La Batognica e la sua trasformazione durante la Grande Guerra ( WWI )
All’alba del 13/03/1918 una grande mina austriaca devastava il Dente del Pasubio, seppellendo una 40 di soldati italiani e cambiando per sempre l’aspetto della montagna . . . una sorte simile è toccata anche al monte Rosso ( Batognica ), che dopo molte cannonate e il brillamento di diverse mine vedeva la sua vetta diventare spianata . . .
La Batognica durante la Prima Guerra Mondiale.
La Batognica, conosciuta anche come Monte Rosso, è una montagna che ha subito trasformazioni drammatiche durante la Prima Guerra Mondiale (WWI). Situata nel massiccio del Monte Nero, lungo il fronte italiano, la Batognica è stata teatro di feroci combattimenti tra le truppe italiane e austro-ungariche. Questa guerra di posizione, caratterizzata da trincee, mine e bombardamenti incessanti, ha lasciato un segno indelebile sulla montagna, cambiandone per sempre la forma.
Durante la guerra, entrambe le parti tentarono di guadagnare vantaggi tattici mediante l’uso di mine. Le mine sotterranee, caricate con enormi quantità di esplosivo, venivano fatte detonare sotto le posizioni nemiche per distruggerle. La Batognica fu uno dei punti focali di queste operazioni. Le esplosioni non solo devastarono le truppe e le strutture superficiali, ma alterarono radicalmente la morfologia della montagna, abbassandone l’altitudine.

Oltre alle mine, il costante bombardamento di artiglieria contribuì alla trasformazione del paesaggio. Le cannonate incessanti non solo causavano perdite tra i soldati, ma erodevano progressivamente la montagna, riducendola a un terreno martoriato e irriconoscibile rispetto alla sua forma originale.
Le truppe italiane, sotto il comando di generali come Luigi Cadorna e poi Armando Diaz, erano schierate contro le forze dell’Impero Austro-Ungarico, guidate da comandanti come Svetozar Boroeviç von Bojna. La guerra di montagna richiedeva una resistenza e una determinazione eccezionali da parte dei soldati, che affrontavano condizioni ambientali estreme, con mezzi molto scarsi e inadatti, oltre alla minaccia costante del nemico.
Gli Alpini italiani, noti per le loro abilità di combattimento in alta quota, giocavano un ruolo cruciale in queste operazioni. Equipaggiati per affrontare il terreno montuoso, gli Alpini affrontarono l’arduo compito di difendere e conquistare posizioni strategiche, tra cui la Batognica. Dall’altro lato, le truppe austro-ungariche, comprendenti soldati provenienti da diverse regioni dell’impero, dimostrarono anch’esse grande tenacia e abilità nel combattimento montano.
Ecco i punti chiave della “Guerra delle Mine”
- La vicinanza dei nemici: Sul pianoro della Batognica, i soldati italiani (soprattutto i battaglioni Alpini “Susa”, “Exilles” e “Val Pellice”) e i soldati austro-ungarici (tra cui i celebri Kaiserjäger) si trovavano trincerati ad appena 30-40 metri di distanza gli uni dagli altri. Sentivano le rispettive voci, i colpi di tosse, i lamenti.
- La guerra sotterranea: Non potendo avanzare in superficie a causa delle mitragliatrici, iniziarono a scavare gallerie nella roccia per arrivare sotto le trincee nemiche, riempirle di esplosivo e farle saltare in aria. Era una guerra psicologica devastante: i soldati vivevano nel terrore costante di sentire il rumore degli scalpelli nemici sotto i propri piedi.
- Le grandi esplosioni: Ci furono diverse mine, ma il culmine si raggiunse il 24 ottobre 1917 (il giorno dell’inizio della Battaglia di Caporetto). Gli austriaci fecero brillare una gigantesca mina caricata con 5 tonnellate di gelatina esplosiva. L’esplosione fu così violenta da modificare per sempre la geografia della montagna, polverizzando le posizioni italiane e causando centinaia di vittime.
Oggi, la Batognica rimane un simbolo delle devastazioni della guerra e della resilienza dei soldati che vi combatterono. Il paesaggio della montagna, ancora segnato dalle esplosioni e dai crateri, serve come memoriale naturale delle brutali battaglie che vi ebbero luogo. Le cicatrici della Batognica ci ricordano il costo umano e ambientale della guerra, un monito per le generazioni future.
Ecco i luoghi storici più importanti che incontrerai durante l’escursione:
1. La Scalinata della sella (Versante Ovest)
Arrivando dalla sella Krnska škrbina (la sella che separa il Krn dalla Batognica), vi troverete di fronte a una monumentale scalinata in pietra e cemento perfettamente conservata. Fu costruita dai soldati italiani per trasportare munizioni, viveri e artiglieria pesante fin sul plateau sommitale, sfidando la pendenza verticale della roccia.
2. La Lapide Commemorativa Latina
Sempre sul versante occidentale, vicino all’arrivo della scalinata, si trova una lapide in pietra scolpita dai soldati italiani con un’iscrizione in lingua latina. È un reperto toccante, lasciato sul campo per onorare i compagni caduti durante i sanguinosi assalti del luglio 1915.
3. I Quattro Grandi Crateri delle Mine (La spianata sommitale)
Muovendovi lungo il pianoro piatto della cima, noterete quattro enormi imbuti nel terreno. Sono i crateri lasciati dalla devastante “guerra di mine” sotterranea. Il cratere più impressionante è quello causato dalla mina austro-ungarica del 24 ottobre 1917: cinque tonnellate di esplosivo che polverizzarono l’avamposto italiano e che oggi testimoniano visivamente la brutalità della tecnologia bellica dell’epoca.
4. Il Sistema di Gallerie e Caverne d’Artiglieria
L’intera montagna è letteralmente perforata come una groviera. Troverete numerosi ingressi sbarrati o accessibili (portate sempre la torcia frontale) che conducono a gallerie di contromina, postazioni protette per le mitragliatrici e caverne fortificate dal battaglione Alpini Exilles per ospitare i cannoni puntati verso le linee austriache.
5. I Ruderi dei Baraccamenti e i “Cimeli” sparsi
Lungo il perimetro orientale e verso la sella Prag, la mappa OSM vi segnalerà i ruderi in pietra dei vecchi accampamenti militari austriaci. Camminando tra le rocce stratificate, aguzzando la vista sul terreno, potrete documentare fotograficamente i tantissimi residuati bellici ancora onnipresenti: matasse di filo spinato arrugginito, schegge di granata e vecchie munizioni rimaste immobili da oltre un secolo.
La storia della Batognica durante la Prima Guerra Mondiale è un potente esempio di come il conflitto possa trasformare radicalmente sia il paesaggio fisico che quello umano. Le mine e le cannonate che abbassarono la montagna sono testimonianze della feroce determinazione di entrambe le parti coinvolte. I protagonisti di questa guerra, dai generali ai soldati di fanteria, hanno lasciato un’eredità di coraggio e sacrificio che continua a essere ricordata e onorata.

Leggi la storia del Dente del Pasubio . . .
Buinis cjaminadis a ducj !!!
#peaceandlove
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