Una camminata lungo le colline di San Pietro al Natisone fino al monte San Canziano
Parcheggiata la macchina vicino al duomo di San Pietro al Natisone (COORD: 46.12968954831961, 13.487701495557747) si prende la strada che sale alla trattoria “Le Querce”, arrivati in prossimità della trattoria si prende il sentiero CAI 749 e si prosegue fino al bivio con il sentiero per Vernassino e per Mezzana che non si prende ma si prosegue avanti e poco dopo ci sono le indicazioni per il sentiero CAI749a, sulla vostra destra, che sale al monte San Canziano. Questo primo tratto del percorso è molto facile ed agevole in quanto si tratta di una bella strada forestale .
Ma poi il sentiero, il CAI749a, inizia subito a salire con una discreta pendenza ed la camminata è resa più impegnativa dalla presenza di molti sassi . . . questo tratto roccioso è parecchio lungo e per questo consiglio vivamente di non avventurarsi lungo questi sentieri se il giorno prima ha piovuto o se minaccia di piovere, inoltre terminato il tratto roccioso il sentiero è ricoperto di foglie e in certi tratti da fango per cui con la pioggia diventa molto scivoloso. Se invece avete voglia di collaudare la tenuta di scarponcini e mantellina allora questo potrebbe essere un buon banco di prova, qui le foglie degli alberi proteggono poco dalla pioggia.

A circa 3/4 del cammino si arriva al monte Jelenca ( 562 m) e dopo una quindicina di minuti siete al passo di San Canziano, poco prima del passo a destra il sentiero CAI 755 scende verso Vernassino voi continuate e pochi metri dopo siete al passo dove s’incontrano il CAI749 e il CAI755, qui andate a sinistra e poi tenetevi sempre sulla sinistra salendo lungo il CAI755 che vi porterà in cima al monte San Canziano / svet Kocjàn – 723 m dove ci sono le rovine della piccola chiesetta.

«La vista che si gode da quella vetta – scriveva nel 1912 Ivan Trinko – è magnifica: buona parte della pianura friulana, molte diramazioni delle Giulie di qua e di là dell’Isonzo, tra cui il gruppo del Krn, il prossimo Matajur, il Mia, la catena Stol – Monte Maggiore dietro la quale fan capolino il Prestreljenik ed il Canin»

Ivan aveva ragione da lassù si vede il mare luccicare e guardando verso nord nord-est si vede il Matajur con il suo dolce pendio e gli alberi con le loro foglie colorate di rosso e giallo fanno da bella cornica alle rovine della chiesetta.

Ma chi era San Canziano?
La tradizione cristiana venera Canzio, Canziano e Canzianilla come tre fratelli, cristiani e martiri, appartenenti alla nobile e ricca famiglia romana degli Anicii. Originari di Roma, si racconta che, all’inizio del IV secolo, a seguito dell’editto di persecuzione contro i cristiani emanato dall’imperatore Diocleziano (303-304 d.C.), essi decisero di abbandonare onori e ricchezze e di fuggire. Insieme al loro precettore, Proto, si diressero verso Aquileia, importante centro della cristianità dell’epoca, dove speravano di trovare rifugio e sostegno.
Giunti nei pressi di Aquileia, in una località chiamata Ad Aquas Gradatae (oggi San Canzian d’Isonzo), furono raggiunti dalle guardie romane che li avevano inseguiti. Dopo essersi rifiutati di abiurare la loro fede, furono arrestati, processati e infine condannati a morte. Il loro martirio, avvenuto per decapitazione il 31 maggio del 304 d.C., li rese testimoni della fede cristiana in un periodo di grande prova per la Chiesa. Il prete Zeno provvide poi alla loro sepoltura, non lontano dal luogo del martirio.
La venerazione dei tre martiri, e in particolare di San Canziano, si diffuse molto rapidamente. Il luogo della loro sepoltura divenne ben presto meta di pellegrinaggi. Già nel IV secolo, sopra la loro tomba (scoperta con reperti ossei significativi negli scavi del ’60 e ’67 a San Canzian d’Isonzo), fu eretta una basilica paleocristiana. Questa zona, un tempo lussuosa villa romana e poi cimitero, si trasformò in un centro di culto martiriale.
Il poeta e vescovo Venanzio Fortunato (fine VI secolo) scrisse: “Aut Aquileiensem si fortasse accesseris urbem, Cantianos Domini nimium venereris amicos” (“E se per caso giungerai ad Aquileia, ricordati di venerare degnamente i Canziani, amici del Signore”).
Le loro reliquie furono diffuse e venerate, in particolare a Milano, dove Sant’Ambrogio ne portò parte nel 381, e rimasero per secoli un tesoro spirituale di Aquileia e delle città circostanti.
I Santi Canziani sono quindi venerati come martiri che hanno sacrificato la loro nobiltà e la loro vita terrena per la fedeltà a Cristo, diventando simbolo della forza della fede contro la persecuzione. La loro storia è uno degli esempi più antichi e significativi delle origini del cristianesimo nell’area dell’Italia nord-orientale, in particolare nella regione del Friuli.
In conclusione, una bella camminata in mezzo ai castagni, e alle querce che con le loro foglie offrono un ottimo riparo dal sole specialmente d’estate. Una camminata non troppo impegnativa dove la pendenza media si aggira intorno al 10% ma che senz’altro aumenta lungo il sentiero CAI749a e dove il D+ è di 550 m a causa dei molti sali e scendi che alla fine si fanno sentire nelle gambe. Una nota: fate un po’ d’attenzione lungo l’ultima parte della camminata prima di arrivare al passo dove il sentiero diventa un po’ instabile verso valle, per cui è meglio camminare tenendosi a monte.

🔝 – D+: 550 m 🚶 – Camminata: 10 km ⏰ – Tempo: 03H50 📈 – Pendenza media: 10% 🥾 – Sentiero: EE
Buone camminate a tutti !!!
#peaceandlove
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