In MTB da Cividale a Valle

29 Ago , 2025 - Art,Allenamento,Viaggi

In MTB da Cividale a Valle

Il Friuli, si sa, è terra di sorprese e, a volte, anche di inaspettati regali meteorologici! Quella che doveva essere una giornata da “allerta gialla” si è trasformata in un perfetto invito per una nuova avventura in MTB, con il sole a farmi da compagno lungo le strade che da Cividale del Friuli portano fino alla pittoresca Valle di Soffumbergo.

L’itinerario è di quelli che riempiono gli occhi e mettono alla prova le gambe, ma ogni goccia di sudore è ampiamente ripagata. Partito da Cividale, patrimonio UNESCO e gemma longobarda, ho pedalato verso i primi rilievi, con l’obiettivo di raggiungere Colloredo e, infine, Valle di Soffumbergo.

Il primo tratto di salita, quello che da Campeglio conduce a Colloredo di Soffumbergo, è un riscaldamento piacevole: circa 2 chilometri con una pendenza che permette di prendere il ritmo senza troppa fatica. Arrivato a Colloredo, la tappa è stata d’obbligo. Non si può passare di qui senza fermarsi ad ammirare il panorama mozzafiato che si apre sulla valle verso Faedis.

È un colpo d’occhio che riconcilia con la natura e, lì vicino, si vede anche il bellissimo agriturismo “L’Uva e le Stelle“, con la sua piscina che invita al relax e i filari di viti che promettono ottimi vini. A proposito di agricoltura, è affascinante notare come in questa zona stia rifiorendo la coltivazione degli ulivi, che qui producono un olio EVO rinomato per l’alto contenuto di polifenoli.

agriturismo a Colloredo di Soffumbergo

Ma il vero “giudizio universale” per le gambe arriva nel tratto successivo. Da Colloredo di Soffumbergo a Valle di Soffumbergo sono altri 4 km, ma la storia cambia decisamente passo. Qui la salita si fa sentire, e per chi, come me, non ha nelle gambe l’allenamento di un ciclista professionista, diventa una vera e propria sfida. Ogni pedalata è un piccolo trionfo, ma la bellezza del paesaggio e l’aria frizzante della collina ti spingono avanti.

Lungo il percorso, si incontra un’ancona votiva, un piccolo ma significativo segno della profonda spiritualità e del senso religioso che da sempre permeano queste terre. Un momento per una breve sosta, un sorso d’acqua e un pensiero, prima di riprendere la scalata.

Finalmente, si arriva a Valle di Soffumbergo, ovvero Podcirku. L’accoglienza è di quelle inaspettate ma calorose, grazie a un magnifico murales che decora una cabina elettrica dell’Enel. È un vero e proprio quadro di vita contadina: una signora anziana, con la sua gerla al fianco, siede su una panchina. Dietro la sua spalla destra, l’immagine serena di una Madonnina veglia, mentre sulla sua sinistra, attraverso una finestra, si scorge un uomo anziano intento al lavoro. Un inno alla tradizione e alla laboriosità friulana.

Dopo una breve sosta per rifocillarsi e riprendere fiato, il momento di scendere è arrivato. Indossato il k-way per proteggermi dal vento e godermi appieno la lunga discesa, mi sono lanciato verso valle, con il cuore pieno di soddisfazione e le gambe pronte per il prossimo giro.

Insomma, quella che il meteo aveva annunciato come una giornata grigia, si è rivelata una splendida avventura, baciata dal sole e ricca di scoperte. E quale regalo più bello per il giorno del proprio compleanno ci può essere che poter passare una giornata all’aperto baciati dal sole e immersi nella Natura . . .

#peaceandlove


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