Buon 25 Aprile a tutti

24 Apr , 2026 - News,Musica,Viaggi

Buon 25 Aprile a tutti

Celebriamo quest’anno l’81° anniversario della Liberazione, un traguardo che ci separa cronologicamente dal 1945 ma che, paradossalmente, appare oggi più attuale che mai. Non si tratta di un semplice esercizio di retorica o di una data cristallizzata nel calendario istituzionale: come dimostra il fitto programma delle celebrazioni di Udine, il 25 aprile è la “coscienza civile della nostra comunità“. È un organismo vivo che evolve, ricordandoci che la memoria non è uno sguardo rivolto all’indietro, ma il carburante per nutrire la democrazia del presente.

Esploriamo cinque aspetti, tra storia nazionale e profondi legami con il territorio friulano, che rivelano la complessità e il valore duraturo di questa giornata.

Il 25 aprile 1945 non è solo una data simbolica, ma il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) scelse di forzare la mano alla storia. Riunito a Milano, il comando partigiano — che vedeva tra i suoi leader figure come Sandro Pertini e Leo Valiani — proclamò l’insurrezione generale. L’ordine era chiaro: attaccare i presidi nazifascisti e imporre la resa prima dell’arrivo delle truppe Alleate.

Questa scelta ebbe un valore politico immenso: i partigiani assunsero i poteri legali “in nome del popolo italiano”, dimostrando che l’Italia era capace di liberarsi da sola, riscattando anni di dittatura e occupazione. Fu in questo clima di febbrile determinazione che risuonò il celebre appello di Pertini:

“Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.”
Sandro Pertini

Udine non vive il 25 aprile come un semplice capoluogo, ma come la custode di un eroismo diffuso. Udine è infatti insignito della Medaglia d’oro al valor militare per il contributo fondamentale dato dall’intero Friuli alla lotta di Liberazione. Durante le cerimonie ufficiali, il richiamo alla memoria si fa corale: vengono lette non solo le motivazioni della medaglia di Udine, ma anche quelle conferite alle città di Cividale e Tolmezzo, a testimonianza di una terra che ha pagato un prezzo altissimo per la libertà.

L’orazione ufficiale, affidata quest’anno al professor Andrea Zannini dell’Università di Udine, guida un “viaggio nella memoria” che trasforma i luoghi quotidiani in tappe di un percorso solenne e suggestivo:

Il Cimitero Britannico di Tavagnacco: un luogo di silenzio e gratitudine, dove le file di pietre bianche onorano il sacrificio dei soldati alleati.

L’austera bellezza di piazza Libertà: cuore pulsante della città dove, presso il Tempietto ai Caduti, si svolge l’alzabandiera istituzionale.

Il Monumento alla Resistenza in piazzale XXVI Luglio: l’imponente punto d’arrivo del corteo cittadino, simbolo di una lotta che ha coinvolto ogni strato della popolazione.

Alle 9.45 è previsto il ritrovo in piazza I Maggio a Udine, da cui alle 10.00 prenderà avvio il corteo cittadino. Alle 10.30, in piazza Libertà, si terranno l’alzabandiera e la deposizione delle corone al Tempietto ai Caduti, seguite dall’intervento del sindaco De Toni. Nello stesso contesto saranno lette le motivazioni delle Medaglie al Valor Militare conferite alle città di Cividale, Tolmezzo e Udine, con la partecipazione di studentesse e studenti, cui seguiranno gli interventi di Miriam Tomada ed Emiliano Giareghi, segretario generale della CGIL di Udine per CGIL-CISL-UIL territoriali. L’orazione ufficiale sarà affidata al professor Andrea Zannini, dell’università di Udine.
Le celebrazioni proseguiranno alle 11.30 con il corteo verso il Monumento alla Resistenza in piazzale XXVI Luglio, dove si svolgerà una nuova deposizione di corone.

Un dettaglio che spesso sfugge ai libri di scuola è la natura inizialmente sperimentale di questa festività. Fu il 22 aprile 1946 che Umberto II di Savoia, agendo come Luogotenente Generale del Regno su proposta del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, emanò il decreto che istituiva la festa.

Tuttavia, in quel momento storico di transizione tra monarchia e repubblica, la celebrazione fu decretata “una tantum” solo per l’anno 1946. Fu necessario attendere il 1949 affinché la legge n. 260 stabilizzasse definitivamente il 25 aprile come festa nazionale. Questo passaggio burocratico riflette la fragilità e, successivamente, il consolidamento di una democrazia che ha scelto di fondarsi sul rifiuto del fascismo come pilastro identitario.

A Udine la memoria non resta confinata nei monumenti principali; essa si ramifica nelle periferie e nei quartieri, toccando le “pietre vitali” che segnano il sacrificio di singoli individui. Tra il 23 e il 25 aprile, la deposizione delle corone diventa un omaggio capillare che restituisce un volto e un nome alla storia:

Mario Foschiani: ricordato tra via Vicenza e via Valdagno a Cussignacco.

Gastone Valente “Enea”: la cui lapide presso il Cimitero di San Vito ricorda il coraggio dei singoli combattenti.

Giovanni Berghinz: onorato presso la caserma a lui intitolata, simbolo di chi scelse la Resistenza anche dall’interno delle istituzioni militari.

Le scuole cittadine: come l’Istituto Percoto e la scuola elementare Fruch, dove le lapidi ai caduti e la partecipazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi insegnano ai giovani che la libertà è un’eredità che richiede cura costante.

Dopo il rigore delle cerimonie mattutine, la celebrazione si trasforma in socialità consapevole. Nel pomeriggio, il parco Ardito Desio diventa il palcoscenico di “Resistenza in festa”, un momento dove la gioia della libertà conquistata si fa musica e condivisione.

L’atmosfera è animata dalle note della Banda Mandamentale di Cervignano del Friuli e della Nuova Banda di Orzano, ma è soprattutto il contributo del Coro Popolare della Resistenza a dare voce ai canti della tradizione partigiana. Questo momento non è solo svago, ma l’espressione più pura della convivenza pacifica tra i popoli: un dialogo tra generazioni e associazioni che dimostra come i valori del 1945 siano ancora capaci di generare comunità.

Come sottolineato dal Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, il richiamo ai valori di libertà, democrazia e pace non è mai stato così urgente. Di fronte ai conflitti internazionali che insanguinano il presente, la memoria dell’81° anniversario della Liberazione smette di essere un racconto polveroso e diventa una bussola etica.

La domanda che questa ricorrenza ci pone è diretta: in un mondo segnato da nuove tensioni e incertezze, qual è oggi il nostro modo personale di onorare e proteggere la libertà che ci è stata consegnata? La risposta risiede forse nella capacità di trasformare la memoria di ieri in un impegno civile quotidiano per il domani.

#peaceandlove


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