Cima del Cacciatore (2071 m) da Borgo Lussari: l’ultimo saluto all’estate tra le Alpi Giulie
Domenica 20 settembre 2026 è stata una giornata splendida, ho fatto un’escursione partendo dal suggestivo Borgo Lussari fino alla Cima del Cacciatore, a quota 2071 metri, seguendo il sentiero CAI 613. Un modo perfetto e rigenerante per salutare l’estate 2026.

I Dati del Percorso
- Partenza: Borgo Lussari
- Arrivo: Cima del Cacciatore (2071 m)
- Itinerario: Sentiero CAI 613
🔝 – D+: 400 m
🚶 – Camminata: 5,4 km , a/r
⏰ – Tempo: 02H30
📈 – Pendenza media: 10.3%
( max:55% )
🥾 – Sentiero: EE
Il Sentiero e l’Ultimo Tratto Attrezzato
Il cammino prende il via lungo il sentiero CAI 613, immergendosi inizialmente nella quiete del bosco. L’itinerario procede piacevole fino al tratto finale, l’unico che richiede un po’ di attenzione in più: si sale infatti lungo un canale attrezzato con cavi in acciaio e corde, che permette di superare gli ultimi metri di dislivello in sicurezza prima di arrivare sulla Cima del Cacciatore.
Nonostante l’affluenza di persone fosse piuttosto alta — segno che in tanti hanno scelto di godersi questa splendida giornata di sole — la cima si è rivelata accogliente e spaziosa, ideale per fermarsi a riprendere fiato e godersi il panorama.

I funghi lungo il sentiero 613 tra meraviglia e mistero
Lungo il sentiero, impossibile non notare la ricchezza di funghi che spuntavano dal sottobosco, complice l’umidità delle piogge dei giorni precedenti che aveva reso qualcuno di essi già un po’ rovinato o annerito.
Tra i vari esemplari incontrati nei tratti iniziali, mi è sembrato di riconoscere il cosiddetto “fungo delle mucche” (Suillus bovinus), una specie tipica delle zone boschive che viene comunemente consumata dal bestiame al pascolo.
Ma a catturare subito l’attenzione, proprio all’imbocco del sentiero, è stato un esemplare che tutti riconoscono a colpo sicuro: il classico fungo delle fiabe, con il suo inconfondibile cappello rosso vivace tempestato di puntini bianchi. Si tratta dell’Amanita muscaria, una specie celebre quanto affascinante ma da trattare con il massimo rispetto e a distanza.
L’Amanita muscaria: bellezza tossica e miti da sfatare
L’Amanita muscaria è universalmente nota per la sua estetica spettacolare, ma è altrettanto famosa per la sua forte neurotossicità. Contrariamente a quanto si pensa spesso nell’immaginario collettivo, raramente l’ingestione di questo fungo risulta letale per un adulto in salute, ma i suoi effetti tossici sul sistema nervoso possono essere estremamente violenti e pericolosi.
Non si tratta di una morte istantanea o fulminante: l’azione delle sue tossine (principalmente acido ibotenico e muscimolo) si manifesta solitamente a distanza di qualche ora dal consumo con la cosiddetta “sindrome micoatropinica” o panterinica. I sintomi colpiscono il sistema nervoso centrale e comprendono vertigini, confusione mentale, delirio, euforia alternata a sonnolenza, forti problemi gastrointestinali, sudorazione e spasmi muscolari. Nei casi più gravi o se ingerita in grandi quantità da soggetti fragili, la forte depressione del sistema nervoso e le complicazioni cardiovascolari possono portare al coma e, in assenza di tempestivi soccorsi medici, a un epilogo tragico, ma si tratta di un processo progressivo e non immediato.
Insomma, un fungo splendido da fotografare e ammirare nel suo habitat naturale, lasciandolo rigorosamente dove si trova per godersi la bellezza del bosco.

Panorama e Compagnia
Una volta in cima, lo spettacolo ripaga di ogni sforzo: la vista a 360 gradi sulle Alpi Giulie è semplicemente fantastica. Spiccano in particolare lo Jôf Fuart a sud-ovest e il maestoso Mangart verso nord-est, incorniciati da un cielo azzurro con poche nuvole.
Ma a rendere davvero speciale la salita è stata la compagnia: proprio all’inizio del percorso, tra gli alberi del bosco, ho incontrato Agnese, Andrea e il papà di Agnese. È stato un incontro davvero molto piacevole; abbiamo fatto quattro chiacchiere e siamo saliti insieme fino in cima, passando una giornata stupenda.

Tra una battuta e l’altra, Agnese, che ha anche lei la passione per l’arrampicata, mi ha anticipato che il 3-4 ottobre 2026 ci sarà a Udine lo Street Boulder Udine Festival (#SBUF), un appuntamento imperdibile per gli amanti del genere.
Non mancate, mi raccomando !!!
L’ultimo tempo al “Convento”
Dopo essere rientrati a Borgo Lussari, non poteva mancare la giusta conclusione della giornata: ci siamo fermati a bere una birretta, uno spritz e a mangiare qualcosa in allegria. Infine, per goderci fino in fondo il relax, siamo scesi comodamente a Camporosso utilizzando la Telecabina del Lussari.
Una degna conclusione per questa estate 2026. Alla prossima avventura sui nostri monti !
Buone camminate a tutti !!!
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#peaceandlove
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