La malattia di Lyme

13 Lug , 2025 - Hiking,News

La malattia di Lyme

Uno studio pubblicato il 16 giugno 2023 dalla rivista Frontiers, che ha analizzato i dati di 8 centri italiani tra il 2010 e il 2022, ha evidenziato una significativa diffusione della malattia di Lyme, con 1260 casi diagnosticati, soprattutto nelle regioni settentrionali, in particolare nel Nord-Est.

I dati si riferiscono alle diagnosi fatte dal 1° gennaio 2010 al 30 agosto 2022 in otto centri italiani, situati in Friuli Venezia Giulia (Udine e Trieste), Liguria (Genova e La Spezia), Lombardia (Milano), Emilia-Romagna (Cesena) e Campania (Napoli e Caserta).

la mappa tratta dalla rivista Frontiers dove si evidenziano di dati degli studi fatti sulla diffusione della malattia di Lyme nelle regioni italiane . . .

I risultati hanno mostrato che la maggior parte dei casi è stata individuata nelle regioni settentrionali, con un’alta incidenza nel Nord-Est.
In Italia, la malattia di Lyme è endemica in diverse regioni, tra cui Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Lombardia, e viene trasmessa dalle zecche.

I sintomi possono variare, ma spesso includono un’eruzione cutanea caratteristica, seguita da possibili complicanze neurologiche, cardiache o articolari. L’eritema migrante è una caratteristica eruzione cutanea che compare in seguito al morso di una zecca infetta e rappresenta uno dei primi segni della malattia di Lyme. Si manifesta come una macchia rossa, che si espande gradualmente, spesso con un aspetto anulare o a bersaglio, e può essere accompagnata da altri sintomi come febbre, dolori articolari e affaticamento

La malattia di Lyme in Italia mostra variazioni significative sia nei sintomi sia nei trattamenti a seconda delle regioni geografiche.
Variazioni nei Sintomi e Nelle Caratteristiche Cliniche:

Terapia Endovenosa:
– La percentuale di pazienti trattati per via endovenosa con penicillina G o ceftriaxone è considerevolmente più alta in Italia centrale (19%) e meridionale (28%) rispetto al Nord Italia (10%). Questo suggerisce una maggiore incidenza di diagnosi tardive di malattia di Lyme nelle regioni centrali e meridionali.
– In generale, i pazienti con solo EM (eritema migrante) sono trattati maggiormente con amoxicillina e doxiciclina, mentre quelli senza EM ricevono più frequentemente terapie endovenose.

In sintesi, mentre il Nord Italia mostra una maggiore consapevolezza che favorisce diagnosi precoci e trattamenti orali più semplici (come l’amoxicillina), il Centro e il Sud Italia presentano più spesso diagnosi sfuggenti, fasi disseminate della malattia, e di conseguenza, regimi terapeutici più intensivi (come la doxiciclina e terapie endovenose), anche se i casi totali sono inferiori rispetto al Nord.

Diffusione dell’Eritema Migrante (EM) e Sintomi Associati:
– L’eritema migrante è la manifestazione più comune della malattia di Lyme nel panorama nazionale, riscontrata nel 75% delle diagnosi (943 pazienti).
– Tuttavia, la presenza di sintomi associati all’EM varia geograficamente. I pazienti dell’Italia centrale mostrano una percentuale significativamente più alta di sintomi associati (85%) rispetto a quelli del Nord Italia (68%).
– Nel Nord Italia, il 32% dei pazienti (348 su 1093) presenta solo EM senza sintomi associati, mentre questa percentuale scende al 15% (14 su 96) in Italia centrale e al 25% (18 su 71) nel Sud Italia. Questo suggerisce che nelle regioni centrali e meridionali, la diagnosi potrebbe avvenire in una fase più avanzata o disseminata della malattia.

– I pazienti con EM al capo e al collo hanno una maggiore probabilità (79%) di sviluppare sintomi aggiuntivi, percentuale che sale al 90% negli adulti.
– Nei casi in cui la diagnosi non include l’EM (25% dei pazienti), si basa su esami di laboratorio e altri sintomi suggestivi, che frequentemente coinvolgono articolazioni (24%), sistema nervoso (21%), sistema muscolare (19%), pelle (5%), occhi (5%) e cuore (4%).
– Sintomi articolari, muscolari e neurologici sono significativamente più elevati nei pazienti senza EM, mentre altre lesioni cutanee sono più comuni in quelli con EM. Febbre, sintomi oculari e cardiaci non sembrano essere associati allo sviluppo di EM.

Siti di Sviluppo dell’Eritema Migrante:
– Negli adulti, i siti più frequenti per l’EM sono gli arti inferiori (54%) e il tronco (25%).
– Nei pazienti pediatrici (sotto i 14 anni), l’EM si manifesta più frequentemente sul tronco (32%), seguito da testa e collo (30%) e arti inferiori (28%). L’età del paziente varia significativamente con la sede dell’EM, con l’età più bassa per l’EM al capo e al collo (26 anni) e la più alta per gli arti inferiori (46 anni).

Ricordo della Puntura di Zecca:
– Il ricordo della puntura di zecca è più elevato tra gli abitanti del Sud Italia e delle isole.

Variazioni nei Trattamenti: scelta degli antibiotici:
– Il regime terapeutico varia significativamente in base all’area geografica di residenza.
Nel Nord Italia, l’amoxicillina è l’antibiotico più comunemente preferito (40% anche negli adulti) per la malattia di Lyme precoce.
Nel Centro e Sud Italia, la doxiciclina è più utilizzata (42% in Italia centrale, 28% nel Sud per gli adulti). Questa differenza potrebbe essere correlata alla maggiore diffusione delle specie di Rickettsia in queste regioni, per le quali la doxiciclina è il trattamento di scelta.
– La doxiciclina non è raccomandata per i pazienti pediatrici.

I sistemi di sorveglianza per la malattia di Lyme si basano sulla raccolta e analisi di dati relativi ai casi diagnosticati e alla presenza del batterio in zecche e animali. In Italia, la sorveglianza è affidata alle singole regioni, ma non esiste un sistema nazionale coordinato, portando a dati discordanti e a una difficoltà nel comprendere l’effettiva incidenza della malattia.

Notifica dei casi
La malattia di Lyme è soggetta a notifica obbligatoria in Italia, il che significa che i medici sono tenuti a segnalare i casi diagnosticati alle autorità sanitarie competenti.

Raccolta dati
Le singole regioni raccolgono e analizzano i dati relativi ai casi di malattia di Lyme, ma i sistemi di raccolta e le modalità di analisi possono variare da regione a regione, rendendo difficile la comparazione dei dati a livello nazionale.

Sorveglianza entomologica
Alcune regioni, come il Friuli Venezia Giulia, effettuano anche sorveglianza entomologica, ovvero il monitoraggio della presenza del batterio Borrelia burgdorferi (responsabile della malattia di Lyme) nelle zecche e negli animali selvatici.

Studi epidemiologici
Studi epidemiologici approfonditi vengono condotti per comprendere meglio la diffusione della malattia, i fattori di rischio e le modalità di trasmissione.

Test di laboratorio
La diagnosi della malattia di Lyme si basa su test sierologici (ricerca di anticorpi nel sangue) e, in alcuni casi, su test PCR (per la ricerca del DNA del batterio.

Sorveglianza clinica
I medici tengono conto dei sintomi presentati dal paziente (come l’eritema migrante, tipico della malattia) e della probabilità di esposizione (residenza o visita in aree endemiche) per formulare una diagnosi.

Obiettivi della sorveglianza
Monitorare l’incidenza
La sorveglianza mira a monitorare il numero di nuovi casi di malattia di Lyme in una determinata area e periodo di tempo.
Valutare il rischio
I dati raccolti aiutano a valutare il rischio di contrarre la malattia in specifiche aree geografiche.

Orientare le politiche di prevenzione
La sorveglianza fornisce informazioni utili per lo sviluppo di strategie di prevenzione, come la promozione dell’uso di repellenti per zecche e l’informazione sulla corretta rimozione delle zecche.
Migliorare la gestione dei casi
I dati raccolti aiutano i medici a diagnosticare e trattare la malattia in modo più efficace.

In sintesi, i sistemi di sorveglianza per la malattia di Lyme sono fondamentali per monitorare la diffusione della malattia, valutare il rischio per la salute pubblica e orientare le politiche di prevenzione. Tuttavia, in Italia, è necessario un sistema di sorveglianza nazionale coordinato per ottenere dati più completi e affidabili.

Abbigliamento adeguato: Indossare capi lunghi e chiari, e infilare i pantaloni nei calzini.

Repellenti: Utilizzare prodotti con DEET, Icaridina o Citridiolo sulla pelle esposta, e valutare l’uso della Permetrina per trattare i vestiti. Mentre per quanto riguarda gli ultrasuoni non ci sono ancora studi scientifici che provino la loro efficacia.

Comportamento: Restare sui sentieri e fare controlli approfonditi su sé stessi e i propri animali domestici dopo ogni uscita. Ricordiamoci che scoprire la zecca entro le 24H successive al morso è molto importante per evitare le possibili conseguenze nefaste.

Malattie: Siamo fortunati ad avere una vaccinazione efficace contro la TBE (Meningoencefalite da zecche), che è un virus senza cura specifica. La Malattia di Lyme, causata da un batterio, è più diffusa ma curabile con antibiotici se presa in tempo.

La situazione in Friuli: l’aumento delle zecche e delle malattie trasmesse (Lyme e TBE) è un dato di fatto. Questo fenomeno è legato ai cambiamenti climatici, alla riforestazione, all’aumento della fauna selvatica e a una maggior attività umana all’aperto.

Un osservazione finale: la relazione tra lo sviluppo economico e la diffusione di alcune malattie, è una questione complessa, ma è chiaro che le modalità con cui interagiamo con l’ambiente hanno un impatto diretto sulla nostra salute.

Nel video una descrizione del problema della malattia di Lyme in Italia e la presentazione dei dati pubblicati dalla rivista Frontiers nel 2023 dove si evidenzia un aumento della diffusione della malattia di Lyme soprattutto dovuto al fatto che fino ad oggi i dati in nostro possesso non riescono a darci un quadro realistico della situazione in Italia ed in Europa . . .

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