POZZO DI GRUPIGNANO

COSTRUITO NEL 1890

Dopo aver utilizzato per secoli l’acqua del vicino Natisone e quella derivata dalle rogge, alla fine dell’Ottocento gli abitanti di Grupignano, sobborgo di Cividale, decisero di costruire un pozzo per l’acqua potabile.
Nel 1887 il Comune di Cividale del Friuli fece progettare dall’ingegnere Giovanni Manzini il pozzo. Inizialmente si pensò di scavarlo nei pressi della Chiesa, ma, in seguito per servire un maggior numero di abitanti, si decise di realizzarlo al centro del borgo.
Il 20 gennaio 1889 si stipulava il contratto dei lavori con Domenico Zanetti di Cividale del Friuli: per la somma di lire 1538, egli si assumeva l’incarico di approfondire fino a 20 metri la canna del pozzo.
Il 21 giugno 1889 si raggiungeva la profondità di 15 metri, nel mese seguente si scendeva di altri 10 m. Il primo strato d’acqua si trovava a circa 24m, ma dopo tre giorni l’acqua scompariva, assorbita dal terreno.
L’opera di scavo era condotta da Antonio Juan detto Gallius, che in altri mesi di duro lavoro raggiunse, attraversando spessi strati di roccia, il secondo livello d’acqua a 57 metri. Il pozzo verrà completato con l’anello esterno del parapetto, la vera, su cui si innalzava il cimiero a sostegno della carrucola per far scorrere la corda con il secchio.
Ai primi di luglio 1890 il pozzo entrerà in funzione, ma in settembre essendo già asciutto verrà approfondito di altri tre metri permettendo all’acqua di sgorgare nuovamente alla temperatura costante di 11° C.
In seguito si scavò ancora, raggiungendo i 67 m e in questo modo la colonna d’acqua disponibile era mediamente di 1,85 m, con variazioni nel corso dell’anno da 70 cm a 3 metri.
Il costo finale ammonterà a 7261,25 lire.
Il pozzo di Grupignano, con i suoi 67 m, risulta il più profondo tra i 15 pozzi ( 8 pubblici e 7 privati ) censiti nel cividalese l’anno 1895.
Nel 1920 si inaugurò l’acquedotto Pojana e a Grupignano si collocarono diverse fontane pubbliche.
Nel 1922 il pozzo, non + necessario, sarà chiuso con un coperchio di cemento e nei suoi pressi si costruirà una scuola elementare rurale, che ne farà dimenticare l’esistenza e l’ubicazione.
Dopo ampie ricerche, l’Associazione Amîs di Grupignan lo ha scoperto e portato alla luce il 15 ottobre 2006, ricostruendo poi le sue parti mancanti nelle identiche forme del progetto originario.

Look at… the pictures ( at the bottom of the album 😉 )

Il pozzo di Grupignano a Cividale del Friuli

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CONCESSIONI MINERARIE

in FRIULI

non si tratta della corsa al petrolio ma della ricerca di una risorsa rinnovabile: l’acqua calda che si trova nel sottosuolo, di cui la bassa friulana sembra particolarmente ricca. Il piano energetico regionale prevede lo sfruttamento di riosrse alternative a quelle di origine fossile che sono in via di esaurimento. Sulla spiaggia Azzurra di Grado è iniziato lo scavo di un pozzo che arriverà ad una profondità di circa 800m per verificare se le previsioni geologiche della presenza di un acquifero caldo sono vere. Se l’acqua calda trovata avrà una temperatura di almeno 55 gradi, si potranno realizzare impianti per il teleriscaldamento di edifici di proprietà del Comune.
Attualmente in Regione vi sono una trentina di permessi di ricerca ed una cinquantina di concessioni minerarie per lo sfruttamento della risorsa geotermica.
Hanno scoperto l’acqua calda ! 🙂

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