Il Tempietto Longobardo: 14° anniversario

25 Giu , 2025 - Art,News,Viaggi

Il Tempietto Longobardo: 14° anniversario

Il Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli, insieme al Monastero di Santa Maria in Valle, rappresenta un sito di eccezionale valore storico, artistico e culturale. Dal 2011, entrambi sono stati riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, nell’ambito del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)“. Questo riconoscimento sottolinea l’importanza di Cividale Longobarda come fulcro della dominazione longobarda in Italia, ospitando una delle più significative espressioni dell’architettura e dell’arte di questo periodo.

Il Tempietto Longobardo, noto anche come Oratorio di Santa Maria in Valle, è un edificio singolare e prezioso. Inizialmente concepito come “cappella palatina della corte” all’interno della Gastaldaga longobarda, la sua “altissima qualità” riflette il prestigio della committenza. Successivamente, divenne oratorio per le monache benedettine del monastero, prima di essere aperto al pubblico nel 1893 dal Comune di Cividale del Friuli.

Descritto come un “piccolo slanciato edificio che si innalza quasi a strapiombo sul fiume Natisone”, il Tempietto sorprende per il contrasto tra la “semplicità dell’architettura esterna” e la “ricchezza decorativa” del suo interno. È orientato a Oriente e si compone di due vani: un’area presbiteriale con tre volte a botte e un’aula a pianta quasi quadrata con copertura a crociera.

Le pareti interne erano ritmate da nicchie con archi, con la parete occidentale che “ha conservato integralmente il suo aspetto originario”. Le pareti presentavano un “alto zoccolo in marmo” e una “complessa decorazione della fascia mediana ad affresco, con figure di santi”.

Magnifici archi, in origine policromi e forse impreziositi da zone ricoperte da foglie d’oro, incastonavano le lunette con affreschi”. Esempi tuttora leggibili includono la “Madonna col Bambino tra due Arcangeli” e il “Cristo tra gli arcangeli Michele e Gabriele”.

Sulla parete est è leggibile una “scritta dedicatoria che sottolinea l’alto livello della committenza, legata all’ambito regale”.
L’ordine superiore delle pareti presenta cinque finestre con “decorazione in stucco ad altorilievo che riproduce una teoria di sei figure femminili” sulla parete occidentale, nimbate e riccamente vestite, che reggono “la corona del martirio e la croce”.

L’aula conserva “buona parte del rivestimento pavimentale marmoreo originario in opus sectile a motivi geometrici”.
Il Tempietto conserva anche affreschi basso medievali e un coro ligneo del XIV secolo. Molti degli interventi pittorici successivi sono stati rimossi e ricollocati in altri musei.

Il Monastero, adiacente al Tempietto, ha una storia che risale a “metà del VII secolo d.C.”, fondato per le Suore Benedettine.

Ha subito numerosi restauri e aggiunte a causa di invasioni e terremoti. La sua fisionomia attuale “si inizia ad avere nel 1511 circa”. Dal 1841 al 1999 è stato affidato alle Suore Orsoline.
Il Chiostro: è di forma irregolare, “quasi a trapezio scaleno”, con un porticato affrescato da Francesco Colussi (1795). Le strutture murarie più antiche si trovano sul lato sud, “in parte inglobano il Tempietto Longobardo”. È un luogo ideale per eventi, come gli spettacoli del Mittelfest e i Corsi Internazionali di Perfezionamento Musicale.

La Gastaldaga Longobarda, che include il Tempietto e il Monastero, è parte integrante dell’area UNESCO di Cividale.

Sebbene la funzione dell’area in epoca romana sia incerta, gli scavi indicano una significativa frequentazione “non prima dell’epoca tardoromana-altomedievale, circa a partire dal VI secolo d.C.”.
La “zona di Valle pare aver avuto una funzione centrale nell’ambito dell’organizzazione urbana cividalese proprio a partire dall’età altomedievale”, fungendo da “sede del gastaldo reale, amministratore del patrimonio fiscale e dei possedimenti del re a Cividale e nel ducato friulano”. La vicinanza a “Porta Brossana”, una via di uscita dalla città, ne aumentava la rilevanza.

Il 14° anniversario del riconoscimento UNESCO di Cividale Longobarda è stato festeggiato oggi, 25 giugno 2025, al Monastero di Santa Maria in Valle. Per questo anniversario, è prevista un’apertura serale straordinaria e gratuita del Tempietto dal 26 al 29 giugno 2025, dalle 19:00 alle 22:00, per ammirare il Tempietto “arricchito dal ritorno degli stalli lignei e fresco dei restauri agli stucchi e agli affreschi”.
Oggi durante l’incontro nella chiesa di S. Giovanni in Valle le persone hanno potuto ascoltare il racconto dello stato dell’arte dei restauri con degli intervalli musicali del Duodiscantus che hanno presentato una interpretazione del discanto aquileiese cioè del repertorio di canti sacri della liturgia antica di Aquileia conservati nei codici miniati del 1200 che si trovano al MAN di Cividale . . . il Duo ha concluso poi il secondo intervallo musicale con una piacevole jam session in stile anni ’70 dove l’organo e il sax ci hanno avvolto con le loro calde sonorità riportandoci alla nostra gioventù. Grazie raga !!!

Daniele D'agaro e Mauro Costantini hanno intrattenuto il pubblico con la loro musica . . .

Il Tempietto Longobardo e il Monastero di Santa Maria in Valle non sono solo monumenti storici, ma veri e propri “luoghi dell’anima” che offrono un’immersione profonda nella storia e nell’arte longobarda, preservando una “preziosa eredità per le generazioni future”. La loro visita è caldamente raccomandata per “percepirne la sua vera essenza”.
Inoltre è considerato uno degli edifici più complessi e originali della tarda età longobarda e rappresenta una delle più importanti espressioni dell’architettura e dell’arte che i Longobardi hanno lasciato nella penisola.

Nel video si racconta, in forma di dialogo, la storia e l’architettura del Tempietto Longobardo, evidenziandone l’importanza come cappella palatina longobarda con elaborate decorazioni interne. Viene inoltre fornita la storia del Monastero, dalle sue origini benedettine fino all’attuale gestione, e si illustrano le informazioni pratiche per i visitatori . . .

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