Il Respiro del Cuar: un’escursione tra Fiori, Mosche e Api
Caratteristiche del Percorso + Traccia GPX
🔝 – D+:840 m 🚶 – Camminata: 11,6 km , a/r ⏰ – Tempo: 03H55 📈 – Pendenza media: 10% ( pendenza max: 50% ) 🥾 – Sentiero: EE
C’è qualcosa di profondamente ristoratore nel lasciare la frenesia quotidiana alle spalle e immergersi nella natura. E così, in una mattina di metà settimana, ho deciso di rispondere al richiamo del Monte Cuar, una vetta che, pur non essendo tra le più imponenti, regala scorci e sensazioni indimenticabili.
La mia avventura è iniziata nel paesino di Avasinis. Da lì, con l’auto ho intrapreso una strada che si stringeva sempre più, salendo con tornanti a volte pericolosi e a tratti senza protezioni, fino a raggiungere il Cuel di Forcja (884 m). Erano circa le 7H35 del mattino quando ho parcheggiato la macchina, un orario scelto apposta per anticipare il caldo e godere della freschezza dell’alba e soprattutto del minor traffico veicolare.
L’Inizio del Sentiero e la Forestale Ombreggiata
Da Cuel di Forcje, il sentiero CAI 816 si è rivelato subito impegnativo: il primo tratto, piuttosto ripido, mette alla prova le gambe ma ripaga con la promessa di ciò che verrà. Poco dopo, il sentiero si congiunge con una comoda strada forestale. Qui, ho subito notato alcuni tavoli da picnic, una vista rassicurante per una futura sosta.
Percorsa per un breve tratto la strada forestale, quando si arriva ad una curva sulla propria sinistra c’è il segnavia CAI816 che indica il sentiero che sale diretto al Monte Cuar. Tuttavia, ho continuato lungo la strada forestale, per godere appieno dell’ombra. Questo percorso, che attraversa uno splendido bosco di faggi, è una vera coccola per l’anima. E dopo un’oretta di cammino tranquillo, sono arrivato alla splendida Malga Cuar a 1220 m.

Incontri Inaspettati e la Via alla Vetta
Essendo mercoledì, la malga era chiusa (apre solo nel weekend), ma ho avuto il piacere di incontrare il gestore, intento a badare alle sue mucche e ai suoi cavalli. La nostra conversazione in friulano mi ha riempito di gioia, e con la sua gentilezza mi ha indicato la via più diretta per la cima: dal vascone dietro la malga, si punta la staccionata in alto verso Ovest
Il sentiero dalla malga sale in una sezione inizialmente brulla, con l’erba alta che accarezza le gambe. Raggiunta la staccionata, si segue un sentiero ben tracciato che, di cresta in cresta, conduce dritto alla vetta. L’ultimo tratto è ombreggiato e si snoda tra sassi, ma è sempre ben segnalato.
In Cima al Monte Cuar: Panorami e Concerto di Mosche
Finalmente, la vetta! Qui, ad accogliermi, la tradizionale campanella e, poco più avanti, la statua della Madonnina, che veglia sulla valle. La vista è mozzafiato, un panorama che ripaga di ogni fatica. Tuttavia, in questo periodo, la cima è quasi interamente coperta da erba alta, popolata da un’infinità di insetti, api e mosche che creano un concerto mistico. Ma è impossibile fermarsi per uno spuntino.

Così, dopo le foto di rito e aver ammirato il panorama, è stata la volta di una “ritirata strategica” verso la Malga Cuar.
La Meritata Sosta e il Ritorno
Alla malga, ho potuto godermi una meritata sosta pranzo. Il gestore non c’era più, e nemmeno il vivace cucciolone di pit bull che mi aveva accolto all’andata, un vero cagnolone buono di un anno.
Da lì, il ritorno al Cuel di Forcja è avvenuto sempre lungo la strada forestale. E naturalmente, non ho resistito alla tentazione di fermarmi al tavolo da picnic notato all’andata. Un albero sovrastante offriva un’ombra preziosa, rendendo la sosta ancora più piacevole e rinfrescante.
Verso le 14H30, ero di nuovo all’auto. Un’escursione di circa 12 km tra andata e ritorno, con un dislivello positivo di 840 metri. Forse me la sono presa comoda, ma a me piace così: rallentare, sentire i profumi del bosco, ammirare la natura in ogni sua sfumatura. Il Monte Cuar è stata un’esperienza di pura serenità, un promemoria di quanto sia prezioso il tempo trascorso a contatto con la madre terra.

Un’escursione sul Monte Cuar nelle Prealpi del gemonese, la descrizione del percorso, le sensazioni e gli incontri lungo il cammino. Una prospettiva personale sull’immersione nella natura e sul valore della lentezza. Il video racconta la bellezza e la serenità delle montagne friulane.
Buone camminate a tutti !!!
#peaceandlove
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